Rosarno: Coldiretti, presenza Stato rompe catena sfruttamento

Rosarno: Coldiretti, presenza Stato rompe catena sfruttamento

E’ necessaria una presenza continua e forte dello Stato e una piena responsabilità di tutte le forze sociali per liberare dalla malavita organizzata un territorio che offre produzioni da
primato per il “Made in Italy”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere apprezzamento per l’operazione delle forze dell’ordine a Rosarno per tutelare i
lavoratori immigrati.

Va combattuta senza tregua una situazione di becero sfruttamento che – ha sottolineato Marini – colpisce la componente piu’ debole dei lavoratori agricoli come gli immigrati, ma anche le tante
imprese agricole oneste che subiscono la pressione di un contesto gravemente degradato, in cui le arance sottopagate a 13 centesimi al chilo vengono rivendute ai consumatori a 1,45 con un
ricarico del 646 per cento.

Si può spezzare la catena di sfruttamento che sottopaga il lavoro e il suo prodotto come dimostrano – ha concluso Marini – i tanti esempi virtuosi presenti nelle campagne italiane dove
lavorano regolarmente circa 90mila immigrati extracomunitari, dei quali circa 15mila con contratti a tempo indeterminato, che contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia
agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i successo del Made in Italy alimentare nel mondo.

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