Rifiuti: si con prescrizioni a piano provincia di Milano

Milano – Sì della Regione al piano dei rifiuti della Provincia di Milano, con «prescrizioni», vale a dire con l’indicazione di correzioni da introdurre, le
prescrizioni sono state indicate in una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, Massimo
Buscemi.

«Le prescrizioni tecniche e le modifiche al piano provinciale milanese – ha detto l’assessore Buscemi – sono state concordate con la Provincia di Milano».
Si tratta di cinque punti: scelta delle aree per lo smaltimento rifiuti, mancata programmazione di una parte di smaltimento di rifiuti indifferenziati, costi di gestione, impianto di
Abbiategrasso e riserva di solidarietà.
Il primo punto è la scelta delle aree ritenute idonee dalla Provincia per lo smaltimento dei rifiuti.
«Le aree scelte dalla Provincia – ha spiegato Buscemi – sono esigue, specialmente nel tessuto urbano del capoluogo, da dove provengono le quantità maggiori di rifiuti. Sarebbe
opportuno identificare aree idonee a impianti di smaltimento come termoutilizzatori e discariche il più vicino possibile a dove vengono prodotti i rifiuti».

La seconda precisazione riguarda la mancata programmazione di smaltimento di circa il 10% dei rifiuti indifferenziati.
«Il piano milanese – ha precisato Buscemi – non individua il destino di un considerevole quantitativo di rifiuti pari al 10% dei rifiuti indifferenziati complessivamente prodotti. Per
questo chiediamo di caratterizzare meglio questo flusso».
Un’altra precisazione riguarda anche i costi di gestione dei rifiuti della Provincia di Milano che sono tra i più elevati del nord Italia e del centro Europa. Questo costo elevato
è dovuto a diversi fattori, tra i quali la complessità del territorio milanese, gli oneri per la realizzazione di impianti complessi e soprattutto la dipendenza da impianti per il
conferimento e la discarica situati fuori provincia.
«I piani provinciali – ha continuato Buscemi – devono contemplare la stima dei costi industriali. Per questo si reputa indispensabile che una pianificazione provinciale, compresa quindi
quella milanese, contenga la previsione dell’evoluzione del piano tariffario».
E a proposito di impianti di smaltimento rifiuti, la Regione chiede alla Provincia di includere l’utilizzo anche di quello di Abbiategrasso, che nel piano non compare.

«La struttura di trattamento dei rifiuti urbani di Abbiategrasso – ha detto ancora Buscemi – ha già ottenuto un finanziamento regionale di oltre 5 milioni di euro ed è
già in fase di appalto un progetto di revamping con tecnologia avanzata in grado di trasformare 35.000 tonnellate annue di rifiuti. Trattandosi di una struttura esistente il suo
potenziamento costituirà un’azione di riqualificazione ambientale poiché l’impianto potrà contribuire al soddisfacimento del deficit di termovalorizzazione rilevato dal
piano provinciale. Per questo l’impianto di Abbiategrasso dovrà essere inserito nel piano provinciale».
Un’ultima annotazione riguarda la riserva di solidarietà o di emergenza tra Regioni. Il potenziamento della termovalorizzazione, cioè, dev’essere riconsiderato tenendo presente la
quota massima di solidarietà consentita dalla legge regionale (20% del proprio fabbisogno di smaltimento) da destinare ai casi di mutuo soccorso, fermo impianto e
solidarietà.
«Da un bacino di produzione così vasto come Milano che rappresenta circa il 40% del totale dei rifiuti lombardi – ha concluso l’assessore Massimo Buscemi – ci si può e ci si
deve aspettare la massima disponibilità a fornire un adeguato sussidio alle situazioni di normale manutenzione o straordinarie emergenze verso le altre province lombarde. Per questo
riteniamo che il piano milanese debba prevedere una quantità impiantistica di completamento termico non inferiore a 600.000 tonnellate annue di cui 300.000 riservate a rifiuti urbani e
flussi derivanti».

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