Scuola e al lavoro, esperienze di dialogo interculturale in Toscana

Firenze – «La Toscana è parte del mondo e i cittadini del mondo fanno parte della Toscana e contribuiscono al suo sviluppo» così l’assessore all’istruzione,
formazione e lavoro Gianfranco Simoncini ha sintetizzato la filosofia che sta alla base delle politiche della Regione Toscana per l’integrazione dei cittadini stranieri e il dialogo
interculturale. L’assessore è intervenuto a conclusione della conferenza europea promossa dalla Regione a Villa Montalto, a Firenze, sul tema Prodotti ed esperienze per il dialogo
interculturale, nel corso del quale sono state presentate le migliori pratiche per l’inclusione sociale in Italia e in Europa.

Nel corso della mattinata sono state presentate 20 iniziative nei campi della formazione degli immigrati volte, in particolare, a! ll’apprendimento della lingua, all’occupazione e alla
sicurezza sul lavoro, selezionate su scala europea.
«Mantenere l’apertura verso l’internazionalizzazione – ha proseguito Simoncini – ha costituito il punto di forza del nostro modello di sviluppo ed è oggi una necessità della
Toscana. Integrare i cittadini stranieri nella nostra società è una priorità, sia dal punto di vista economico che sociale. Su questo terreno la Regione Toscana si è
data tre obiettivi primari rispetto ai bisogni degli immigrati: attivare politiche di accoglienza rispettose dei diritti di tutti i lavoratori, garantire loro un inserimento lavorativo,
favorire l’emersione della condizione di clandestinità».

Uno studio Irpet prevede che, nei prossimi 15 anni la Toscana possa aumentare del 4% la sua popolazione e passare a 3,7 milioni di abitanti. «Ma la crescita demografica – spiega
l’assessore – avverrà solo grazie all’apporto dei cittadini provenienti da altri stati. Spetterà cioè all’immigrazione compensare il calo naturale della popolazione.
L’Irpet prevede, nel 2023, che gli stranieri presenti in Toscana saranno oltre 400 mila, ovvero il 12% della popolazione». Ma già oggi, in Toscana, i cittadini stranieri sono una
parte importante della nostra società. Tra il 2005 ed il 2007 l’aumento è stato del 21,1 %, raggiungendo così quota 234.398, tanti sono gli stranieri residenti nella nostra
Regione, pari al 6,4% del totale dei residenti.
I lavoratori stranieri occupati in aziende toscane ed iscritti all’Inps erano, nel 2006, 197.958, di cui 140.131 extra comunitari e 50.467 provenienti da paesi UE. Nella toscana la percentuale
di alunni stranieri è in costante aumento, ed ha raggiunto circa 40 mila presenze, con una incidenza del 10%.
«I nostri sforzi sono andati nella direzione di dare ad alunni e lavoratori gli strumenti per una piena cittadinanza , a cominciare dalla lingua italiana. Sia i lavoratori che gli alunni
stranieri sono più a rischio rispettivamente per gli infortuni e la dispersione scolastica. Per questo abbiamo messo in atto iniziative di formazione: teleformazione, corsi nei paesi di
origine prima della partenza, corsi di alfabetizzazione e per la sicurezza nei luoghi di lavoro, carta formativa prepagata, voucher formativi individuali. Nella scuola stiamo portando avanti
una sperimentazione che prevede il coinvolgimento delle famiglie per un sostegno attivo a quegli alunni che si trovano in condizioni oggettive di svantaggio».

Barbara Cremoncini

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