Scuola, la lettera di Veltroni indirizzata a Tremonti e Gelmini

 

Ministro Tremonti, Ministro Gelmini, se c’è un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare
divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, questo è il settore che comprende la scuola, la ricerca e l’Università.

E’ un settore che, non c’è dubbio, ha bisogno nel nostro Paese di una profonda innovazione, di una radicale riforma. Partendo da un principio:quello di investire su
di esso maggiori risorse, non minori; quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla. E poi seguendo un modo di procedere: quello, per l’appunto, di
individuare soluzioni che siano condivise nel modo più ampio possibile e che proprio per questo risultino alla fine forti, incisive e durature nel tempo. Perché non
è possibile proseguire con la regola per cui ad ogni cambio di governo si mette mano al modo di funzionare di un settore decisivo per il futuro del Paese, per la vita di milioni
di famiglie, di ragazzi, di insegnanti e professori.

Nelle ultime settimane, come è giusto e sano avvenga in democrazia, abbiamo avanzato, come opposizione, critiche e proposte alternative rispetto al merito e al metodo delle
scelte del governo. Nel Paese è cresciuta, allo stesso tempo e in modo del tutto autonomo, un movimento di protesta sereno,responsabile e pacifico.

Ciò che vi chiediamo è di esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell’ascolto e dunque del confronto. Quel confronto che
proprio riferendosi a questi temi il Presidente della Repubblica ha saggiamente, da subito, auspicato e sollecitato.

Vi proponiamo, per questo, di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e
sull’università fatte in estate con la manovra triennale; tagli che si dimostrano tanto più inadatti con il precipitare della crisi economica e che il Parlamento
deve poter tornare a discutere, senza subire l’imposizione continua o la minaccia del voto di fiducia.

Vi proponiamo, al tempo stesso, di dar vita ad un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione. Si stabilisca, per il lavoro di questo
tavolo e per la ricerca di una soluzione condivisa, un periodo di tempo di due mesi o più, un periodo chiaro e ben definito, al termine del quale il governo potrà far
seguire comunque all’indispensabile momento del confronto democratico quello altrettanto indispensabile della decisione.

Tutto questo con un solo grande obiettivo: fare finalmente del nostro sistema formativo, come avviene in tutti gli altri grandi paesi europei, la pietra angolare su cui costruire un
forte e coerente disegno di sviluppo e di crescita economica e sociale.

Walter Veltroni

 

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