Questione nucleare, il Presidente del Consiglio Bondetti ha le idee chiare

Vercelli – Il Presidente del Consiglio della Provincia di Vercelli, Pietro Bondetti, torna a parlare di nucleare, dopo l’apertura manifestata nei giorni scorsi, Bondetti pone
l’attenzione sulla sicurezza: «Ribadisco la necessità di cominciare a pensare a un ritorno al nucleare e che fornisca tutela sotto il profilo ambientale e sotto quello
dell’incolumità pubblica, per queste ragioni sarà necessario individuare al più presto un deposito nazionale di scorie nucleari che garantisca la massima sicurezza».

Per Bondetti il deposito nazionale «è un’opera indifferibile, urgente e di pubblica utilità. Non bisogna incappare nell’errore, come purtroppo fanno alcuni gruppi
ambientalisti, di sfruttare la paura e l’emotività della gente. La necessità di pervenire all’individuazione di un sito idoneo allo stoccaggio definitivo dei rifiuti radioattivi
è divenuta improrogabile alla luce, soprattutto, dell’aumentato rischio di atti terroristici derivanti dalla situazione di crisi internazionale, connesso con la presenza di importanti
quantità di rifiuti e materiali radioattivi nelle centrali elettronucleari fuori servizio, negli impianti e nei centri di ricerca ed industriali del ciclo del combustibile nucleare
dismessi».

Fino ad oggi la questione delle scorie radioattive è stata risolta in via temporanea tramite stoccaggi provvisori, ma una legge specifica rende ormai improcrastinabile la costruzione del
deposito, come ricorda Bondetti. «Lo dice a chiare lettere la legge 368 del 24 Dicembre 2003. All’articolo 1, sul deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, viene ricordato che
l’impianto, dichiarato opera di pubblica utilità, dovrà essere completato entro e non oltre il 31 dicembre 2008. Insomma, mancano pochi mesi. Il nuovo Governo sarà chiamato
a fare scelte importanti prendendo decisioni estremamente responsabili».

Parlare di depositi e scorie significa ripercorrere le tappe del calvario nucleare legate a Saluggia. Sotto questo aspetto il Presidente del Consiglio Provinciale è categorico.
«Deposito nazionale a Saluggia? Non se ne parla proprio. In termini di offesa del territorio, perché di offesa si tratta, il vercellese ha già offerto il suo drammatico
contributo. Non si può continuare a ledere all’infinito la dignità della popolazione, le condizioni di salute e il settore agricolo e produttivo. Il deposito andrà quindi
costruito altrove. Proprio in merito alla questione mi raccorderò con il nostro assessore all’ambiente Fabrizio Finocchi e il sindaco di Saluggia Marco Pasteris per far fronte comune e
verificare quelle che saranno le decisioni del futuro esecutivo nazionale. E’ nostro dovere, soprattutto su temi delicati come quelli della salute, cercare di consolidare sempre più la
sintonia tra le istituzioni e le esigenze dei cittadini».

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