Rosazza-Oropa: strada sostenibile

Biella – «Il riconoscimento da parte degli esperti conferma, anche se non avevamo dubbi, che abbiamo fatto bene il nostro lavoro», sono parole dell’assessore provinciale ai
lavori pubblici Claudio Marampon, si riferiscono all’articolo «Restaurare una strada» a firma di Fabrizio Apostolo che apparirà sul prossimo numero di «Le
Strade», una rivista nazionale specializzata.

Qual è la strada? La provinciale 513 Rosazza-San Giovanni-Oropa, detta «dei due santuari», per le cui opere di sistemazione la giunta provinciale ha approvato il progetto
esecutivo nel dicembre 2004 e che ha riaperto nell’agosto scorso.

«Non è stata una semplice messa in sicurezza – ha aggiunto Marampon -, questo intervento valorizza un itinerario turistico e culturale di grande fascino e migliora la
fruibilità del percorso senza alterare il valore paesaggistico del contesto. Lo dico con una punta di orgoglio e con la soddisfazione di avere interpretato al contempo la funzione di
migliorare la viabilità rispettando la tradizione e l’ambiente».
La Rosazza-San Giovanni-Oropa misura 12,2 chilometri in tutto. Il collegamento negli anni si era progressivamente degradato fino a essere sfigurato da una violenta frana che nel 2002 ha
interessato un tratto della strada sul versante di Oropa.
Nel suo articolo, che elogia il metodo di lavoro utilizzato per la riqualificazione, Apostolo si sofferma su un gran numero di dettagli tecnici, come gli speciali guard-rail in legno e la
scelta degli asfalti, e in special modo sul ripristino della galleria posta alla metà del percorso.

«La galleria Rosazza è realizzata in pietra viva. Prima del restauro – si legge – era fortemente deteriorata soprattutto verso gli imbocchi. Qui progettazione e impresa si sono
cimentate in uno degli interventi di ripristino più complessi dell’opera: la sistemazione dei rivestimenti e l’irregimazione delle piogge che le fratturazioni puntuali della roccia
convogliavano nella galleria».
In sostanza: durante l’inverno il passaggio era bloccato da imponenti lastre di ghiaccio mentre generalmente, sotto la volta, gli scrosci d’acqua erano garantiti.
L’opera di restauro è stata finanziata con i fondi legati alle cosiddette opere olimpiche ed è ora un itinerario turistico integrato in un sistema di percorsi devozionali.

«La logica che ha animato questo intervento – dice Marampon – non è certo quella di offrire al Biellese una infrastruttura di tipo classico. Abbiamo realizzato un vero e proprio
itinerario che collega due delle aree del territorio che più attraggono i turisti».
Il valore strategico dell’intervento riguarda anche l’ambiente. Sono stati irrobustiti i versanti dei monti che presentavano gravi dissesti causati in parte dall’alluvione e in parte dal
carente stato di manutenzione. Il risultato è «un percorso che invoglia all’escursione, immerso in un paesaggio di notevole bellezza. Lungo la strada si possono incontrare anche
siti di interesse architettonico, senza contare che questo ponte nel verde collega due santuari tra i più importanti del Piemonte» conclude poi Marampon.
La strada (chiusa in inverno) è percorribile a doppio senso di circolazione da Oropa, all’altezza del ponte sul torrente omonimo, sino al rifugio della Galleria Rosazza. In galleria vige
il senso unico alternato regolato da segnaletica. Dopo il rifugio, senso unico fino a San Giovanni.
Nella direzione inversa, da San Giovanni ad Oropa, soltanto i residenti e gli addetti alle attività economiche e produttive possono percorrere la strada per giungere fino alle cave
Gamma. Limite di velocità: 30 chilometri orari; divieto di accesso per moto, camper e mezzi pesanti.

La rivista «Le Strade» è da più di cento anni il principale punto di riferimento per chi opera nel campo delle infrastrutture viarie, riconosciuta da Aitt
(Associazione italiana per l’ingegneria del traffico e dei trasporti), Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori), Aipcr (Associazione italiana permanente
dei congressi della strada), Aisico (Associazione italiana per la sicurezza della circolazione), Anas (Ente nazionale per le strade), Irf (International road federation) e Siteb (Associazione
italiana bitume asfalto strade) e Upi (Unione Province italiane).
Nel suo Comitato tecnico-editoriale sono rappresentati i Ministeri dell’Ambiente, Infrastrutture e Trasporti, Anci, Cei, Cnr, ItalFerr, Sidt, Tci, Tts Italia, oltre a professionisti di valore
internazionale.
Nelle sue pagine trovano posto sistematicamente approfondimenti su tutte le tematiche legate alla progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione delle reti infrastrutturali.

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