Scuola, la chiusura dei plessi slitta al 2010

 

“Soddisfatti della proroga concessa alle regioni, ora si inizi un nuovo percorso di dialogo tra Governo ed enti locali sul riordino della rete scolastica”.

Così Legambiente ha commentato il rinvio del Governo al 2010 della chiusura dei plessi scolastici con meno di 50 alunni e l’obbligo per le Regioni di presentare il piano entro il
30 novembre 2008. Una decisione che avrebbe comportato, a partire dal prossimo anno scolastico, la chiusura di 4200 plessi a danno delle aree più marginali del Paese come le
regioni del Sud e le Isole, lasciando 800 piccoli comuni senza scuola.

“Un risultato importante – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – che speriamo dia inizio ad una migliore riorganizzazione dei
servizi scolastici territoriali nella tutela del diritto all’istruzione in tutto il territorio italiano. In questo senso, speriamo si possano istituire tavoli di confronto con gli
enti locali per un nuovo piano di dimensionamento, aperto alle esigenze dei piccoli comuni e delle periferie a rischio”.

“Qui la scuola, infatti, rappresenta ancora di più un elemento di aggregazione sociale, fondamentale per contrastare il crescente abbandono dei paesi e delle comunità
montane verso più grandi centri urbani, ma anche per far si che questi preziosi presidi culturali sopravvivano. Proprio per questo l’imposizione di obiettivi numerici a
scala regionale, senza distinzioni, rischierebbe di creare situazioni di svantaggio rispetto alla piena garanzia del diritto allo studio per i cittadini di questi comuni”.

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