Si è tenuto oggi il convegno regionale: IL RUOLO DELLA COOPERAZIONE AGROALIMENTARE NELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO VENETO
7 Luglio 2008
Il sistema agroalimentare è oggi fortemente influenzato dal cambiamento a livello mondiale dello scenario competitivo, che impone da un lato il mantenimento della
redditività , dall’altro la tutela delle particolarità a livello locale. In Veneto l’impresa cooperativa assume un ruolo strategico rispetto allo sviluppo del
territorio: le 355 cooperative aderenti a Confcooperative Fedagri Veneto raggiungono infatti una produzione pari a quasi 4 miliardi di euro e possono contare su circa 72.000 soci e oltre 9.400
dipendenti e collaboratori.
L’importante funzione produttiva e sociale svolta dalle imprese cooperative, intese come strumenti e punti di forza del settore agroalimentare veneto, è stata il punto di partenza
dell’odierno convegno «Il ruolo della cooperazione agroalimentare nello sviluppo del territorio veneto», promosso da Confcooperative Fedagri Veneto, tenutosi presso le
Cantine dei Colli Berici di Lonigo (VI).
Ha così esordito Antonio Melato, Presidente Fedagri Veneto: «Senza nulla togliere ad altri tipi di impresa, ci chiediamo quali modelli alternativi alla cooperazione
avrebbero potuto realizzare quello sforzo di valorizzazione del giacimento di diversità e di qualità che la nostra Regione rappresenta, assicurando nel contempo
accesso al mercato e reddito per i soci produttori. Come Fedagri Veneto promuoviamo con convinzione l’integrazione tra le cooperative associate, affinché accrescano il loro peso
sui mercati, puntando sulle garanzie di qualità e salubrità dei prodotti che esse sono in grado di offrire attraverso il controllo diretto della filiera».
Ha proseguito Paolo Bruni, Presidente Fedagri nazionale e coordinatore dei lavori «La politica e le istituzioni devono riconoscere l’importanza delle aggregazioni di produttori
agroalimentari attraverso lo strumento cooperativo, che dà forza e incisività al settore agricolo. Nel settore vitivinicolo, le cooperative producono il 50% del vino
italiano, e tra le 5 maggiori aziende del settore in Italia, ben 4 sono cooperative. Un esempio per dimostrare che per vincere la sfida competitiva dobbiamo esaltare le nostre eccellenze che
sono legate indissolubilmente al territorio: solo così l’Italia potrà continuare ad essere il Paese dell’eccellenza agro-alimentare e affrontare le sfide del mercato
internazionale». Sull’importanza della qualità si è concentrato anche Franco Manzato, Vice Presidente Regione Veneto e Assessore all’Agricoltura:
«Dal 2013 i finanziamenti comunitari si sposteranno verso l’Est Europa: per questo dobbiamo preparare un cammino che garantisca alle aziende agricole di potersi sostenere
autonomamente. È necessario rendere sempre più forte il ruolo del settore primario e del turismo come veicoli di promozione del territorio. Le Istituzioni possono
favorire questo processo riducendo la burocraticità e finanziando nei prossimi anni azioni che portino ad un aumento della redditività – che per ogni azienda deve
essere la «stella polare» da seguire – e della competitività ». Il convegno ha potuto contare anche sulla prestigiosa presenza di Luca Zaia,
Ministro Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che nel suo intervento ha espresso una totale sintonia con Fedagri: «Qualità e aggregazione sono le parole chiave
che permetteranno all’Italia di competere nel mercato; già oggi le eccellenze italiane vengono premiate dall’esportazione, come dimostra il mercato americano che acquista prodotti
agro-alimentari per 3 miliardi e mezzo di euro annui e importa il 30% della produzione nazionale di Brunello di Montalcino».
«La sfida a livello europeo – ha proseguito il Ministro – è di far arrivare i finanziamenti alle aziende agricole, distribuendo in modo razionale le risorse. In questo
momento stiamo infatti assistendo a un fallimento delle politiche agricole comunitarie e il sistema delle quote latte ne è un esempio emblematico: all’Italia è stata
imposta una multa di 170 milioni di euro per sovrapproduzione rispetto alle quote previste ma le stesse coprono appena il 50% del nostro fabbisogno nazionale».
La mattinata si è chiusa con la relazione «La cooperazione: strumento e forza dell’agro – alimentare veneto» di Corrado Giacomini, Ordinario di Economia
Agroalimentare Università di Parma: «La cooperazione è uno strumento indispensabile per permettere all’agricoltura veneta di affrontare le sfide del
moderno mercato agroalimentare in attuazione delle linee di politica agraria regionale, e non a caso tra le proprie finalità la L.R. 40/03 si pone di «promuovere e
sostenere il miglioramento dell’organizzazione economica della posizione contrattuale degli agricoltori anche attraverso l’associazionismo e la cooperazione».
«L’aggregazione dell’offerta in cooperative e in Organizzazioni Produttori – ha spiegato il prof. Giacomini – svolge una funzione rafforzativa dell’azione svolta dalle due forme
associative e assume un ruolo fondamentale nella sfida che le imprese agricole devono affrontare dopo la riforma della Politica Agricola Comunitaria e dopo l’approvazione dell’Organizzazione
Comune del Mercato ortofrutta, in presenza di un mercato globale nel quale la competizione non ha più frontiere».
Fino alle ore 17.00, è in corso una sessione per le Cantine Sociali durante la quale si svolge il seminario «OCM Vino Integrazione e
Internazionalizzazione». Gli esperti del settore vitinicolo presenti stanno facendo il punto sulla riforma dell’Organizzazione Comune del Mercato Vitivinicolo – approvata dai
ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea il 19 dicembre scorso – e in particolare sui finanziamenti assegnati all’Italia per il Programma Nazionale di Sostegno: 238 milioni di euro per il
2009, 298 milioni per il 2010, 294 milioni per il 2011, 341 milioni per il 2012 e 337 a partire dal 2013.





