Salampatata: perché del maiale non si butta via niente

Salampatata: perché del maiale non si butta via niente

La necessità (e la fame) aguzzano l’ingegno, creando pietanze gustose anche nei tempi di benessere attuali.

I contadini del Canavese, in Piemonte dovevano mangiare usando quanto a disposizione nel miglior modo possibile (traduzione: niente sprechi). I loro strumenti erano alcune parti di maiale
macellato e le patate, verdura iconica dei ceti-medio bassi.

Con volontà e capacità d’improvvisare essi creavano il salampatata (o salame di patate), ibrido di carne e verdura. La tradizione prevede che si utilizzi pancetta, guanciale e
rifili di carne suina magra. Il tutto viene macinato e mischiato ad un uguale quantità di patate bollite ed aromatizzato con sale, pepe, aglio, noce moscata, cannella, chiodi di garofano
polverizzati ed altre spezie. Infine, si inserisce la poltiglia nel budello naturale, lasciato poi riposare.

Di solito, il salampatata viene prodotto in autunno inverno, da settembre fino agli ultimi giorni freddi. Saporito di per sé, diventa migliore se consumato su crostini di pane, in
frittata o al forno, non oltre una settimana di stagionatura. Si conserva in frigorifero.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

Associazione produttori del Salampatate del Canavese
presso Comune di Settimo Rottaro, via Vachino 2 – 10010 Settimo Rottaro (To)
Tel. +39 0125 720153

Matteo Clerici

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