Russia: Grappa contro Vodka, mission impossible?

Russia: Grappa contro Vodka, mission impossible?

By Redazione

Mosca – Grappa contro vodka: in Russia è una “mission impossible” ma per il distillato made in Italy “c’é una nicchia da sfruttare nel target medio-alto, compresi giovani e
donne”: parole di Sandro Bottega, il vulcanico patron della omonima distilleria trevigiana sbarcato a Mosca per lanciare la sua ultima sfida in un mercato “dalle grandi potenzialità”, non
fosse altro, sottolinea, che per la secolare “cultura dell’alcol” e “la disponibilità a spendere per la buona tavola”.   

Ma anche “per la ricerca di gusti nuovi delle classi emergenti”, aggiunge incontrando la stampa italiana e russa davanti ad un menu a base di grappa, innaffiato dai suoi vini e dai suoi
distillati ormai esportati in oltre 110 Paesi e presenti nei duty free di gran parte degli aeroporti internazionali.   

Per la sua grappa, in particolare per il marchio Alexander destinato al target più alto, si è affidato ad uno dei maggiori distributori del settore, l’armeno Kazumian che, invitato
al desco della stampa, plaude alla sfida sperando nella ripresa dei consumi, dopo la batosta della crisi. “Lo spazio c’é, anche se la concorrenza non manca”, osserva l’importatore,
alludendo agli altri superalcolici che seducono i nuovi ricchi russi, e le nuove generazioni.  

“Credo sarà impossibile battere la vodka”, ammette Bottega, ricordando che si tratta di una tradizione nazionale a basso costo (bottiglie a partire da 70 rubli, ossia meno di due euro) e
ad alta produzione: nel mondo si consumano 7 miliardi di litri di vodka, contro i 26 milioni di litri di grappa prodotti in Italia. “Ma io vorrei che la grappa vincesse la sfida come digestivo e
che si insegnasse in Russia la cultura del bere, a partire dal vino”, spiega Bottega, erede di tre generazioni di vignaioli e maestri distillatori ma soprattutto artefice negli anni Novanta del
successo internazionale della società di Godega di S.Urbano. Grazie all’innovazioni tecnologica e ad alcune invenzioni, come lo spray alla grappa, le raffinate bottiglie in vetro soffiato
di Murano (oggetto di mostre in varie città straniere), la sponsorizzazione di premi culturali e la diversificazione della produzione, in particolare con i “Vini dei poeti”, dall’Amarone
al Brunello di Montalcino, entrambi premiati in alcune delle maggiori competizioni del settore.   

Ma la Russia resta ancora terra di conquista, soprattutto per la grappa: i mercati dove continua a crescere in modo stabile per ora sono Germania, Svizzera e Canada.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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