Robot vignaiolo? La Francia dice no

Robot vignaiolo? La Francia dice no

By Redazione

Le premesse erano ottime. L’obiettivo era nobile, aiutare l’industria del vino francese a superare la carenza di manodopera. Il mezzo di lusso, un robot viticoltore, creato con le migliori
conoscenza tecnologiche disponibili.

Tuttavia, non si può negare la realtà: Vin, il robot viticoltore, ha fatto fiasco. Come racconta il quotidiano Le Figaro”, non è servita a nulla
anche la dimostrazione pubblica in Borgogna: il robot non ha convinto esperti ed agricoltori riuniti.

Vin, acronimo per Viticoltura Intelligente Naturale, è stato creato dal dottor Christophe Millot e prodotto dall’azienda Wall-Ye. E’ una macchina alta 50 cm, con due braccia, dotato di 6
telecamere e Gps per orientarsi, mentre quattro ruote assicurano una buona mobilità.

I sistemi operativi lo rendono in grado di esaminare le viti, conoscere i dettagli ed agire di conseguenza: in un giorno di lavoro, Vin può potare 600 piedi di di vite, senza i limiti di
un lavoratore umano: “E’ attivo giorno e notte, non prende vacanza e non fa neppure uno spuntino”.

Inoltre, Vin può imparare: registra le caratteristiche della pianta, ed applica cure personalizzate, prevenendo malattie e problemi. Tuttavia, assicurano i creatori, “Abbiamo creato Vin
non per sopprimere posti di lavoro, ma per aiutare i piccoli viticoltori che non hanno i mezzi per assumere nuovo personale”.

Unico neo di partenza, il prezzo: 25.000 sono investimento importante per aziende di piccole-medie dimensione.

Tuttavia, ricorda il quotidiano transalpino, Vin ha fallito la dimostrazione. Il robot ha mostrato una batteria insufficiente ed una velocità di lavoro limitata. Inoltre, il controllo
delle viti e la catalogazione dei dettagli delle piante è risultata scarsa.

Insomma, conclude il giornalista, le potenzialità ci sono ma per convincere gli agricoltori devono essere sviluppate meglio, “In caso contrario è certo che la commercializzazione
di questo piccolo gioiello high-tech è rinviata sine die”. Diverso il parere dell’azienda: come diffuso dai portavoce, i difetti sono considerati superabili ed esiste già un
piccolo gruppo di affezionati: tre robot consegnati, altri dieci in ordinazione

Matteo Clerici

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