San Valentino, il 52% degli italiani non regalerà niente

San Valentino, il 52% degli italiani non regalerà niente

 

Un innamorato su quattro (25 per cento) regala fiori che si confermano come l’omaggio preferito rispetto ai cioccolatini o agli altri dolciumi (9 per cento), ai capi di
abbigliamento (11 per cento) e ai gioielli (3 per cento), anche se la grande maggioranza, con il 52 per cento, non intende fare alcun dono per l’occasione. E’ quanto emerge
dal sondaggio condotto fra i frequentatori del sito www.coldiretti.it in occasione della festa di San Valentino quando saranno regalati almeno 20 milioni di fiori, tra cui 14 milioni di
rose, per una spesa di circa 75 milioni.

La ricerca ha anche messo in evidenza – sottolinea la Coldiretti – che rispetto all’anno scorso i fiori hanno migliorato percentualmente la loro posizione ( 2 per cento)
nelle preferenze degli acquirenti, mentre, anche a causa della crisi economica, è aumentata di 7 punti la percentuale di coloro che non faranno regali e, a compensare il tracollo
dei gioielli (-6 per cento), ma anche la consistente riduzione dei cioccolatini (-5 per cento) sono venuti in soccorso i più utili capi di abbigliamento ( 2 per cento).

Privilegiare l’acquisto di fiori Made in Italy è – sostiene la Coldiretti – un comportamento responsabile che salva il clima dall’inquinamento determinato dalle
emissioni di gas serra dovute ai lunghi trasporti che subiscono i prodotti importati spesso da paesi lontani dove non sono rispettati i principi base della protezione sociale del
lavoro.

Regalare fiori italiani a “chilometro zero” per salvare, insieme all’amore, clima ed ambiente dalle emissioni di gas serra provocate dai lunghi trasporti è
quindi – precisa la Coldiretti – una scelta responsabile che arricchisce di significato il dono. Secondo una analisi della Coldiretti per trasportare un bel mazzo di rose da Lima in
Perù fino all’aeroporto di Ciampino di Roma percorrendo 10.800 chilometri su un Boeing 747 si consumano quasi 5 chili di petrolio e si emettono quasi 15 chilogrammi di
anidride carbonica (CO2) con un dispendio energetico e un impatto ambientale negativo facilmente evitabile. Lo stesso trasporto da Nairobi in Kenia a Roma fa consumare, per i 5.400
chilometri del tragitto, 2,5 chili di petrolio con emissione di quasi 8 chilogrammi di CO2.

L’Italia – afferma la Coldiretti – è all’avanguardia nella coltivazione di fiori e piante a livello internazionale e comunitario dove il Tricolore è al
posto d’onore dopo l’Olanda che spesso è però solo il crocevia di triangolazioni commerciali, come accade per le produzioni di paesi extracomunitari come Thailandia,
Brasile, Perù o per le rose dal Kenia. Peraltro i fiori italiani – afferma la Coldiretti – sono senza dubbio i più profumati, non solo perché non devono affrontare
lunghi tempi di viaggio che fanno arrivare quelli stranieri meno freschi alla meta, ma anche perché molti produttori nazionali sono impegnati a selezionare varietà che
presentano aromi più intensi e caratteristici. In base ai risultati dell’ultimo censimento dell’agricoltura in Italia – continua la Coldiretti – risultano attive
33.181 aziende florovivaistiche per una superficie coltivata di 38.541 ettari; il 48% di queste aziende si dedicano alla floricoltura, il 43% al vivaismo e solo il 9% a entrambe le
attività, mentre i fiori più coltivati in Italia sono nell’ordine i garofani e le rose.

 

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