Romano Prodi: Attacco alle banche italiane per colpire la nostra economia?

Romano Prodi: Attacco alle banche italiane per colpire la nostra economia?

Romano Prodi – Rasta News  Ispi Conferenza, Milano – 28 gennaio 2016 – IEA informa

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Romano Prodi ospite d’onore alla conferenza Rasta News Ispi Milano

Colombo Clerici e Romano Prodi2L’ATTACCO ALLE BANCHE ITALIANE PER COLPIRE LA NOSTRA ECONOMIA ?
L’ 85% delle imprese italiane, per finanziarsi, ricorre alle banche e non alle borse come avviene nella metà dei casi nelle più importanti economie d’Europa: perciò mettere in crisi le banche, come sta facendo la speculazione prevalentemente di origine americana, significa creare seri problemi all’economia produttiva del nostro Paese.

E’ stato detto alla terza e conclusiva conferenza svoltasi all’Ispi di Milano (che ha ottenuto il riconoscimento  tra i principali think tank continentali)  promossa nell’ambito del progetto europeo Rasta News cui ha partecipato quale ospite d’onore Romano Prodi. Che ha aggiunto. “L’Europa non può adottare le stesse medicine per tutti i Paesi. Prima si poteva parlare di Paesi a due velocità Est-Ovest: oggi parla di Nord e Sud. Si tratta di adottare scelte basate sulla solidarietà, di capire le necessità degli altri e non di voler imporre le proprie regole”.
L’ha detto in italiano “senza complessi di inferiorità” a margine di altri interventi nella lingua internazionale del business, in una serie di relazioni altamente specialistiche in inglese, forse per spirito cavalleresco nei confronti dell’unica anglofona.

La premessa era: malgrado alcuni segnali positivi sul versante della crescita, la “periferia” dell’Eurozona soffre ancora di debolezze che hanno anche evidenti ricadute sul versante politico-sociale: dal protrarsi della crisi greca all’incertezza sui governi di Portogallo e Spagna. A ciò si aggiungono rischi esterni legati al rallentamento dell’economia cinese e alle conseguenze del rialzo dei tassi di interesse americani, che ancora una volta potrebbero minare la tenuta della moneta unica.
Sono intervenuti, presentanti dal presidente di Ispi, Marco Buti, direttore generale di Ecfin, Commissione europea; Joachim Kellerman, membro del management board del Meccanismo europeo di stabilità; Patrizio Tirelli, coordinatore del progetto Rasta News; Roberto Gualtieri, presidenza della Commissione europea.

Sul tanto discusso bail in – in sostanza, l’obbligo da parte di azionisti, obbligazionisti,correntisti delle banche di concorrere al salvataggio della banca stessa in caso di crisi senza il concorso di denaro pubblico – le opinioni sono state sostanzialmente positive anche se si è auspicata la realizzazione di una unione bancaria attraverso un regolamento chiaro, per obiettivi e limiti, onde evitare che si ripetano attacchi inaspettati come quelli che stanno colpendo le banche italiane.
Infatti se il contribuente viene messo al riparo dalla conseguenza diretta di dover “salvare” le banche attraverso l’intervento pubblico, va a finire che le conseguenze della crisi del credito ha ripercussioni, sia sull’impresa, sia sul cittadino.

Sul riequilibrio Nord-Sud.

I Paesi forti hanno puntato sull’esportazione anziché sui consumi interni a differenza dei Paesi con un alto debito: ed anche per questo è necessario riequilibrare la situazione se non si vuole che del sogno europeo – già messo a dura prova dal fenomeno migratorio – restino soltanto residui, facile preda economica e politica.

Foto: Romano Prodi con il presidente IEA Achille Colombo Clerici

 

Redazione Newsfood.com
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