Sicurezza Alimentare in tempi di crisi

Sicurezza Alimentare in tempi di crisi

Per sconfiggere la malnutrizione nel mondo e arrestare il preoccupante aumento di persone che muoiono quotidianamente di fame, in un contesto che ha visto anche fra la fine del 2007 e il 2008
l’improvvisa crescita dei prezzi alimentari con le conseguenti crisi correlate, è urgente compiere passi concreti nella direzione segnata dall’Aquila Food Security Iniziative(la
Dichiarazione Congiunta), approvata al vertice G8 dai leader mondiali, nello scorso luglio.

Promuovere un confronto a 360 gradi del Sistema della ricerca nazionale ed internazionale in agricoltura, coordinando un’azione intesa a sottolineare il ruolo chiave che la ricerca e lo
sviluppo dell’innovazione possono svolgere, sia per fornire soluzioni volte a ridurre l’impatto della recente crisi alimentare e finanziaria sui gruppi più vulnerabili della popolazione,
sia per assicurare uno sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo, è la sfida che il Consiglio Nazionale delle Ricerche si è posto, in partnership con altre importanti
Istituzioni ed Enti di Ricerca, in occasione delle Celebrazioni della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2009.

In tale contesto si colloca la Conferenza “La ricerca italiana in Agricoltura in tempo di crisi: il sistema Italia incontra la rete dei CGIAR” in calendario oggi, 27 ottobre, al Ministero degli
Affari Esteri, Sala Aldo Moro, a Roma, promossa dal CNR insieme alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, l’Alliance dei Centri CGIAR e l’Istituto Agronomico per l’Oltremare.
La Conferenza punta a costituire un esempio di best practice per dare risposte agli impegni assunti dal G8 tenutosi all’Aquila, e si pone tre obiettivi principali:

· Contribuire alla stesura di una agenda di priorità di ricerca che permetta di affrontare il tema della riduzione della povertà ed al contempo ricercare soluzioni per uno
sviluppo globale sostenibile a lungo termine;

· Condividere informazioni e unire le forze, per avvicinare i sistemi nazionali ed internazionali al fine di favorire sinergie e partenariati;

· Ricercare sinergie e partenariati tra il Sistema della Ricerca Agricola Italiana e la rete dei CGIAR – Consultative Group on International Agricultural Research

Che cosa è la rete dei CGIAR

La rete dei CGIAR rappresenta l’Organismo internazionale che fin dalla sua costituzione, negli anni ‘60, ha costituito lo snodo più avanzato della ricerca mondiale  di settore,
finalizzata ai paesi in via di sviluppo. L’Italia, attraverso la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, è membro del CGIAR dal 1974, e
dal 1997 il suo contributo annuo è cresciuto fino ad assestarsi agli attuali 4 milioni di euro l’anno. Il nostro paese, inoltre, partecipa attivamente alla governance del sistema CGIAR
ed al meccanismo di coordinamento europeo. La rete dei CGIAR, fra l’altro, da qualche mese è alle prese con una fase di riforma della propria struttura, per rispondere ancor più
efficacemente alle istanze globali.

Uno sguardo allo scenario mondiale

La Conferenza internazionale si inscrive in un momento storico particolarmente delicato ed è finalizzata a individuare azioni di sistema capaci di contribuire a una maggior
stabilità del contesto globale. Se da un lato la crisi finanziaria globale ha infatti coinvolto indirettamente il settore primario, al quale è stato richiesto lo sforzo intenso di
assicurare un minimo di stabilità  a fronte di una crescente povertà, dall’altro ha pesato negativamente sulla capacità del settore agricolo di rispondere alla
crescente domanda mondiale, rallentandone l’evoluzione.

La Fao: produzione agricola in aumento. Malnutrizione anche

I dati 2008 della FAO mostrano, a tale proposito, un quadro di complessa interpretazione.

Negli ultimi quindici anni la produzione agricola è cresciuta in modo stabile nel mondo del 40%, grazie al contributo dei paesi in via di sviluppo. Infatti mentre questi hanno visto la
loro produzione crescere globalmente di circa il 50 % (quella dei paesi meno avanzati è cresciuta di oltre il 70%), i paesi sviluppati hanno appena superato il 20%. Tuttavia, se si
considera la produzione agricola pro capite, il quadro cambia radicalmente. La produzione agricola mondiale è cresciuta meno del 15%, mentre quella dei paesi in via di sviluppo del 20% e
quella dei paesi sviluppati si è ridotta del 5%. A causa dell’incremento della popolazione quella dei paesi meno avanzati è aumentata solo 5%, limitando così sensibilmente
gli effetti sulla riduzione della malnutrizione, presente maggiormente in questi paesi .

Lo scenario futuro e gli obiettivi della Conferenza Internazionale

I dati, al centro del dibattito internazionale sottolineano la necessità di coniugare lo sviluppo a lungo termine con la necessità a breve di debellare la fame e la povertà
(i cosiddetti obiettivi di Sviluppo del Millennio), individuando le priorità e  concretizzando quella massa critica capace di portare ad un futuro di stabilità e sviluppo.
Ciò in presenza di scenari che al 2017, sempre secondo la FAO, prevedono:

  • Una diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli che, tuttavia dovrebbero mantenersi sul medio termine al di sopra dei livelli degli ultimi dieci anni,  ancorché l’evoluzione
    dei prezzi dipenderà in gran parte dalle politiche dei paesi alla luce delle dinamiche globali;
  • Lo spostamento dell’epicentro dell’agricoltura mondiale dai paesi dell’OCDE ai paesi in via di sviluppo, anche se i paesi meno sviluppati soffriranno maggiormente l’aumento e la
    volatilità dei prezzi dei prodotti di base.  Ciò sottolinea l’urgenza di aumentare la loro capacità di offerta investendo nell’istruzione, nei servizi, nella ricerca e
    nello sviluppo e nelle infrastrutture fisiche;
  • Presenza di investimenti pubblici e privati per l’innovazione ed una maggiore produttività, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Ciò migliorerà le prospettive di
    offerta contribuendo sia ad aumentare la base produttiva, sia a diminuire le probabilità di impennate ricorrenti dei prezzi dei prodotti di base.

A fronte di queste previsioni, l’incontro del sistema della Ricerca in agricoltura italiano con i Centri del Consultative Group on International Agricultural Research — ha affermato il
direttore del Dipartimento Agroalimentare del CNR, Alcide Bertani – “costituisce un momento importante per disegnare forme nuove di collaborazione tra i sistemi nazionali ed internazionali, con
l’obiettivo condiviso di contribuire al raggiungimento della sicurezza alimentare e all’eliminazione della povertà e della malnutrizione nei paesi in via di sviluppo attraverso la
ricerca, le collaborazioni, il sostegno alle politiche, la promozione di un’agricoltura sostenibile basata sulla corretta gestione delle risorse naturali”.

“La strategia della multifunzionalità per l’agricoltura, dove la produzione agricola e gli aspetti commerciali ad essa connessi sono in sintonia con le esigenze sociali inerenti alla
tutela ed alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio, allo sviluppo economico ed occupazionale delle aree rurali, alla valorizzazione delle risorse locali, alla qualità alimentare ed
alla tutela del consumatore, evidenziata anche nella recente Conferenza dei Presidi  delle Facoltà di Agraria” – ha concluso il direttore del Dipartimento Agroalimentare del CNR,
Alcide Bertani – si colloca in un contesto globale rinnovato che avvicina concettualmente le  visioni strategiche di Pesi come l’Italia a quelle dei Paesi in via di sviluppo e riconosce il
valore strategico delle produzioni agricole per lo sviluppo di tutti i paesi e per il benessere di tutti i popoli”.

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