Rifiuti dalla Campania, il dibattito nel Consiglio comunale torinese

Torino – La difficile situazione in Campania in tema di smaltimento rifiuti e l’eventuale disponibilità a ritirarne una parte nelle discariche piemontesi è stato tema di
dibattito nelle seduta di oggi del Consiglio comunale.

Nella veste delle comunicazioni in Aula, la discussione è iniziata con l’intervento dell’assessore Domenico Mangone: «E’ un’emergenza di carattere nazionale sia sotto l’aspetto
sanitario che per l’ordine pubblico».

L’assessore ha riepilogato i fatti degli ultimi giorni spiegando i motivi che fanno dire di sì all’amministrazione comunale per ritirare una parte dei rifiuti campani: «Grazie
all’aumento della raccolta differenziata, salita dal 26,1 per cento del 2003 al presumibile 39 del 2007, sono aumentati gli spazi disponibili nella discarica di Basse di Stura».

«Per questa discarica è infatti prevista la chiusura alla fine del 2009 – ha spiegato Mangone – e con gli attuali ritmi di conferimento l’impianto chiuderà senza aver
esaurito lo spazio a disposizione. Per cui – ha concluso – la città è disponibile. Vedremo ora la decisone dell’Ato e della Provincia».

Dopo l’esposizione dell’assessore sono intervenuti nel dibattito consiliare molti consiglieri.

Agostino Ghiglia (Alleanza Nazionale) – Dico di no alla spazzatura dalla Campania, e non per una questione di quantità. In due anni è la seconda volta che si ripropone il
tema.

Inoltre c’è una mancanza di responsabilità dei rappresentanti istituzionali di Napoli ed è in corso una guerra interna nel Partito Democratico. Lasciate decidere in
tranquillità l’Ato e la Provincia. Siamo stufi di pagare gli errori di sassolino e della Sinistra della Campania.

Dario Troiano (Gruppo della Libertà) – Si tratta di una completa mancanza di rispetto verso i cittadini torinesi. L’idea che passa è che i sacrifici, fatti o non fatti, per
i cittadini non cambi nulla. Diverso è il caso delle catastrofi naturali, ma qui vi sono solo responsabilità politiche molto gravi. La decisione ora spetta all’Ato e alla
Provincia.

Domenico Gallo (Comunisti Italiani) – Non possiamo sottrarci dall’intervenire di fronte ad una drammatica emergenza che coinvolge la popolazione campana. Respingiamo le
strumentalizzazioni politiche di chi usa teppisti prezzolati, ma diciamo che Bassolino e Russo Iervolino dovrebbero dimettersi. E’ comunque grave che presidenti di regioni e province di
centrosinistra, come il presidente della Provincia di TorinoAntonio Saitta, non si mostrino disponibili di fronte a questa emergenza.

Mario Carossa (Lega Nord) – Siamo in Italia, chi lavora è fesso e non chi non fa nulla è ricompensato. A Torino e provincia ci impegniamo nella raccolta differenziata, che
è fatica e civiltà, mentre in Campania è quasi inesistente. Perché dovremmo accogliere la sua spazzatura?In quella regione, non c’è un’emergenza, ma una
malapolitica. Ogni regione deve responsabilmente gestire i propri rifiuti, non possiamo pensare che accogliere i rifiuti da altre zone del Paese sia un business lucroso.

Andrea Giorgis (PD-L’Ulivo) – Si tratta non solo di solidarietà ma di responsabilità. Altrettanta responsabilità dobbiamo chiedere agli amministratori campani che
non si sono dimostrati all’altezza del problema. Anche accogliendo rifiuti dalla Campania, l’ampiezza e i tempi di chiusura della discarica di Basse di Stura restano punti fermi. Il Comune fa
bene ad assumersi le proprie responsabilità ed a dichiararsi disponibile. Rispetteremo comunque la decisione di ATO e Provincia. Il governo deve realizzare un piano nazionale per
risolvere su tutto il territorio italiano il problema dello smaltimento dei rifiuti.

Antonello Angeleri (UDC) – Anche esponenti della maggioranza hanno criticato le inadempienze dei vertici istituzionali della Campania. Il governatore Cuffaro (UDC) ha dato la
disponibilità della Sicilia ma alla solidarietà deve accompagnarsi l’assunzione di responsabilità da parte della classe politica campana. A Torino, abbiamo preso più
volte i rifiuti da altre Regioni e non tutto il dovuto ci è stato pagato, come successo anche in Umbria. I cittadini hanno ragione a lamentarsi. Certi comportamenti accentuano le
divisioni tra Nord e Sud, invece di attenuarle.

Daniele Cantore (Forza Italia) – La vostra maggioranza doveva chiudere Basse Stura nel ’99. Non vorrei che anche nel 2009 ci trovassimo a dire che non ce l’abbiamo fatta. Sarebbe un
fallimento grande per la Città. Invitiamo l’assessore Mangone alla prudenza, rispetto alla fiducia espressa in merito all’ipotesi di chiusura della discarica torinese preventivato per il
2009.
Avreste preso in giro ancora una volta gli abitanti di quella zona che aspettano la chiusura dal 1989. Vorremmo la certezza della chiusura di Basse Stura e della realizzazione della discarica.

Giuseppe Lonero (La Destra) – Voglio iniziare il mio intervento parafrasando un vecchio slogan pubblicitario: «A Torino no! A torino non si può». La nostra
città, in materia di rifiuti, per quanto l’assessore Mangone si sia impegnato a dimostrare il contrario, sta vivendo una situazione difficile. I cittadini torinesi sono impegnati da
tempo nella raccolta differenziata, non vorrei che questi sforzi venissero vanificati dall’incapacità di altri. Il nostro no ai rifiuti campani, non è un no ai cittadini ma alla
cattiva amministrazione di quelle zone.

Carlo Zanolini (Verdi) – Mi esprimo a nome della stragrande maggioranza dei verdi cittadini. Siamo assolutamente contrari all’arrivo dei rifiuti della Campania. Ideologicamente non si
può scindere il concetto di solidarietà con quello di responsabilità. Il ministro all’ambiente aveva a suo tempo dato precise disposizioni in materia di smaltimento
rifiuti. Se in altre regioni gli inceneritori non sono stati costruiti e la raccolta differenziata non è stata avviata, è colpa degli amministratori locali, che non hanno saputo
mettere in pratica le disposizioni ricevute.

Monica Cerutti (Sinistra Democratica) – Su un tema così delicato, dobbiamo esercitare con responsabilità il nostro ruolo di amministratori locali. Se il Governo deve
proporre un piano per superare l’emergenza e offrire una soluzione stabile per il futuro, noi non possiamo dimenticare gli impegni assunti per la chiusura di Basse Stura entro il 2009 e la
realizzazione nei tempi stabiliti del termovalorizzatore del Gerbido.
Riguardo ai rifiuti provenienti dalla Campania, non riteniamo condivisibile la monetizzazione dell’emergenza e lasciamo che sia l’ATO a valutare se questo conferimento è compatibile con
il Piano provinciale dei rifiuti.

Luca Cassano (Rifondazione Comunista) – La tragedia campana, perché cosi ci sentiamo di definirla, è la conseguenza di 14 anni di commissariamento e la mancanza di
assunzioni di responsabilità di quelli amministratori. Servono uno scatto d’orgoglio delle popolazioni campane nel pretendere una diversa gestione dei rifiuti da parte dei loro
amministratori. La mancanza di una gestione del ciclo dei rifiuti centrata principalmente sulla prevenzione e la raccolta differenziata finalizzata a compostaggio e riciclaggio hanno creato le
attuali condizioni. In questo momento è il disastro ambientale e igienico per la popolazione di Napoli ed in particolare per le periferie più povere, a prevalere.
Riteniamo doveroso rispondere all’emergenza che colpisce quella popolazione e condividiamo la scelta del Comune di Torino per la disponibilità ad accogliere 5.000 tonnellate di rifiuti
urbani nella nostra regione.

Gian Luigi Bonino (Partito Socialista) – Valuterei il problema sotto due aspetti. In merito all’emergenza non ci sono argomenti che tengano. Prima si risolve l’emergenza poi,
eventualmente, i problemi che l’hanno provocata. In questo non possiamo sottrarci a questa responsabilità. Ma come ci siamo arrivati a quest’emergenza, è un’analisi cha va fatta
con attenzione. Ma evitiamo di lucrare sulla solidarietà: se solidarietà dev’essere, che lo sia fino in fondo, tanto più se le quantità da recepire saranno davvero
minime. Dobbiamo, infine, far sentire la nostra voce agli amministratori campani: devono dimettersi.

Giovanni Ferraris (Moderati) – Vorrei solo rimarcare questo legame fra solidarietà e senso di responsabilità che riconosce il senso di nazione.Non comprendo cosa voglia
dire non mettersi a disposizione per attuare un gesto di solidarietà responsabile che non può però essere a costo zero. Non saranno comunque queste quote a rallentare i
tempi di chiusura della discarica di Basse Stura o della realizzazione dell’inceneritore.

Sindaco – Condivido i temi ed i toni usati dall’assessore Mangone. Vorrei affrontare il tema dividendo il profilo tecnico da quello politico. Sotto il profilo tecnico, è giusto
che siano l’ATO e la Provincia a dare il giudizio definitivo, anche se le informazioni ricevute da Amiat e la quantità non rilevante di rifiuti che verrebbe conferita, ci hanno portato a
dare una risposta favorevole. Confermiamo l’impegno a chiudere la discarica di Basse Stura entro il 2009 (chiusura non avvenuta prima per le difficoltà di gestione politica in merito
alla realizzazione dell’inceneritore). Ma se ATO dovesse dire che anche un solo grammo di immondizia in più, proveniente da un’altra regione, potrebbe compromettere la tempistica
preventivata, allora diremmo no. Sotto il profilo politico, non mi sembra coerente l’atteggiamento di Saitta che ha dichiarato la sua indisponibilità a priori (con il sostegno unanime
del Consiglio provinciale) anche a fronte di un eventuale parere favorevole dell’ATO.
Credo che la vera questione, sia subordinare la disponibilità ad accogliere i rifiuti provenienti dalla Campania alla garanzia che sia davvero l’ultima volta che questa emergenza si
manifesti. Il Governo potrebbe cogliere l’occasione per accelerare l’incentivazione e le procedure per attivare strumenti di smaltimento rifiuti innovativi in tutto il Paese.
Per concludere, vorrei sottolineare come il problema che stiamo affrontando non riguardi la solidarietà ma il senso di responsabilità verso il Paese.

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