San Valentino: Cosa sceglie per lei il maschio italiano? … e cosa invece vorrebbe ricevere lei?
11 Febbraio 2010
I romani per la Festa degli Innamorati regaleranno fiori, ma le romane vorrebbero qualcosa di più impegnativo. I milanesi corteggeranno con regali costosi, ma renderanno perplesse le donne
che —insomma— accusano gli uomini di non sapere scegliere i regali giusti. L’Accademia Internazionale “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche ha compilato una classifica
dei regali che faranno quest’anno gli uomini e di quelli che alle donne piacerebbe ricevere.
Nella scelta degli uomini che a San Valentino vogliono “colpire” la loro donna, i regali più ricorrenti saranno i fiori (48%), seguiti da cioccolatini e altri dolciumi (20%), da capi di
abbigliamento e biancheria intima (15%), da gioielli (9%) e da regali tecnologici (6%). Considerando il dato nazionale le donne italiane gradiscono questi regali, ma – purtroppo per i dongiovanni
italiani – nella distribuzione a livello locale le percentuali di gradimento non coincidono: le romane preferirebbero ricevere i regali dei milanesi, le milanesi quelli dei romani.
A Roma gli uomini regaleranno fiori (57%), ma solo il 36% delle donne gradisce. Un numero altrettanto considerevole di romane (34%) preferirebbe invece ricevere un gioiello. A Milano la
situazione è inversa: il regalo preferito dalle donne è proprio quello floreale (50%), ma solo il 39% dei milanesi sceglierà questo tipo di regalo, optando in molti casi per
cioccolatini o altri dolciumi (20%), capi di abbigliamento e biancheria intima (19%), gioielli (10%) e regali tecnologici (10%). Insomma i milanesi acquisteranno anche gioielli e spenderanno
mediamente di più, ma le milanesi preferirebbero qualcosa di più romantico.
«Un uomo che corteggia una donna acquistandole un regalo importante ha molte più chance di essere apprezzato di uno che semplicemente le fa un regalo romantico, ma bisogna fare
attenzione a non scegliere regali costosi che siano di scarso valore per la donna. Un regalo è di autentico valore solo se è ragionevolmente costoso ed implica un autentico
interesse per la corteggiata. Più che il regalo in sè ciò che rende davvero felice una donna è vedere che vi siete impegnati per trovare qualcosa di
gradito» puntualizza lo psicologo Stefano Benemeglio, fondatore insieme alla dottoressa Samuela Stano dell’onlus Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche che si propone di
contribuire allo sviluppo del potenziale umano del singolo individuo e al recupero della qualità della vita.
«Per avere successo il regalo deve farla sentire speciale. Costoso ma non eccessivo e soprattutto significativo, così deve essere il regalo capace di farla
felice» suggerisce Stefano Benemeglio. Secondo lo psicologo le esigenze dei due sessi spesso non si incontrano, ma altrettanto spesso è un problema di comunicazione che
può essere risolto attraverso la metodologia delle discipline analogiche che, offrendo soluzioni adeguate ad esigenze e problematiche specifiche nei diversi ambiti della vita di ogni
individuo, rendono possibile una migliore gestione delle relazioni interpersonali.
Qualche altro consiglio per la Festa degli Innamorati?
«La parola d’ordine deve essere sorprendere, perché la sorpresa è un elemento vivificatore della coppia» risponde lo psicologo. «Il
regalo —prosegue Benemeglio— va ad attestare sempre di più il concetto di stima, di considerazione e di affetto. E qui giocano anche aspetti simbolici: basti pensare
alle pubblicità dei diamanti che saranno “per tutta la vita”, quasi a volere attestare un’affidabilità concreta relativa all’affetto e soprattutto relativa al futuro ed alla
solidità di una relazione».
L’affetto diventa tangibile attraverso un regalo?
«Sì è proprio così. Un tempo bastava un bacio, un pranzo a lume di candela o una lettera d’amore. Oggi invece, nell’attuale contesto sociale caratterizzato da una
carenza di valori sicuri, tutto questo non basta: c’è bisogno di un plusvalore. Ecco allora che il regalo è venuto a rappresentare proprio quel plusvalore dell’affettività,
una specie di documentazione certificata dell’affetto “che io provo nei tuoi confronti”» risponde Benemeglio.
L’Accademia Internazionale “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche pone comunque l’accento anche su un altro aspetto importante che ruota intorno a San Valentino: il fattore
stress. «E sì, la scelta del regalo è una questione che stressa molto, perché spesso nella coppia c’è incomprensione. Sui regali si gioca la prova e la
verifica del sentimento, senza considerare poi che un regalo sbagliato può essere un momento di conflitto e di ulteriore stress con tutte le conseguenze che lo stress comporta: le nevrosi,
l’ansia, le angosce, le paure, l’abbandono affettivo, la disistima e perfino i sensi di colpa» puntualizza Stefano Benemeglio.
Vuoi per un fattore di un’evoluzione commerciale, vuoi però anche per un degrado psicologico e sociale, il regalo di San Valentino ha quindi assunto un valore documentativo dell’amore,
dietro al quale ci sono la condensazione delle aspettative da un lato e punte di rancore dall’altro lato, nel senso di “ora dimostrami che mi ami e hai questa unica
opportunità”. Così molte coppie a San Valentino possono addirittura “scoppiare”. «L’importante è comunicare, parlare e cercare di tirare fuori le
problematiche presenti, senza cercare di compensare tutto con un regalo una o due volte all’anno»
Stefano Benemeglio
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