“Saranno unici. Io li amo” il New York Times esalta i vini dell’Etna

“Saranno unici. Io li amo” il New York Times esalta i vini dell’Etna

By Redazione

Se il New York Times batte le mani ai vini etnei. Il giornale ha dedicato alle bottiglie del vulcano un intera pagina, con l’immagine del monte in eruzione ed una serie di elogi.

L’articolista Eric Asimov parla chiaro: “L’Etna è oggi una delle regioni del vino più sorprendenti ed emozionanti d’Italia, nonostante fumate, esplosioni di cenere e fiumi di
lava. Molti dei produttori principali sono convinti che sotto l’Etna i loro vini saranno unici. Io li amo”.

In seguito, il giornalista spiega il perché dell’innamoramento: “Uno strascico di eruzioni ha lasciato copiosi depositi di substrato vulcanico roccioso, una sorta di facile drenaggio e
un terreno povero di nutrienti che può così essere favorevole ad un buon vino. Le varietà dei microterreni e le alture che si estendono dai 1000 ai 3000 piedi offrono
così, tante possibili articolazioni dei vitigni autoctoni. Persino i vigneti sono stati coltivati sulle pendici e i pendii che circondano il monte Etna”.

Il testo non lesina un certo gusto per la cartolina, con suggestioni di colate di lava ed eroici viticoltori che mandano avanti il loro campo sprezzanti della possibile furia della
natura. 

Poi, le storie più interessanti: il banchiere che molla i valori per i vitigni, l’emigrante che è venuto dal vulcano lasciando il natio Belgio.

Infine, una lista di etichette, come il il Nerello mascalese che il Nerello cappuccio. Come spiega Asimov, tali miscele “Generalmente producono la miscela per l’Etna Rosso, termine approvato
ufficialmente per i vini rossi dell’Etna. Ma io preferisco pensare che sia l’irritabilità di una esistenza precaria che attribuisce a questi vini la loro nervosa energia”.

Ovviamente, l’articolo è piaciuto: la soddisfazione ha spinto imprenditori ed agricoltori a riunirsi alla Camera di commercio e festeggiare con le bottiglie migliori.

Poi, finito il brindisi, si è pensato al futuro. Spiega Piero Agen, il presidente della Camera di Commercio: “La qualità è il segreto di questo successo del vino Etna DOC,
dobbiamo tenerlo in mente. Gli esperti a livello mondiale lo sanno già e oggi ne abbiamo le prove. Credo che le strategie per questo prezioso monovitigno le abbia già indicate il
New York Times nel suo articolo, e sono quelle che gli americani hanno ben chiare e che noi divulghiamo da anni. In primo luogo dobbiamo propagandare i nostri successi e superare la
tradizionale e controproducente tendenza sicula a dire di noi il peggio. La crisi c’è, ma abbiamo le risorse e le qualità per affrontarla. E abbiamo le cose buone della nostra
terra”.

Ecco allora i vini dell’Etna pronti ad una serie di manifestazioni: Vinitaly (25-29 marzo), poi la celebrazione della Festa della Repubblica (2 giugno).

FONTE: Eric Asimov, “Sicilian Reds Harness a Volcano’s Energy” nytimes.com, 27/02/012

Matteo Clerici

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