Ravenna: VI Congresso Nazionale della Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali

By Redazione

Ravenna – Nei giorni scorsi, i parchi si sono riuniti a Roma, per il VI Congresso Nazionale della Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali, a cui aderisce anche
la Provincia.

I lavori, hanno visto protagonisti i 181 soci dell’associazione (22 parchi nazionali, 101 tra regionali e provinciali, 24 riserve, 5 regioni, 16 tra Province, università e altri
enti, 9 associazioni e 3 agenzie), oltre a rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria e dei gruppi ambientalisti. L’assemblea congressuale ha eletto gli organismi
che governeranno la Federazione per il prossimo triennio. Folta e di alto profilo la partecipazione di ospiti stranieri.

Ai lavori dell’Assemblea congressuale, introdotti dalla relazione del presidente uscente di Federparchi, Matteo Fusilli, ha partecipato l’assessore provinciale ai parchi Eugenio
Fusignani: “Sono contento di partecipare a questo congresso, visto che mi sono impegnato per fare aderire la Provincia e il parco della Vena del Gesso romagnola a Federparchi.
Ritenevo utile l’adesione a Federparchi perché la Provincia è impegnata nella tutela dell’ambiente in un’ottica di valorizzazione del territorio, ponendosi
quindi come ente antesignano nell’incentivare politiche di sviluppo sostenibile. Ne è dimostrazione l’istituzione, nel 1977, del Parco del Carnè, uno dei primi esempi di
parchi naturali di carattere locale, nato con ben 11 anni di anticipo sulla legge regionale per le aree protette, e 14 anni prima della legge 394”.

“Questo piccolo parco – ha proseguito Fusignani – è oggi il cuore di un più grande parco regionale, il Parco della Vena del Gesso Romagnola. Questo parco
regionale, che ha visto l’insediamento dell’organismo di rappresentanza istituzionale, rappresenta una scommessa sull’innovazione della gestione di parchi. Oltre l’80% dei
territori del parco è privato e circa il 50% è agricolo. Di qui la scommessa: non solo concertare con i portatori di interesse la nascita del parco, ma coinvolgerli
direttamente nella gestione, affidando loro la più alta responsabilità.

La Provincia è convinta che i parchi non possono limitarsi alla mera conservazione dell’esistente, ma devono coniugare questo aspetto con la valorizzazione del territorio anche e
soprattutto attraverso i suoi risvolti economici legati alla produzione agricola e alla promozione turistica”.

“I parchi possono rappresentare il punto di incontro tra tutela dell’ambiente e sviluppo dell’agricoltura in modo che anche quest’ultima possa, trovare all’interno dei
parchi, adeguate risposte alle proprie necessità, compresa la stessa sopravvivenza. Certo è che il mondo agricolo deve avere lo stesso sentire e muoversi nella stessa
direzione. Il Parco della Vena del Gesso vuole essere il primo parco in Italia e lanciare questa sfida.

La recente nomina del presidente dell’assemblea del Parco è ricaduta su Guido Tampieri, un uomo che, al di là delle sue sensibilità ambientali e delle
indiscutibili capacità ed esperienza, vanta una profonda conoscenza del mondo agricolo e dei problemi legarti all’agricoltura”.

“Un ambientalismo militante e ideologico ha fornito l’alibi per proporre scelte politiche lesive della dignità e del ruolo dei parchi nel sistema Paese. E chi tanto
ha concorso più o meno direttamente a determinare queste situazioni, oggi è il meno titolato per pontificare o indicare soluzioni. Anche perché il nostro patrimonio
ambientale non è rappresentato solo dai parchi nazionali, ma fortunatamente anche dalle innumerevoli piccole realtà che costituiscono molto spesso vere e proprie
eccellenze naturalistiche.

 Così come la loro tutela non può essere considerata un appannaggio esclusivo di un movimento o di un ministero. Invece – ha concluso Fusignani – tanto
più si apre alle piccole realtà, tanto più si entra a contatto con le comunità locali e coi cittadini, contribuendo a creare quei consensi nel territorio che
porteranno alla diffusione sempre più ampia di una corretta coscienza ambientale collettiva”.

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