Rivoluzione UE per i succhi di frutta: no allo zucchero, si ai pomodori

Rivoluzione UE per i succhi di frutta: no allo zucchero, si ai pomodori

L’Unione Europea mette mano ai succhi di frutta, modificandone composizione ed informazioni. La Commissione Europea ha infatti proposto un emendamento alla Direttiva Comunitaria sull’argomento
(la 112 del 2001).

In primis, l’emendamento consiglia di di eliminare lo zucchero dalla lista degli ingredienti leciti per le bevande in questione. Tra l’altro, secondo i sostenitori, l’operazione sarebbe in
linea con la filosofia UE di favorire il mangiare sano ed una dieta equilibrata. 

Non va però dimenticato come la proposta in questione offra una scappatoia, facendo distinzione tra succhi di frutta vero e proprio e nettare di frutta: in quest’ ultimo sarà
possibili usare dolcificanti come miele e zucchero. Secondo la normativa UE attuale, è consentito aggiungere zucchero anche ai succhi di frutta, fino a 150 grammi per litro, e fino al 20%.
del peso totale nel nettare di frutta.

Inoltre, l’emendamento apre la strada all’uso di pomodori come materia prima per i succhi di frutta.

Infine, cambia l’etichetta: questa dovrà infatti fornire nuove informazioni, come i nomi deli succhi di frutta  usati nella miscela e specificare se appunto si tratta di succo
concentrato o di una miscela di due succhi distinti.

Ora l’emendamento deve superare il giudizio di Consiglio e Parlamento europeo, anche se fonti interne alla Commissione non prevedono una particolare resistenza.

Secondo le statistiche, i succhi di frutta coprono il 10% consumi di bevande non alcoliche in Europa. Inoltre, la maggioranza (87,6%) delle bibite in questione viene prodotta da succhi
concentrati, mentre la produzione da spremitura diretta è esigua (12,4%).

NOTE FINALI, per approfondire:

Direttiva 2010/33/UE della Commissione, del 21 maggio
2010, che rettifica la direttiva 2001/112/CE del Consiglio concernente i succhi di frutta e altri prodotti analoghi destinati all’alimentazione umana, in GUUE (Gazzetta Ufficiale dell’Unione
Europea) L 126 pag. 23 del 22.5.10

Matteo Clerici

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