Service Tax, manovra del Governo del 28 agosto: i dubbi del Presidente di Assoedilzia

Service Tax, manovra del Governo del 28 agosto: i dubbi del Presidente di Assoedilzia

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Date: Sun, 1 Sep 2013 11:02:09
Subject: Service Tax -Radio Vaticana – Intervista a Colombo Clerici Presidente Assoedilizia in onda il 30 agosto 2013 –  Governo Manovra 28 agosto 2013 –

       A s s o e d i l i z i a

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in sede di intervista a Radio Vaticana, andata in onda il 30 agosto 2013:

« L’esenzione dall’Imu, con l’azzeramento della impostazione normativa vigente e la previsione di una sorta di service tax, che andra’ in vigore dal 2014.
Una manovra con effetti “una tantum” sull’Imu prima casa e contestuale istituzione di una imposta, correlata ai servizi comunali fruiti dai residenti, che presenta una componente di tipo
patrimoniale ( rapportata al valore dell’immobile) destinata al finanziamento dei servizi indivisibili ed una componente correlata al costo dei servizi.

La Service Tax risponde ad un principio condivisibile: quello di portare la tassazione locale degli immobili ad un riferimento non piu’ patrimoniale, ma correlato alla fruizione dei servizi
locali ( comunali).

Ma la sua attuazione pratica presenta incognite: poiche’ sussistono alcuni problemi irrisolti da cui potrebbero derivare soluzioni in grado di peggiorare la condizione fiscale dei proprietari,
soprattutto se locatori.  

L’esperienza ci insegna che nel nostro Paese le riforme partono con i migliori propositi e poi riservano le belle sorprese.

Cosi’ e’ avvenuto con l’ICI: imposta comunale sugli immobili concepita anche per il finanziamento dei servizi comunali, tanto che se ne prevedeva il parziale accollo anche agli inquilini ( in
caso di locazione, i veri utenti della casa e fruitori dei servizi comunali forniti agli abitanti ).

Sappiamo come e’ andata a finire: e’ stata posta a carico integrale dei proprietari degli immobili, senza neppure il diritto di rivalsa parziale verso gli inquilini.

Occorre dunque vedere come” vedra’ la luce “la service tax.

Intanto val la pena di rilevare che essa comporta assemblare Imu (erede dell’Ici) e Tares; operazione questa che significa accorpare una imposta a carattere prevalentemente patrimoniale, che
serve sostanzialmente a finanziare i servizi indivisibili comunali forniti alla collettivita’, ed un’ imposta destinata a coprire il costo dei servizi divisibili fruiti direttamente dagli
abitanti.

L’istituzione della “service tax” portera’ quindi ad un rimescolamento delle carte in tavola dal quale presumiamo debba scaturire un gettito pari, se non aggiuntivo ( vorremmo in questo esser
smentiti, oltre che dalle dichiarazioni ufficiali, anche dai fatti) rispetto all’ammontare del gettito storico complessivo delle due imposte.

E sarebbe comunque equo che a regime andasse un sistema impositivo che non si basasse, come avverrebbe de plano nell’attuale situazione, su coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali
dichiarati provvisori e sperimentali.  

Va detto inoltre che la compensazione del minor introito conseguente alla esenzione Imu per la prima casa, non deve comunque avvenire all’interno del sistema dell’ex-Imu.

In altri termini nel concepire la futura imposta non si puo’ scaricarne il costo, ne’ sugli immobili commerciali,ne’ sugli immobili in locazione o da locare, ne’ sulle seconde case a
disposizione, gia’ tartassate pesantemente: pena l’ulteriore  aggravamento di una situazione di mercato attualmente in gravissima crisi.

Ma poi si apre il problema del soggetto o dei soggetti  sui quali far gravare l’onere del pagamento ( in quale forma e con quali meccanismi ).
Problema questo particolarmente sensibile e serio ove trattisi di immobili locati: per i quali le figure di fruitore dei servizi e di titolare della proprieta’ del bene non
coincidono.»

Redazione Newsfood.com

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