San Raffaele: FIALS denuncia tagli e stipendi fermi da 13 anni

San Raffaele: FIALS denuncia tagli e stipendi fermi da 13 anni

By Marcello Menni

Oltre 300 lavoratori all’assemblea della RSU: FIALS denuncia tagli, carenze e stipendi fermi da 13 anni

 

Milano, 30 settembre 2025

 Oltre trecento lavoratori hanno preso parte all’assemblea promossa dalla RSU del San Raffaele. Dopo l’incontro, i dipendenti hanno manifestato nell’area verde dell’ospedale. Alla protesta erano presenti anche cittadini e il consigliere regionale del Partito Democratico Simone Negri. La partecipazione conferma la gravità di una situazione giudicata ormai insostenibile.

Un quadro insostenibile

Durante l’assemblea, Pasquale Magro, dirigente sindacale territoriale di FIALS Milano Area Metropolitana, ha denunciato condizioni definite drammatiche. Ha parlato di tagli irrispettosi, di ritardi nelle forniture, di pulizie scadenti e della carenza di personale medico e infermieristico. Ha ricordato gli straordinari non pagati e le condizioni di lavoro al limite della sopportabilità. La denuncia più pesante riguarda gli stipendi, fermi dal 2012, che hanno eroso il potere d’acquisto dei lavoratori.

Infermieri di serie B e contratti bloccati

«I lavoratori hanno dato un segnale forte con la loro partecipazione – ha dichiarato Magro –. Non è solo una vertenza sindacale, ma la difesa delle cure e della dignità del lavoro». Ha definito gli infermieri del San Raffaele “infermieri di serie B”, penalizzati dall’applicazione del contratto collettivo nazionale AIOP, fermo da sette anni. Per i dipendenti con più di quattordici anni di servizio lo stipendio netto è lo stesso di aprile 2012. Tredici anni senza incrementi hanno creato una perdita economica rilevante, con conseguenze gravi sulle famiglie.

Testimonianze e condizioni di lavoro

Le testimonianze raccolte confermano la denuncia. Molti operatori hanno raccontato turni massacranti, ferie negate e straordinari mai pagati. I pazienti hanno segnalato visite rimandate di mesi, reparti con posti letto chiusi e liste d’attesa sempre più lunghe. «Un ospedale che viene presentato come struttura di eccellenza non può essere impoverito in questo modo – ha aggiunto Magro –. È in gioco la sicurezza dei pazienti e la tenuta del servizio sanitario».

Disagi quotidiani per i pazienti

Le criticità non riguardano solo chi lavora. In accettazione centrale le proteste sono quotidiane. I prelievi di sangue sono passati da seicento a poco più di cento al giorno. Le procedure sono rallentate da un gestionale informatico inefficiente. La riduzione del personale amministrativo, mai reintegrato, produce code interminabili. Ogni giorno i pazienti protestano con chi è al banco, ma le responsabilità sono organizzative e gestionali.

Le richieste di FIALS

La mobilitazione non riguarda soltanto i dipendenti. Senza nuove assunzioni e senza stipendi equi diventa impossibile garantire cure adeguate. FIALS chiede il pagamento immediato degli straordinari arretrati, un piano di assunzioni stabile, la riduzione delle liste d’attesa e il riconoscimento economico dovuto. Secondo Magro, finché il contratto AIOP resterà fermo, gli infermieri continueranno a lasciare il San Raffaele per cercare condizioni migliori negli ospedali pubblici.

Una mobilitazione che continua

L’assemblea si è chiusa con l’impegno a mantenere alta la mobilitazione. I lavoratori hanno deciso di proseguire con iniziative di protesta e di sensibilizzazione verso istituzioni e organi di stampa. Per FIALS, il caso del San Raffaele è il simbolo della condizione del personale sanitario lombardo e italiano. Senza investimenti nelle persone e senza un contratto dignitoso non sarà possibile garantire né la qualità del servizio né la sicurezza dei pazienti.

Redazione Newsfood.com
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