Si è spento questa notte Gennaro Auricchio

Si è spento questa notte Gennaro Auricchio

Il Cavaliere del Lavoro Gennaro Auricchio è nato a Collecchio (PR) il 4 ottobre 1914 da una famiglia che già nel 1877 a San Giuseppe Vesuviano (NA) aveva fondato – nella
persona del nonno Gennaro Auricchio – una società corrente di produzione di formaggi.
Grazie al “caglio speciale” o, come si diceva, al “segreto” di don Gennaro che conferisce al formaggio un sapore unico al mondo, il Provolone Auricchio si impone sul
mercato e, sul finire dell’Ottocento, il cognome dei produttori diventa sinonimo del formaggio stesso, creando nel consumatore uno stretto legame tra marca e qualità del prodotto.

Le crescenti richieste del mercato
comportavano costanti aumenti di produzione: il latte locale era scarso e per questo motivo uno dei figli impegnati nell’attività paterna, Antonio (padre del Cavalier Gennaro),
alla fine dell’Ottocento approda a Cremona, dove trova una zona fertile e ricca di bovine da latte. Qui si ferma ed incomincia ad organizzare il lavoro dei casari, ad insegnare loro a
produrre il provolone, allora quasi sconosciuto nella zona.
La fama del provolone Auricchio continua a crescere, sia in Italia che all’estero, e con i primi emigranti varca l’oceano, arrivando negli Stati Uniti. Il provolone Auricchio
diviene per gli emigranti il simbolo concreto e quotidiano del legame con la terra natia.

Sin dai primi anni di vita dell’azienda si è operato sia nell’area Campana sia in quella Cremonese, ma è nel 1949 che la sede legale ed amministrativa
dell’Auricchio, nel frattempo divenuta società per azioni, viene trasferita da Roma a Cremona, mentre a San Giuseppe Vesuviano la struttura aziendale continua come filiale.
Al suo ingresso in azienda il Cavalier Gennaro Auricchio prima affianca e poi succede al padre nella gestione degli oltre ottanta caseifici impegnati nella produzione. Nel 1940 prestò
servizio militare come ufficiale di complemento; nel settembre 1943 fu fatto prigioniero dai tedeschi ma, a Latina, fuggì riuscendo a mettere in salvo sé e dodici suoi allievi
ufficiali. Rientrato a Cremona si trovò a dover fronteggiare una situazione industriale e commerciale drammatica. Nel primo e più grave bombardamento della città erano
stati colpiti i centri vitali dell’azienda: gli uffici, i burrifici, i magazzini di stagionatura, i garages con i mezzi di trasporto e la casa.

Fattore ancora più grave, nel bombardamento stesso, morirono undici collaboratori dell’azienda fra i più qualificati ed esperti.
Rimase egli stesso vittima del bombardamento, riportando ferite molto gravi che lo costrinsero ad una degenza ospedaliera di oltre tre mesi. Ferito e solo, isolato, a causa del fronte, dalla
Casa Madre di San Giuseppe Vesuviano dove c’erano tutti gli altri componenti della famiglia, dalla clinica dovette affrontare il compito della ricostruzione. Fu proprio il risolvere e il
portare a termine questa ricostruzione, che dimostrò l’eccezionale tempestività e la rara competenza del Cavalier Gennaro, pur allora così giovane. Negli anni
dell’espansione economica dell’Italia del dopoguerra si impegnò a portare l’azenda ai più alti livelli di fatturato con costante attenzione alla qualità della produzione in
particolare del Provolone Piccante che contribuì ad esportare in tutto il mondo. In tutti questi anni continuò a ricoprire la carica di consigliere di amministrazione, con
l’attribuzione dei relativi poteri fino al 21 dicembre 1992, data in cui verrà nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione, carica questa che ha ricoperto sino alla fine.

Nel 1976 la maggior parte della produzione viene concentra nel modernissimo stabilimento di Pieve San Giacomo, alle porte di Cremona, dove entravano giornalmente centocinquantamila litri di
latte “caldo”, come amava sottolineare con orgoglio Gennaro Auricchio per significare che l’approvvigionamento di latte da lui gestito giungeva da allevamenti situati al
massimo entro un raggio di 100 km.
Oggi l’approvvigionamento giornaliero di latte ha raggiunto i cinquecentomila litri.
Un evento di portata storica avviene nel 1992. Di fronte alle avvisaglie della crisi economica ed allettata dalla generosa offerta di una multinazionale straniera, una parte della
proprietà mette in vendita il 50% dell’azienda.
Gennaro, nipote dell’omonimo fondatore e detentore dell’altro 50%, con l’aiuto dei figli Antonio, Gian Domenico ed Alberto, decise di rilevare le azioni in vendita e ricomporre la
proprietà in un unico nucleo familiare, così come era nel lontano 1877.

Da questo evento, parte il nuovo rilancio dell’Auricchio. In poco meno di quattro anni, rinnova e ingrandisce l’azienda. Nel maggio 1993 acquisisce l’azienda Ceccardi di Reggio
Emilia, produttrice di formaggi freschi di pura pecora e misti di vacca e pecora per ampliare così la gamma dei pecorini, già presenti da molti anni nel portafoglio commerciale
dell’azienda.

Nel corso del 1994 viene potenziato e rinnovato il reparto di produzione nella nuovissima struttura di Somma Vesuviana, dove nel 1986 si era trasferita la filiale napoletana, rilanciando
così l’arte della lavorazione del provolone Auricchio nei luoghi ove era nata più di cento anni prima.

Nel 1997 l’Auricchio acquisisce dalla Nestlè Italiana la divisione prodotti ovini della Locatelli, costituita dagli stabilimenti di Cisterna di Latina e di Macomer (Nuoro) per la
produzione di Pecorino Romano D.O.P., di ricotta fresca, di ricotta salata e di caciotte di pecora: fu ancora una volta il Cavalier Gennaro a sostenere e spronare i figli convincendoli ad
affrontare la nuova sfida con coraggio e fiducia nella forza della marca Auricchio.
Questo importante investimento ha permesso all’Auricchio di portare al suo interno tutto il ciclo di lavorazione del latte ovino, diventando un’azienda casearia completa con una
gamma di formaggi unica sul mercato.

Fu acquisito il marchio Locatelli per gli Stati Uniti, leader in quel mercato del Pecorino Romano e di formaggi a base di latte di pecora: alla leadership americana nel provolone si aggiunge il
primato nei formaggi di latte ovino.
Oggi la Auricchio S.p.A. ha un capitale sociale di sei milioni di euro e conta oltre 350 dipendenti. Le sedi operative sono dislocate nella provincia di Cremona (Gazzo di Pieve S. Giacomo e
Cavatigozzi), a Somma Vesuviana (NA), a Scandiano (RE), a Solignano (PR). Dal 2000 la produzione di formaggi ovini è stata concentrata in un nuovo stabilimento a Macomer (NU).

La figura del Cavalier Gennaro Auricchio – che fin dal 1940 si è impegnato direttamente con responsabilità gestionali nella società – emerge dunque come quella
di un imprenditore moderno e dinamico che ha contribuito allo sviluppo della sua azienda e alla diffusione dei propri formaggi nel mondo, operando una serie di scelte gestionali che hanno fatto
della Gennaro Auricchio S.p.A. una realtà economica di successo in grado di garantire un elevato numero di posti di lavoro, in una provincia, come quella di Cremona, caratterizzata da
un’imprenditorialità non completamente strutturata.

Molto attivo nel sostenere il ruolo dell’impresa nella società civile, insieme ai più importanti e lungimiranti industriali caseari partecipò alla costituzione
dell’Assolatte, associazione lattiero-casearia italiana, della quale fu vicepresidente e membro di giunta. E’ stato consigliere di presidenza dell’Associazione Industriali di Cremona.

Tra le numerose onorificenze e gli svariati premi, un posto di assoluto rilievo spetta alla nomina di Cavaliere del Lavoro conferitagli dal Presidente Carlo Azelio Ciampi nel 2001. In quello
stesso anno fu nominato “Cremonese dell’anno”. Nel 2006 gli è stata conferita a Cremona la Laurea Honoris Causa dalla Facoltà di Agraria dell’Università
Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in Qualità e Sicurezza Alimentare.
Il Cavalier Gennaro Auricchio, oltre a capacità professionali di assoluto rilievo, possedeva straordinarie doti umane che gli hanno procurato stima e simpatia da parte di tutti coloro
che hanno avuto il privilegio di incontrarlo e collaborare con lui.

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Commenti ( 2 )
  1. antonio puzone
    1 Dicembre 2014 at 1:35 pm

    grande uomo grande azienda.. io posseggo il suo 23 pallas ds…

  2. Leopoldo Tumminello
    7 Aprile 2019 at 10:45 am

    Ottimo il provolone piccante che produce anche a marchio Lidl

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