Senato, pressione bipartisan per una migliore alimentazione scolastica

Senato, pressione bipartisan per una migliore alimentazione scolastica

Le indagini dell’Organizzazione Mondiale della Sanità parlano chiaro: nel 2005 un miliardo e 600mila adulti d’età superiore ai 15 anni erano
in soprappeso, così come non meno di 20 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni. Gli esperti dell’Oms stimano che entro il 2015, gli adulti con troppi chili in più saranno 2
miliardi e mezzo e i bambini in sovrappeso toccheranno quota 700 milioni.

Allora diventano fondamentali, per capire il problema e tentare di risolverlo, i luoghi dove i pasti si svolgono. Per i bambini, questo vuol dire focalizzare sui luoghi di studio, dove arrivano a
consumare 5 pasti ufficiali, più diversi spuntini a base di famigerate (per i genitori) merendine. I risultati delle verifiche nutrizionali non sono certo confortanti: le mense delle
scuole offrono poche fibre da scarso consumo di cereali integrali, verdure, frutta, legumi, basso consumo di pesce, a fronte di un eccesso di proteine e grassi di origine animale, di un frequente
consumo di carboidrati ad alto indice glicemico come bevande zuccherate, dolciumi, patate. Tutto questo è in linea con le ricerche della Fao che sottolineano come, negli ultimi 45 anni, il
consumo di prodotti agroalimentari in linea con le regole della dieta mediterranea sia stato progressivamente abbandonato: dal 1962 al 2002, in 15 paesi europei esaminati l’apporto calorico
giornaliero è aumentato del 20%.

Per combattere la cattiva dieta, si è formato in Senato un fronte traversale di parlamentari, per ora concretizzatosi in due iniziative: disegno di
legge bipartisan sottoscritto da 56 senatori di maggioranza e opposizione, al quale si affianca, sempre a Palazzo Madama, un’altra iniziativa di legge presentata dai leghisti Gianvittore Vaccari e Gianpaolo Vallardi.

I firmatari del ddl ritengono fondamentale il ruolo di guida nutrizionale delle scuole; sono perciò favorevoli non solo alla creazione menù più equilibrati ma anche
all’inserimento, nei distributori automatici di cibi e bevande, di alimenti freschi e di qualità. La proposta ipotizza anche una riserva di punteggio: una sorta di corsia preferenziale, in
sede d’appalto, per quelle ditte di forniture alimentari che nei loro progetti nutrizionali rispettino i canoni della dieta mediterranea. Oltretutto, fanno notare i politici, i prodotti
mediterranei rappresentano uno dei pilastri dell’economia italiana: favorire tale dieta nelle scuole, vuol quindi dire favorire tutto il sistema sociale.

Il ddl della Lega si pone su una linea molto simile, come sottolineano i firmatari: « è sopratutto in età scolare che occorre impegnarsi affinché l’attività
fisica e l’alimentazione sana ed equilibrata divengano parte integrante dello stile di vita dei ragazzi».

                                                                                                                                 
Matteo Clerici

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