Roma: progetto Labirinti e Ghetti
6 Ottobre 2008
In occasione della ricorrenza del 16 ottobre 1943, l’associazione ECAD presenta in collaborazione con il Teatroinscatola e InAltreParole dal 12 al 14
ottobre il progetto Labirinti e Ghetti che si articola in due spettacoli e una conferenza.
Che rapporto c’è fra un labirinto e un ghetto? Il labirinto è quello della storia, il ghetto è la conseguenza quando la storia non riesce a
trovare altra via uscita che non sia quella della violenza e della reclusione. Apparentemente in tutti e due bisogna trovare una via di uscita. Dal ghetto bisogna uscirne per
trovare una risposta storica che lo elimini, dal labirinto per trovare le soluzioni o le interpretazioni a come un labirinto si sia trasformato in ghetto.
Abbiamo voluto così accostare due testi Benedictus dell’israeliano Motti Lerner e Il violino di Shylock di Vittorio Pavoncello. Il primo
Benedictus parla di un tema contemporaneo quale è la complessa vicenda del nucleare iraniano. La vicenda si svolge a Roma e siamo a 72 ore prima dell’attacco che gli
Stati Uniti hanno deciso di sferrare all’Iran degli integralisti che non hanno risposto al divieto di dotarsi di armi nucleari. Un iraniano Ali Kermani, e un israeliano Asher Muttahede,
un tempo amici a Teheran e divisi in seguito dalle svolte politiche antisemite intraprese dalla Rivoluzione Iraniana si danno appuntamento in segreto, ospiti di un monastero
benedettino a Roma, per cercare di fermare o di trarre ognuno il proprio vantaggio da una guerra che si preannuncia catastrofica, ma il loro incontro è seguito costantemente
dall’Ambasciatore americano a Roma oltre che dal Vaticano.
Il secondo testo invece «Il violino di Shylock» è una rilettura del personaggio creato da Shakespeare tramite una rivisitazione, una reinterpretazione di un
attore sulle proprie vicissitudini e che diventa un’altra storia teatrale, quella appunto di un ebreo che viene ridotto a maschera e conseguentemente ad uno stereotipo pubblico e
sociale. Il personaggio raccontando la propria storia, e duettando con un violinista, svela le forme nascoste della vicenda drammaturgica di Shylock e racconta come il suo essere
diventato l’emblema del male spietato, in realtà sia nato quasi per gioco, frutto di una scommessa fatta per scherzo o per sfida, e come il tentativo, almeno negli inizi, fu
di trovare un punto di accordo, da parte di Shylock, fra un cristiano e un ebreo.
L’incontro invece con Anna Foa ci porterà a ricordare quello che fu il 16 ottobre1943 inquadrandolo in un percorso storico dei vari antisemitismi che si sono succeduti nel
tempo.
Benedictus di Motti Lerner con Marco Belocchi – Giustino De Filippis – Giuseppe Lorin – Bruno Viola
Il violino di Shylock di e con Vittorio Pavoncello al violino Marco Valabrega
Dal 12 al 14 ottobre 2008 TeatroInScatola via Panfilo Castaldi 63 (Lungotevere Artigiani 12/14) – Roma
INFO@TEATROINSCATOLA.IT – ASSCULTLTART@ALICEPOSTA.IT
biglietto 10 €
Programma
Domenica 12 ottobre
giornata in collaborazione con Il Centro di Cultura Ebraica di Roma
h 17.30 Labirinti e Ghetti incontro con Anna Foa
A seguire spettacoli
h 18.45 Il violino di Shylock
h. 21.00 Benedictus
Lunedi 13 ottobre
h. 21.00 Benedictus
Martedi 14 ottobre
h. 21.00 Benedictus
Anna Foa insegna storia moderna all’Università di Roma «La Sapienza». Si è occupata prevalentemente di storia del Rinascimento e di storia degli ebrei.
Tra i suoi scritti, Giordano Bruno, Il Mulino, 1998; Ebrei in Europa dalla Peste Nera all’Emancipazione, Laterza, 2003; Eretici, storie di streghe, ebrei e convertiti, Il Mulino 2004.
In collaborazione con Anna Bravo e Lucetta Scaraffia ha pubblicato i tre volumi del manuale di storia per le superiori I nuovi fili della memoria. Uomini e donne nella storia, Laterza,
2003.
Motti Lerner nato in Israele nel 1949, Studied mathematics and physics at the Hebrew University, Jerusalem. ha studiato matematica e fisica presso l’Università
Ebraica, di Gerusalemme. Studied theatre in various theatre workshops in London and San Francisco. Ha studiato teatro in diversi workshop di teatro a Londra e San Francisco. In
1976-1979 wrote and directed plays for experimental and street theatres. Nel 1976-1979 ha scritto e diretto per teatro sperimentale e sperimentali e teatro di strada. Dal 1979 al 1984
è stato direttore e drammaturgo al Khan Theatre di Gerusalemme. Autore Free-lance dal 1984, ha scritto sceneggiature per i principali teatri e canali TV israeliani. His
plays were produced in the US, England, Germany, Switzerland, Austria, and Australia. Molte delle sue opere sono state prodotte negli Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Svizzera,
Austria e Australia. Teaches «political playwriting» at Tel Aviv University. Insegna «politic playwriting» a Tel Aviv University. In 1992 was writer in residence
at The Center for Postgraduate Hebrew Studies in Oxford. Nel 1992 è stato scrittore in residenza presso Hebrew Studies in Oxford. In 1994 won the Prime Minister of Israel Award
for Writers. Nel 1994 ha vinto il Prime Minister of Israel Award for Writers.Ha frequentemente tenuto conferenze in Europa e in U.S.A nelle università israeliane sui temi
del teatro ed in particolare sul teatro israeliano e il conflitto israelo-palestinese.
Vittorio Pavoncello autore regista tra le sue pieces, «Mostri si diventa non si nasce» con la quale ha inaugurato l’Art – Ecò commistione di arte ed
ecologia, e «Realtà Virtuali» (1994) improntata invece al sodalizio tra arte e scienza. Del 2000 è invece «Il Nuovo Pianeta», un testo sulla pena
di morte rappresentato all’Anfiteatro Flavio (Piazzetta del Colosseo) illuminato per l’occasione. Artista anche in pittura e scultura, Pavoncello ha realizzato numerose opere e mostre.
tra le prime «La lampada della pace» scultura per il Santuario Francescano di Greccio, e «Il popolo del sogno» 50 incisioni dalla Bibbia Ebraica esposte nel
complesso del Vittoriano a Roma (2004).Di recente (2006) ha creato per il trentennale di Max Ernst, andato in scena al Teatro Flaiano, lo spettacolo «L’incoronamento della novella
sposa» ispirato dal noto dipinto. E dal 2007 ideatore e curatore de «La memoria degli altri».
Marco Belocchi diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica «Silvio D’Amico» nel 1983. Da allora lavora prevalentemente in teatro con registi quali L. Ronconi,
A. Trionfo, R. Reim, M. Nichetti, F. Però, S. Cardone, T. Russo partecipando a più di sessanta spettacoli, spesso in ruoli di primo piano. Dal 1991 comincia a dedicarsi
anche alla regia mettendo in scena prevalentemente autori contemporanei italiani come R.Cavosi, N.Malpica, S.D’Angelo, F.Carena, o stranieri tra cui H.Pinter, R.Harris, W.Kesselman,
F.Knott. Direttore Artistico tra il 1999 e il 2002 del Teatro Stabile del Giallo di Roma e della rassegna di drammaturgia contemp. internaz. In altre parole. Scrive narrativa e poesia
conseguendo premi e pubblicazioni è in procinto di pubblicare il suo primo volume di racconti Storie da un mondo oltre; testi teatrali La regina della notte, di ispirazione
mozartiana e Saulo di Tarso, sulla vita di S. Paolo.
Giuseppe Lorin diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica «Silvio D’Amico» di Roma. Ha lavorato con registi quali Luca Ronconi, Richard Attemborough,
Giuliano Montaldo, Orazio Costa Giovangigli, Gianni Amelio, Roberto Faenza, Franco Giraldi, Vittorio Sindoni, Ruggero Jacobbi, Andrea Camilleri, Mario Landi, Giorgio Presburger,
Vittorio Pavoncello, ed altri… E’ laureato in Psicologia. E’ stato assistente alla regia di Gianni Amelio e regista di diversi spettacoli molto apprezzati dalla critica, tra i quali:
«Albertine o della gelosia», «Ritmo Spezzato», «L’Anima & la Voce», «Ero», «Colombe in volo» di Alma Daddario,
«Onir» di Marcello Cioni, «Oblique Armonie Sulle Ali Del Tempo» di Mario Apice, «Domanda di matrimonio?» e «Il Candidato» di Luigi
Lunari, «Ninfale Terzo» di Pierpaolo Poggi, «Scartafaccio, liturgie pasoliniane» scritto con Pierpaolo Poggi. E’ autore teatrale, cinematografico, Giornalista
Culturale de L’UNICO, http://www.lunico.eu.
Bruno Viola, attore ha lavorato registi Costa, Squarzina, Salveti, Menegatti, De Fusco, Venturi, Siano, Venturini, Tiezzi, Reim, Manfrè, Belli, Branciaroli, Taddei,
Cauteruccio, Punzo, Trifirò, Syxty, partecipando a spettacoli Il mercante di Venezia e La bisbetica domata di W.Shakespeare L’uomo,la bestia e la virtù, Il berretto a
sonagli e Non si sa come di L.Pirandello, Orestiade di Eschilo, Amleto di W.Shakespeare, Medea di J.Anouhil, Candida e Il discepolo del diavolo di G.B.Shaw, W Campanile da
A.Campanile, Il cimitero delle automobili di F.Arrabal, Madre Maria Ignatius di C.Durang, Porcile di P.P.Pasolini, La città morta di G.d’Annunzio, Ione di Euripide, Opus
Florentium di M.Luzi, Il giardino dei ciliegi di A.Checov, I malavoglia di G.Verga, Casa di bambola di H.Ibsen.
Giustino De Filippis «Buon Natale amici miei», di Alan Ayckbourn, regia di Giovanni Santi regia di Federica Tatulli «Gl’Innamorati» e «La
Locandiera» di C. Goldoni, «Cirano di Bergerac», di E. Rostand «Vita di Galileo», di B. Brecht, «Molto rumore per nulla», di William
Shakespeare, regia di Salvatore Cardone, «Giorni Felici», di S. Beckett, regia di Claudio Borgoni, «33 Svenimenti», quattro atti unici di A. Cechov, regia di
Marco Belocchi, «La Maschera e il Volto», di L. Chiarelli regia di Sergio Ammirata, «Alice», di Zeppi – Terenzi, regia di S. Torella, in Televisione «Don
Pietro Pappagallo», miniserie TV – RAI, regia di Gianfranco Albano, «Butta la Luna», fiction TV – Rai, regia di Vittorio Sindoni, «Donna Detective», prod.
Endemol per Rai fiction, regia di Cinzia T.H. Torrini.
Marco Valabrega ha studiato violino e pianoforte presso il Conservatorio di S.Cecilia in Roma e si è diplomato in violino nel 1988. Contemporaneamente
inizia una collaborazione con l’orchestra del Teatro dell’ Opera di Roma.
Da allora dedica parecchio del suo tempo alla ricerca filologico
espressiva sia nel campo della musica antica sia in quella della
musica classica dando vita a diverse formazioni cameristiche spaziando dal duo con il pianoforte al quintetto,
dal trio violino flauto e corno inglese all’orchestra barocca sia come solista che come componente orchestrale. Dal
1993 a tutt’oggi insegna costantemente il violino presso le scuole statali ad indirizzo musicale.1997
si diploma in viola. Parallelamente intraprende, insieme al chitarrista Domenico Ascione una ricerca esecutivo –
espressiva di tutta quella musica popolare di tradizione ebraica che abbraccia l’area balcanica sino a sfociare nella
comprensione e nell’esecuzione della musica medio-orientale.




