Pronto…c'è il signor Bartolomeo Breganze?*

Pronto…c'è il signor Bartolomeo Breganze?*

By Redazione

Piergiorgio Làverda, oltre all’aneddoto che dà il titolo alla nostra intervista, che cosa chiederebbe al signor ministro Zaia?
Dobbiamo combattere
contro una valanga di burocrazia, modulistica, rifacimento dei catasti viticoli…

Chiediamo una decisa semplificazione di tutti gli aspetti tecnico-amministrativi che ci riguardano…ma, soprattutto, cosa piu’ importante la presenza e certezza dei controlli su tutta
la filiera.

Chi è serio come la nostra cantina non ha paura dei controlli a patto che siano uguali per tutti a prescindere dal fatturato e dal peso politico delle azioni di lobbying… 

Chiediamo inoltre, con urgenza, lumi su temi delicati come l’etichettatura per l’estero, le nuove classificazioni OCM ed altro… 

Il vostro lavoro all’estero..?
Registriamo una crescita media del 20% . Abbiamo ripreso a curare la Germania, nostro mercato storico, trascurato con leggerezza negli ultimi anni, siamo riusciti a recuperarlo anche
grazie alla stima dei nostri clienti “storici” in zona.

La grande sorpresa è venuta dall’Inghilterra ( 25% in ulteriore crescita ) grande appassionata del nostro pinot grigio… Abbiamo trovato la quadra giusta sia come importatori
che come indice di gradimento. Siamo molto contenti delle bianche scogliere di Dover…

Rimangono invece da ponderare Cina ed India dove contiamo di ottimizzare e sviluppare i contatti personali di alcuni nostri conferitori.

Sugli Usa, pur vantando una discreta presenza, aspettiamo tempi migliori per avviare nuovi progetti di sviluppo e promozione. 

L’attivismo del settore vinicolo in Italia è frenetico…
E’ diventato complesso organizzare e coordinare le discussioni tra diversi soggetti : assessorati, associazioni commercianti, ristoratori, strade del vino… Ma dovunque ci sarà
una valida progettualità non faremo mai mancare il nostro contributo. 

Ad esempio…?
Beh… recuperando il vissuto storico che dalle nostre parti non manca, anzi è molto abbondante e, forse, semi-dimenticato. In questo senso il passito rosso Ezzelino intitolato
proprio all’omonimo personaggio storico si è rivelato una scelta molto azzeccata.

Ce ne siamo accorti quando durante un incontro con alcuni buyer di grosse catene prima di parlare dei prodotti abbiamo dovuto illustrare le nostre radici storiche facendo una vera e
propria lezione di storia comparata.

E’ un consiglio che mi sento di estendere a tutti i colleghi di consorzi, cooperative o cantine sociali: prima di parlare di gamma e prezzi illustrate la storia del vostro
territorio! 

Qualche medaglia locale?
Siamo contenti del recupero della varietà autoctona del Groppello. Era quasi del tutto scomparso. Una varietà curiosa: omonima ma non parente del Groppello del Garda
bensì imparentata, alla lontana, con la Pignola della Valtellina…

Queste diversità nella varietà sono il bello del patrimonio viticolo italiano che dovremmo sfruttare in parallelo ai vitigni internazionali… 

Progetti di supporto…?
La vicinanza di località turistiche di richiamo come Bassano e Marostica ci spinge a valutare l’avvio di progetti organici di agriturismo e turismo del vino di respiro
internazionale.

Piergiorgio Làverda è presidente della Cantina Beato Bartolomeo Breganze di Breganze ( VI ). info@cantinabreganze.it 

A cura di Gianni “Morgan” Usai

* L’aneddoto si riferisce al fatto che spesso alcuni appassionati di vino chiamano al telefono la cantina chiedendo del signor Bartolomeo Breganze… Il Beato Bartolomeo Breganze
è una reale figura storica di vescovo, domenicano dell’ordine dei Predicatori, vissuta tra il 1200 ed il 1270, tra Vicenza, Limassol, Londra, Parigi, Padova… vedi:

Per saperne di più

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