Riforma Catasto: pagano di più gli onesti – Immobiliare in crisi

Riforma Catasto: pagano di più gli onesti – Immobiliare in crisi

Oggetto: Riforma Catasto “pagano di piu’ gli onesti” – Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia, articolo pubblicato su Libero del 9 agosto 2013
Data: 09 agosto 2013 16:57:50 CEST
 
“L’improvvida questione della riforma catastale, di cui tanto si parla in questi mesi, e’ la scusa, anzi l’alibi (che muove dal pretesto di realizzare la perequazione dei valori catastali) per
far pagare piu’ tasse sugli immobili a chi gia’ le paga.

Lo capisce anche un bambino.

E la sbandierata invarianza del gettito, che vien proclamata per non allarmare i contribuenti onesti, e’ la classica foglia di fico:  non riuscira’ certo ad impedire l’effetto devastante sul
mercato immobiliare derivante dalla prospettiva di vedersi raddoppiata o triplicata la base imponibile ai fini di tutte le imposte gravanti sugli immobili stessi.

Per la ripresa del settore edilizio, trainante tutta la nostra economia, occorre una ripresa di fiducia, che si basa anzitutto sulla certezza del regime fiscale : ma la prospettiva di questa
riforma catastale fatta in modo da atterrire investitori ed operatori, sta generando, piu’ che sfiducia, una vera psicosi negativa.

La riforma catastale interessera’ i valori immobiliari,non solo ai fini dell’IMU ( come avviene con le norme del Decreto Salva Italia, oggi in vigore ), bensi’ anche per le imposte dirette – come
base imponibile per i redditi fondiari e per i parametri di congruita’ dei canoni di locazione – le imposte di registro per tutti i trasferimenti, le imposte ipotecarie e catastali, le imposte di
successione e sulle donazioni.

Quanto, poi alla proclamata invarianza del gettito (con correlativa riduzione delle aliquote) che dovrebbe tranquillizzare i contribuenti va anzitutto precisato che agli stessi poco importa
dell’invarianza del gettito che risponde alla logica  del pollo trilussiano , interessando piuttosto l’invarianza del prelievo a loro carico ( e questo effetto certamente non e’ comportato
dal sistema ).  

Inoltre c’e’ da dire che, se quell’invarianza e’ verificata a livello nazionale, essendo alta in alcune aree l’evasione fiscale, si potra’sempre dire che l’incremento che si produrra’ nel gettito
delle diverse imposte e’ la conseguenza del recupero dell’ evasione e non di un aggravio fiscale e conseguentemente non ridurre le aliquote.

E, se poi il Catasto continuera’ a funzionare o non funzionare, come succede gia’ ora a seconda di fattori contingenti o locali, avverra’ quello che e’ gia’  avvenuto laddove si e’
realizzata una revisione generale per microzone.

I valori imponibili sono stati aumentati, ma le aliquote son rimaste inalterate: quelle stabilite cioe’ per far pagare congruamente gli immobili che presentano valori non congrui.

E cosi’ sara’ : i valori non congrui inevitabilmente nel nostro Paese continueranno ad esistere e le aliquote fissate a scala nazionale non saranno mai abbassate.

Per avere idea delle sperequazioni derivanti dal Catasto occorre rifarsi al dato relativo al gettito Imu “pro capite”: in alcune regioni del nord e’ oltre due volte quello che si registra in
alcune regioni del sud.

E non e’ solo questione di differenza di valori di mercato dei singoli immobili o ovvero di redditivita’degli stessi.
 
Organi di stampa, inoltre, facendo d’ogni erba un fascio e confondendo evasori con contribuenti regolari, alimentano una prevenzione verso l’investimento immobiliare che e’ solo foriera di
nefasti esiti per l’economia in generale.

Se alcune istituzioni europee, con giudizio sommario, insistono per indurre l’Italia a percorrere la via di questa riforma, bisogna avere la forza di spiegare loro che per la ripresa economica
del nostro Paese e’ ormai vitale una ripresa di fiducia del settore immobiliare, legato alla economia delle famiglie; e che il Catasto non dev’essere necessariamente un sistema di determinazione
di valori di mercato ai fini fiscali, bensi’ solo di perequazione dei valori convenzionalmente assunti ai fini della tassazione.

Gettito ed equita’ sono i due obiettivi che il fisco deve perseguire: per ottenere il primo basta che le aliquote siano tarate sui valori in modo tale per cui se questi sono bassi le aliquote
saranno elevate. E cosi’ e’ sempre avvenuto.

Ai fini dell’equita’ e’ necessario che tutti i valori imponibili presentino il medesimo rapporto con il valore di mercato del bene. Se per alcuni immobili questo rapporto e’ di un terzo, per
altri non puo’ essere di due terzi: e’ il problema della perequazione.

Per entrambe le finalita’ non e’ dunque affatto ineluttabile che il Catasto si riporti ai valore di mercato degli immobili.

Il Catasto attuale, peraltro, se c’e’ la volonta’ di farlo funzionare, permette di intervenire per l’eliminazione delle sperequazioni esistenti e per l’adeguamento dei valori; come e’ avvenuto
nel caso delle revisioni all’interno delle microzone.
 

La riforma catastale, viceversa, cosi’ come viene concepita e realizzata, e’ una cappa di piombo che gravera’ per anni, come una spada di Damocle, su questo disastrato settore, dandogli il colpo
di grazia.

Redazione Newsfood.com

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