Savona: Sedici lavoratori in c.i. dell’ex indotto Ferrania assunti da aziende al termine di un corso di formazione della Provincia
10 Ottobre 2008
Dalla disoccupazione a un nuovo lavoro: è il positivo risultato ottenuto da 16 dipendenti in cassa integrazione di aziende dell’ex indotto Ferrania grazie un progetto che,
promosso dalla Provincia, ha visto numerose imprese attivamente impegnate prima nell’aprirsi a esperienze di formazione e, quindi, all’assunzione di coloro che avevano
partecipato ai corsi.
«L’idea del progetto è nata con obiettivo di facilitare in reinserimento di lavoratori che hanno subito gli effetti della crisi di quello che per decenni è
stato l’indotto della Ferrania – spiega Franca Ferrando, assessore provinciale alle Politiche attive del lavoro – e debbo dire che i risultati ottenuti non solo confermano la
validità del progetto, ma lo pongono come modello per ulteriori interventi».
In effetti se si considera che su 20 partecipanti, ben 16 hanno trovato lavoro immediatamente alla fine del periodo di formazione e di questi, 14 con contratto a tempo indeterminato,
appare evidente come il progetto L.i.Fe (lavoratori indotto Ferrania) rappresenti non solo una soluzione ai problemi occupazionali per questi lavoratori, ma un valido esempio di quanto
possano produrre azioni sinergiche del soggetto pubblico (la Provincia) e del mondo dell’impresa a favore di un’area ancora fortemente caratterizzata da situazioni di crisi
qual è la Val Bormida.
La partecipazione delle imprese risulta, infatti, fondamentale in un progetto come quello appena concluso visto che gran parte dell’esperienza formativa, predisposta
dall’assessorato provinciale, è avvenuta proprio all’interno delle aziende.
Per questa disponibilità le imprese hanno ricevuto contributi (definiti «voucher formativi») di 500 o mille euro per ciascun partecipante, così come altri
incentivi economici sono stati erogati a quegli imprenditori che al termine del percorso formativo hanno deciso di assumere il lavoratore. In particolare, il progetto L.i.Fe prevedeva
un contributo di mille euro per ogni assunzione a tempo determinato e 5mila nel caso il contratto fosse a tempo indeterminato.
«Anche se non determinante per decidere un’assunzione, senza dubbio l’incentivo è stato un fattore importante, specie in periodi come quelli attuali per il
mondo dell’impresa» spiega Franco Dell’Amico, responsabile della Cabur Srl di Altare. Oltre cento dipendenti, specializzata in costruzioni elettromeccaniche la Cabur
è una delle aziende che hanno fornito la propria disponibilità agli stages e che, al termine del periodo, di formazione ha deciso di assumere il lavoratore. «Una
scelta di cui siamo soddisfatti e che è stata fatta al termine di un periodo di esperienza in azienda – spiega Dell’Amico – estremamente formativo e utile per la figura
professionale che poi abbiamo deciso di assumere».
In un territorio in cui nel 2004 le aziende rappresentavano un bacino occupazionale di 9790 unità poi sceso nel 2005 a 7783 per risalire, infine, nel 2006 a 8820 e dove
l’instabilità dei posti di lavoro resta un grave problema, questo piccolo ma significativo risultato appare veramente degno di essere assunto a modello.
«Ero in cassa integrazione da qualche tempo, adesso sono assunto a tempo indeterminato e faccio un lavoro che mi piace» dice Claudio Gandolfo che al termine del periodo di
formazione è stato assunto dalla C.B. Logistica di Cairo Montenotte. Carlo Berchio che della C.B. Logistica è il titolare è anch’egli convinto che quello
applicato «è il sistema giusto. Il lavoratore fa esperienza diretta, impara, in azienda lo si conosce e nel nostro caso lo si apprezza. Se poi arriva l’incentivo devo
dire che non guasta affatto. Ci guadagna l’azienda che ha personale valido e il lavoratore che trova un posto in grado di soddisfarlo».
Nell’ambito del progetto che presenta costi contenuti rispetto ai risultati conseguiti, era stato previsto anche un rimborso spese a favore del lavoratore pari a 300 euro per ogni
mese trascorso in azienda nel periodo di formazione.
«Credo davvero che questa, come del resto le altre promosse dalle Politiche attive del lavoro e formazione, sia un’iniziativa i cui risultati smentiscono ogni critica
strumentale e infondata sulla validità di quanto la Provincia fa sul fronte dell’occupazione e della formazione-lavoro – afferma l’assessore Franca Ferrando -e su
come vengono impiegati i fondi. Inoltre credo che l’aver ottenuto questo risultato in un’area della nostra provincia come la Val Bormida assuma un ulteriore significato
simbolico oltrechè concreto».





