Referendum nella Birmania devastata dal ciclone, scontata vittoria dei sì

Si è votato oggi in Birmania per il referendum costituzionale. Nonostante le devastazioni del ciclone Nargis la giunta militare al potere ha rinviato il voto di due settimane solo nelle
zone più colpite. Secondo testimoni e funzionari locali che hanno assistito allo spoglio dei voti a Rangoon, i sì avrebbero vinto con un margine amplissimo, dall’80 al 90 per
cento.

Si parla però anche di irregolarità nel voto e intimidazioni agli elettori in molti seggi. Il referendum, se approvato, porterà modifiche costituzionali che, secondo
l’opposizione democratica, non faranno che rafforzare la dittatura. Intanto il paese è in ginocchio: è di oltre 23.000 morti l’ultimo bilancio ufficiale delle vittime del ciclone,
almeno 37 mila i dispersi. E sale la tensione tra la dittatura e l’Onu sugli aiuti internazionali: oggi, denuncia il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, la giunta militare ha
confiscato altri due carichi arrivati via aereo.

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