Rifiuti, dalle comunità cristiane sarde appello alla solidarietà
15 Gennaio 2008
Cagliari – La comunità cristiana non può assistere indifferente ai bisogni crescenti e sempre nuovi del proprio tempo, e mai e poi mai rinchiudersi in se stessa, la
solidarietà è l’espressione di una società matura e pienamente spirituale.
Noi sacerdoti impegnati nell’accoglienza degli ultimi, «rifiuti della società», non possiamo tacere davanti a questa ondata di violenza collettiva e, tanto meno, alle
manifestazioni di teppismo che in questi giorni hanno offeso l’immagine della nostra Sardegna, che ha sempre messo tra i suoi valori sociali distintivi l’ospitalità, l’accoglienza e la
solidarietà.
I gesti concreti d’aiuto fatti in questi giorni dalle massime autorità regionali a beneficio della popolazione campana, ci riempiono di soddisfazione perché siamo convinti che il
tessuto etico di un popolo si irrobustisce nella solidarietà, alcune volte anche sofferta.
È nostro auspicio che questo moto di solidarietà permei sempre di più l’intera società sarda, perché solo così si raggiunge l’autentica solidità
e coesione di cui la nostra terra ha bisogno.
Don Salvatore Benizzi (cooperativa San Lorenzo)
Don Ettore Cannavera (Comunità La Collina)
Padre Salvatore Morittu (associazione Mondo X – Sardegna)
Don Angelo Pittau (Centro d’ascolto Madonna del Rosario)
Don Giovanni Usai (Comunità Il Samaritano)






