Puglia: una meta in forte ascesa per il turismo intelligente

Puglia: una meta in forte ascesa per il turismo intelligente

Milano, BIT 2012
L’ultima notizia in fatto di comunicazioni provenienti dalla Puglia riguarda la trasformazione del suo Movimento Turismo del Vino in Consorzio. Sembra una cosa di poco conto mentre invece
rappresenta un costante e importante fatto in quanto garantisce ai suoi aderenti un’azione permanente affinché vengano, nelle sedi appropriate, riconosciute all’enoturismo pugliese le sue
ottime qualità e specificità.
Chi non ricorda quando, parlando di oli d’oliva si diceva che quello pugliese: è buono ma, facendo il paragone con quello prodotto in altre regioni, è troppo “grasso”.

La stessa cosa era riferita al suo vino: è buono ma  ha troppi gradi alcolici. Orbene da diversi anni questi detti sono caduti in disuso perché i prodotti dal suolo pugliese,
compresi quelli ottenuti dai suoi allevamenti, sono -a seguito anche delle importanti ed essenziali trasformazioni avvenute- molto ricercati non solo in Italia ma anche all’estero.

Il Movimento Turismo del Vino, con la sua instancabile attività e partecipazione a manifestazioni e fiere è riuscito a far conoscere e a valorizzare, oltre che l’agricoltura
pugliese, il suo ricettivo tanto da far divenire località dell’interno, ricche di storia e tradizioni, fino ad alcuni anni fa abbandonate a se stesse, centri prescelti dai viaggiatori, che
ben poco hanno in comune coi vacanzieri.

Questo si deve anche al forte sostegno della Regione e delle amministrazioni locali che hanno fatto, e ancor più oggi lo stanno facendo, perché le sue bellezze naturali siano
protette dalla speculazione e il suo patrimonio architettonico/archeologico sia pienamente valorizzato.

Una prova di tutto questo se n’è avuta alla recente BIT milanese dove la Puglia con convegni e incontri ha permesso di far conoscere oltre al Gargano, alle Grotte di Castellana e
Alberobello, le sue città come Bari, Foggia, Lecce (la capitale del barocco) e il “tacco d’Italia” rappresentato dalla penisola sorrentina.
Siamo in una regione dove le antiche e prestigiose dimore stanno divenendo, con intelligenti lavori di restauro. degli ottimi centri d’accoglienza così come lo sono le vecchie case
coloniche, insomma le masserie, trasformate in moderni agriturismi.

Ma accanto a quello che viene dal passato e che in mille modi si cerca di proteggere e valorizzare, combattendo la cementificazione selvaggia, è interessante osservare lo sforzo che viene
compiuto perché la sua campagna sia richiamo per i giovani e con essi maggiormente sviluppato il vero biologico -quello per intenderci che bandisce gli additivi chimici- che è la
forza vincente della sua produzione agroalimentare.

Non c’è angolo, e la guida “Puglia Rurale” -realizzata dall’AICA per conto della Camera di Commercio di Bari- è uno strumento valido per scoprire il progetto, le linee guida,
portato avanti dall’Assessorato Regionale alle Risorse Agroalimentari per sviluppare il “Turismo rurale sostenibile in Puglia”.

Partendo dal Gargano il turista viene portato per mano a conoscere non solo gli angoli più nascosti  sotto il profilo ambientale: dai parchi, ai siti archeologici, all’architettura
rurale, ma anche a scoprire i prodotti tipici, il mangiar sano nelle tipiche trattorie locali e infine a vivere intensamente le tradizioni che sono profondamente legate alla cultura popolare. Ed
è seguendo questo filone che passando dalle terre d’Otranto e della Murgia si arriva alla Valle d’Itria, alla pianura salentina per concludere il viaggio tra le serre salentine.

E’ un patrimonio d’inestimabile valore che la Puglia tutta e il Consorzio del Turismo del Vino, ma potremmo aggiungere -tanto per fare un esempio- la Vi.to (Associazione degli operatori turistici
di Vignacastristi) con la Provincia di Lecce, stanno da tempo portando avanti, in attesa che dei voli low-cost  rendano più vicina questa parte della Magna Grecia.

Informazioni: 080 202 3968
Per il Salento: 328 1397133 (Carmen Mancarella)

Bruno Breschi  
Newsfood.com

            

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