Quote latte, la mobilitazione degli allevatori ha permesso di modificare un decreto inaccettabile

Quote latte, la mobilitazione degli allevatori ha permesso di modificare un decreto inaccettabile

“Ora il provvedimento comincia a rispondere alle esigenze degli allevatori e non produce più penalizzazioni. Finalmente è prevista la rinuncia ai contenziosi per chi vuole aderire
alla rateizzazione. La nostra mobilitazione sull’intero territorio nazionale, con centinaia di iniziative e presidi, ha permesso questo importante risultato. E’ una vittoria di cui andiamo
orgogliosi perché la nostra protesta, condivisa con altre organizzazioni, ha permesso che non si perpetrasse un’ingiustizia verso i produttori italiani anche se occorrono ulteriori
miglioramenti per renderlo effettivamente equo”. Così il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi commenta l’approvazione del decreto legge,
modificato in modo sostanziale durante l’esame in Senato.

“Quando si conduce una battaglia nella chiarezza e nella lealtà, senza alcuna demagogia o strumentalizzazione, ma soprattutto in difesa di migliaia di allevatori che rischiano di subire
tante ingiustizie, i risultati -avverte Politi- si ottengono sempre. Si sono comprese le motivazioni della nostra mobilitazione e così il decreto, originariamente inaccettabile, è
stato corretto in molte sue parti e oggi possiamo dire con soddisfazione che anche in questa occasione la nostra azione sindacale responsabile ha fatto positivamente breccia”.

“Tuttavia, sarà importante che -aggiunge il presidente della Cia- nella discussione alla Camera venga migliorata la dotazione finanziaria del Fondo degli allevatori che hanno investito
per l’acquisto di quote, evitando che questo provochi tagli di finanziamenti ad altri settori agricoli. Per questo motivo continueranno le nostre pressioni nei confronti dei gruppi parlamentari
di Montecitorio affinchè vengano introdotte le correzioni al decreto per dare risposte sempre più valide agli allevatori italiani”.

Resta, comunque, negativa la mancanza nel decreto del rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. Mentre -conclude Politi- è un primo
risultato positivo la proroga al 31 dicembre 2009 degli sgravi contributivi per le imprese agricole nelle zone montane e svantaggiate in scadenza il prossimo 31 marzo.

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