Salumi italiani: sempre più sani, sempre più DOP

Salumi italiani: sempre più sani, sempre più DOP

By Redazione

Luci di qualità ed ombre della crisi. Dagli Anni Novanta ad oggi, i salumi d’Italia hanno migliorato la loro composizione (meno lipidi e conservanti) ed il rispetto di tradizione e
disciplinare, testimoniato dai marchi IGP e DOP. Tuttavia, concorrenza spietata e scelte politiche non funzionali hanno imposto un pesante tributo ai produttori, ad oggi in cerca di risposte
importante.

Questa l’analisi della Coldiretti Lombardia e di Anas (Associazione nazionale allevatori suini).

Per cominciare, i miglioramenti del prodotto, sempre più povero di lipidi. In base a valutazioni INRAN, negli ultimi 20 anni la dose di nutriente è calata dal 34% portando ad una
conseguente riduzione delle chilo calorie per etto, da 307 nel 1993 a 253 nel 2011. Discorso simile per la materia prima, i maiali che hanno visto lo strato di grasso sulle cosce passare da 40
a 20 millimetri.

Proprio sulla loro carne si è espresso Marco Lunati, allevatore di Mairago (Lodi) e consigliere Anas.

Sostiene Lunati: “E’ sbagliato pensare che la carne di suino sia grassa: dopo quella di pollo è in assoluto la più magra: negli Stati Uniti la chiamano ‘the other white meet’,
cioè l’altra carne bianca”.

E la Lombardia è il centro del settore suinicolo nazionale: sul suo territorio vengono allevati ogni anno 13 milioni di capi (circa il 50% del totale), mentre i suoi cittadini consumano
circa 365 mila tonnellate di carne suina per un valore che supera i 3 miliardi e 751 milioni di euro.

Numeri importanti, ma che non nascondono la crisi: dal 2005 ad oggi, 80 aziende suinicole hanno chiuso, con poche in grado di ampliare il giro d’affari, ad esempio con l’importazione di
suinetti vivi, cresciuta del 17% rispetto al 2010.

Parlando del problema, Lunati offre la sua soluzione: “Bisogna rilanciare il settore per il bene della nostra economia e del vero Made in Italy e per farlo serve l’etichettatura di origine
obbligatoria, perché il consumatore deve sapere da dove arriva la carne che mangia. Solo così potrà scegliere davvero il prodotto che vuole”.

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD