Roberto Petza ambasciatore del Radicchio 2008 – 2009

Zero Branco – La seconda edizione del Festival Nazionale del Radicchio, promosso dal Consorzio tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di
Castelfranco
IGP e dalla Regione del Veneto, ha confermato la qualità e la versatilità dei radicchi veneti.

Lunedì 17 marzo al ristorante Il San Lorenzo di Roma una platea di addetti ai lavori, giornalisti di testate nazionali e internazionali, esperti e appassionati, ha nominato
l’Ambasciatore del Radicchio per la stagione produttiva 2008 – 2009.

La scelta è caduta sullo chef sardo Roberto Petza che ha saputo stupire anche i palati più raffinati con una fonduta di pecorino con pralina di
radicchio, lime, mandorle fresche e bottarga, abbinata ad un Soave Classico Ronchetto 2006 – Portinari. Una ricetta originale, costruita sulla combinazione di consistenze diverse e su
un mirabile equilibrio di sapori, che ha esaltato e valorizzato il gusto della rinomata cicoria trevigiana.

Tra gli invitati alla serata, illustri personalità del mondo dell’enogastronomia e del giornalismo. Fra questi: Carlo Cannella, Professore Ordinario di Scienze
dell’Alimentazione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università «La Sapienza» di Roma; Bruno Vespa e Eleonora Daniele,
madrina del Festival già dalla prima edizione.

Assieme a Roberto Petza, nella serata a Il San Lorenzo di Roma, altri quattro importanti chef: Ivano Mestriner di Dal Vero di Badoere – Morgano (TV) – con una
ricetta selezionata per la «innovazione nella tradizione»; Marco Bistarelli de Il Postale di Città di Castello (PG) – «miglior primo piatto»;
Adriano Baldassarre del ristorante Il Tordo Matto di Zagarolo (RM) – «miglior secondo»; Agata Parisella di Agata e Romeo di Roma – per
«l’innovazione»; tutti membri dell’Associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe, partner della iniziativa insieme alla autorevole rivista di settore
«Cucina&Vini».

Impossibile stilare una classifica fra i cinque finalisti, che sono stati chiamati a interpretare e esaltare il gusto del Radicchio Rosso di Treviso e del Variegato di Castelfranco e
che, in modo diverso, hanno posto l’accento sulla versatilità delle due cicorie venete
. Dopo l’antipasto realizzato da Roberto Petza, la cena è proseguita con i ravioli
ripieni di polenta, morlacco e radicchio alla rapa rossa, realizzati da Ivano Mestriner, piatto che si è distinto per «la particolare delicatezza dimostrata nell’abbinamento di
prodotti del territorio»; con la carbonara di radicchio e gorgonzola, ideata da Marco Bistarelli, dove lo chef è riuscito abilmente a coniugare «uno dei più
tradizionali primi italiani con il radicchio di Treviso»; con un carpaccio di funghi pioppini con julienne di Variegato di Castelfranco e radicchio trevigiano con petto di piccione,
vinaigrette e chantilly all’aglio e mandorle, proposto da Adriano Baldassarre che ha presentato in tavola «una tavolozza di colori e sapori quanto mai articolata e capace di suscitare
sensazioni diverse e complesse». Si è passati quindi a degustare un formaggio Monte Veronese Dop di Malga con composta di radicchio «Fiori d’Inverno» al quale è
seguita, come dessert, una crostata con radicchio trevigiano tardivo, ricotta, salsa inglese profumata al radicchio, cioccolato e gelato di radicchio di Agata Parisella, che ha inoltre
omaggiato gli ospiti con due deliziosi cioccolatini a base di radicchio, piatto apprezzato «per l’attenzione posta nei confronti del radicchio, la cura negli accostamenti tra i sapori e
l’eleganza dell’insieme».

Hanno accompagnato i piatti le proposte enologiche selezionate dal Consorzio tutela del Soave e l’acqua Minerale San Benedetto.

A fine serata il Parco Gambrinus ha deliziato gli ospiti con l’Elisir Gambrinus, il liquore prodotto con le migliori uve di Raboso, fatto maturare in botti di rovere secondo
una segretissima ricetta di famiglia.

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