Ricetta dal Monferrato: Brasato alla Barbera

Ricetta dal Monferrato: Brasato alla Barbera

Un grande piatto della tradizione, che deve essere realizzato utilizzando il taglio di manzo detto “cappello da prete” o “arrosto della vena”. La preparazione deve essere accurata e gli
ingredienti di assoluta qualità in particolare, la Barbera deve essere di grande struttura e lungo invecchiamento. Il piatto finito deve risultare di estrema morbidezza. Deve essere
accompagnato assolutamente da purea di patate o da polenta

Ingredienti per 6 persone:

1,5 kg di carne di manzo
3 cipolle bianche
3 carote
2 costa di sedano
1 bottiglia di Barbera d’Asti Superiore
brodo
olio extravergine di oliva
burro
sale e pepe
 
Preparazione:

In una pentola con olio e burro, rosolare sedano, carote e cipolle.

A parte in una padella, brasare bene la carne da tutti i lati.

Aggiungere il manzo nel soffritto di verdure, salare e pepare.

Versare tutto il vino ed eventuale brodo fino a coprire per ¾ la carne. Cuocere per 10 minuti a fuoco vivace, abbassare la fiamma e proseguire la cottura per circa tre ore, facendo
sobbollire appena.

A cottura ultimata, passare il fondo di cottura al passaverdure, aggiustarlo di sale e versarlo sulla carne tagliata a fette.
 

Ricetta di Marzio tratta da mondodelgusto.it

Barbera

La Barbera d’Asti è un vino DOCG la cui produzione è consentita nelle province di Alessandria e Asti.

Caratteristiche organolettiche

  • colore: rosso rubino tendente al rosso granato con l’invecchiamento.
  • odore: vinoso con profumo caratteristico, tendente all’etereo con l’invecchiamento.
  • sapore: asciutto, tranquillo, di corpo, con adeguato invecchiamento più armonico, gradevole, di gusto pieno.

Cenni storici

Una prima traccia della Barbera si riscontra in uno scritto del XVII secolo conservato nel municipio di Nizza Monferrato. Nel 1798, entra ufficialmente nell’elenco dei vitigni piemontesi quando
viene redatta la prima Ampelografia dal conte Nuvolone della Società Agraria di Torino.

Si diffonde rapidamente nell’Ottocento e nel Novecento e oggi è considerato il principale vitigno a bacca nera del Piemonte. Dai toni rustici, celebrato da poeti di valore, quali il
Carducci e il Pascoli, ora il vino Barbera fin dai primi anni di vita viene affinato sapientemente nei piccoli legni di rovere, ammorbidendo il gusto.

Il Barbera d’Asti è un vino che ha ottenuto il riconoscimento DOC nel 1970 e successivamente DOCG nel 2008. Viene prodotto nell’ampia area collinosa nelle province di Asti (67 comuni su
65) e Alessandria (51 comuni) con uve Barbera al minimo all’85%.

Deve vinificare sino alla data del 1º marzo successivo all’annata di produzione delle uve e raggiungere un grado alcolico di 11,5°.

Qualora il vino sia immesso al consumo con un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,5 % dopo un periodo di invecchiamento obbligatorio non inferiore a un anno, a decorrere dal 1º
gennaio dell’anno successivo alla vendemmia, di cui almeno 6 mesi in botti di legno di rovere o di castagno, può portare in etichetta la qualificazione di “superiore”.

Dal 2000 è possibile produrre Barbera d’Asti superiore con menzione di sottozona in etichetta.

  • Sottozona “Nizza”
  • Sottozona “Tinella”
  • Sottozona “Colli Astiani o Astiano”

Abbinamenti consigliati

L’acino è di un bel colore blu intenso, con polpa molto succosa e acidula, buccia vellutata e consistente, con grappolo piramidale molto compatto.

È un vitigno duttile, dal quale si ottengono vini novelli ai grandi vini da invecchiamento. Il vino è di colore rosso porpora, tendente al granato con l’invecchiamento.

Di profumo intenso e fruttato, (note di prugna e di ciliegia matura, mora e lampone), se bevuto giovane ha gusto asciutto, con una buona acidità, gradevolmente fresco, floreale e fragrante
adatto a tutto pasto. Dopo un adeguato invecchiamento assume una struttura robusta armonica e concentrata.

Servito a 18 – 20º è ideale nell’abbinamento con primi importanti, piatti di carne, selvaggina e formaggi stagionati.
Il tipo vivace è adatto ad un consumo più immediato, va servito a 15º e abbinato a primi saporiti e salumi.
Il tipo fermo, servito a 16 – 18º va bene con grigliate di carni bianche e rosse, stufati, arrosti e pollame.
Produzione [modifica]

Provincia, stagione, volume in ettolitri

  • Asti 1990/91 146077.94%
  • Asti 1991/92 136363.22%
  • Asti 1992/93 103552.35%
  • Asti 1993/94 107756.48%
  • Asti 1994/95 94984.54%
  • Asti 1995/96 112128%
  • Asti 1996/97 126205.05%
  • Alessandria 1990/91 23066.91%
  • Alessandria 1991/92 22289.91%
  • Alessandria 1992/93 18102.62%
  • Alessandria 1993/94 18801.94%
  • Alessandria 1994/95 21945.43%
  • Alessandria 1995/96 26121.2%
  • Alessandria 1996/97 25644.25%

    Fonte: Ministero politiche agricole

Redazione Newsfood.com

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