Ravenna: Viticoltura – Presenti due “zone focolaio” di Flavescenza dorata

Ravenna: Viticoltura – Presenti due “zone focolaio” di Flavescenza dorata

By Redazione

Ravenna – Da alcuni anni la flavescenza dorata è presente anche in provincia di Ravenna. E’ una delle malattie epidemiche più gravi
che colpisce la vite. Sul territorio regionale ha causato gravi danni agli impianti viticoli nel reggiano e nel piacentino.

L’attività di monitoraggio tecnico, realizzata dal Servizio Fitosanitario Regionale e l’azione divulgativa e di presidio del territorio, svolta dai tecnici delle Organizzazioni dei
Produttori, concorrono a diffondere presso i viticoltori le regole da seguire per contrastare l’epidemia.

In provincia di Ravenna sono presenti due “zone focolaio” di Flavescenza dorata: una comprende parti del territorio dei comuni di Brisighella e Faenza; l’altra, di recente delimitazione,
è situata ai confini con la provincia di Ferrara  e interessa parte dei comuni di Alfonsine, Conselice e Lugo.

A partire da questo mese i viticoltori della provincia di Ravenna, secondo le zone di residenza, sono tenuti ad eseguire nei vigneti gli interventi di lotta obbligatoria all’insetto
responsabile della diffusione della malattia.

“Siamo preoccupati per il progredire dell’epidemia – afferma l’assessore provinciale all’agricoltura Libero Asioli – Quest’anno è stato rinvenuto un nuovo focolaio. La produzione
vitivinicola resta, per la nostra realtà produttiva, estremamente significativa in termini di qualità e di quantità. Dobbiamo evitare che la malattia si diffonda
ulteriormente e vada a compromettere altri impianti produttivi. Per questo abbiamo inviato a tutti i viticoltori una lettera – sta arrivando in azienda in questi giorni – per allertarli sulla
necessità di eseguire i trattamenti obbligatori nei vigneti e segnalare la presenza di sintomi sospetti sulle viti.”

Su questo fronte l’impegno della Provincia , in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Regionale e con le Organizzazioni dei Produttori, prosegue anche attraverso il finanziamento di
progetti di monitoraggio  specifici che vedono impegnati i Tecnici di Produzione Integrata, il C.R.P.V. (Centro Ricerche Produzioni Vegetali) e l’Università di Bologna.

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