Scuola: bullismo un anno dopo

Il numero verde antibullismo del ministero della Pubblica Istruzione riceve una media di 70 telefonate al giorno: in dieci mesi (dal 5 febbraio al 30 novembre 2007) ne sono arrivate 12874; a
chiamare sono soprattutto genitori (36,1%) e insegnanti (21,2%), mentre gli studenti sono il 13,4%. Si chiama soprattutto per sapere cosa fare (53,1%), ma anche per essere semplicemente
ascoltati (8,9%).

A quasi un anno dalla sua istituzione, dunque, il numero verde antibullismo del ministero non conosce soste, segno di un malessere diffuso nella scuola che ormai è diventato strutturale
così come ormai «istituzionale» è diventato anche il team di esperti chiamati un anno fa dal ministro Fioroni.
E come il numero verde continuano a funzionare a pieno ritmo anche gli Osservatori regionali permanenti sul bullismo che operano sul territorio in sinergia con le diverse istituzioni locali.

Anche alle elementari e alle medie fenomeno in osservazione – Nello stesso tempo in un’indagine, condotta dal ministero all’inizio di quest’anno su un campione di 11.000 alunni,
rappresentativo del primo ciclo di istruzione (Progetto ascolto), è emerso che da un lato il rapporto tra i ragazzi è abbastanza positivo:
il 95% degli alunni si trova bene tra loro (il 65% «molto bene»), l’85% trova che i compagni si comportano correttamente nei loro confronti, dall’altro risulta che tre
quarti dei ragazzi (74%) ha assistito almeno una volta ad episodi di prepotenza da parte dei compagni
(il 15% spesso; il 34% più di una volta; il 25% una volta).
Si tratta di numeri che devono far riflettere specialmente se si considera che oltre il 40% degli atti di bullismo denunciati al numero verde del Ministero hanno comportato violenze fisiche e
che oltre il 54% di chi si è rivolto al numero verde ha percepito l’episodio di gravità elevata.
Oltre il 72% di chi ha denunciato il fenomeno si è rivolto ai dirigenti e ai docenti della scuola, mentre il 4,9% di chi ha subito atti di bullismo ha cambiato istituto.

Dichiarazione di intenti tra Ministero della Pubblica Istruzione e compagnie di telefonia mobile (Telecom Italia, Wind, Vodafone Italia, 3 Italia) – Tra le azioni intraprese contro il
bullismo e la violenza nelle scuole c’è anche la firma di oggi della dichiarazione di intenti tra Ministero e gestori della telefonia mobile per l’educazione ad un corretto uso dei
telefoni cellulari a scuola e per la diffusione di una maggiore conoscenza delle regole della privacy a tutela dei minori.
La dichiarazione prevede una serie di iniziative che saranno realizzate dal Ministero della Pubblica Istruzione insieme alle compagnie telefoniche Telecom Italia, Wind, Vodafone Italia, 3
Italia: una campagna di comunicazione integrata, un premio per il miglior spot realizzato col telefono cellulare e un concorso per la migliore produzione di materiale informativo realizzato
dagli studenti sul tema dell’educazione ad un corretto uso dei telefoni cellulari a scuola.

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