Inflazione: il crollo dei prezzi sui campi blocca la corsa dei listini agroalimentari al dettaglio

Inflazione: il crollo dei prezzi sui campi blocca la corsa dei listini agroalimentari al dettaglio

La Cia ricorda che l’agricoltura ancora una volta contribuisce alla frenata del trend inflazionistico. A novembre le quotazioni agricole all’origine sono diminuite del 6,5 per cento, con punte
del 20-30 per cento in meno per il grano duro.

Il crollo dei prezzi sui campi (meno 6,5 per cento a novembre, che fa seguito al meno 12,2 per cento di ottobre, al meno 12,5 per cento di settembre e al meno 16 per cento di agosto) blocca
la corsa degli agroalimentari sugli scaffali. Così a dicembre l’ulteriore caduta delle quotazioni agricole riporta i listini al dettaglio su livelli più accessibili, anche se alcuni
prodotti rimangono ancora cari, comunque, sempre molto al di sotto dei vertici raggiunti negli ultimi anni. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati provvisori
dell’ Istat sull’inflazione a dicembre. Mese in cui nel settore agroalimentare non si ha alcuna variazione nei confronti di novembre scorso e un aumento dello 0,4 per cento rispetto allo stesso
periodo del 2008.

Il calo dei prezzi all’origine – ricorda la Cia – ha interessato la maggior parte dei comparti agricoli. Particolarmente accentuata è la flessione registrata dai cereali, che segnano un
meno 11,8 per cento, con punte anche del 20-30 per cento per il grano duro e quello tenero. Un vero tracollo si è avuto, soprattutto, per la frutta (meno 15,7 per cento).

Non diverso il quadro registrato nel comparto dei vini, i cui listini sono scesi, sempre a novembre scorso, del 15,8 per cento. Un’ulteriore diminuzione – rimarca la Cia – si segnala anche per i
prodotti lattiero-caseari (meno 5,3 per cento), per i suini (meno 8,5 per cento) e per i bovini (meno 1,6 per cento).

Per quanto concerne, invece, i listini al dettaglio, si hanno aumenti soprattutto per i prodotti agroalimentari “trasformati”, anche se di minore intensità rispetto agli andamenti
registrati sia a settembre che a ottobre. Ritocchi, anche se lievi, al rialzo si hanno per il pane, per alcuni derivati dei cereali e per la carne bovina. Diversa la situazione per i prodotti
“freschi” (soprattutto frutta), i cui prezzi al dettaglio, soprattutto in conseguenza della caduta verticale dei listini all’origine, non registrano impennate dei prezzi sia rispetto a novembre
scorso che nei confronti dello stesso periodo del 2008.

Prezzi agricoli in discesa a novembre 2009
(var.% su novembre 2008)

Cereali
-11,8

Frutta fresca e secca
-15,7

Vini ed altre bevande
-15,8

Latte e derivati
-5,3

Bovini e bufalini
-1,6

Suini
-8,5

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