Natale e Capodanno: boom dello spumante Made in Italy nel mondo
11 Dicembre 2008
Libri d’arte, prodotti di lusso, tavola e spumanti non sentono la crisi. Fedeltà ai vini nazionali. Dalle indagini FORUM voleranno 110-112 milioni di bottiglie in 25
giorni. 800 milioni di euro di spesa di cui il 60% nella distribuzione. L’estero brinda italiano: crescono valore ( 29%) e quantità ( 11%).
Per l’anno 2008, export a 1,4 mld di euro il fatturato e 163 milioni di bottiglie ( 10%). Il mercato nazionale tiene e conferma i numeri 2007.
Comolli: “L’Italia al 3° posto al mondo come produttore con presunte 315 milioni di bottiglie nel 2008. Nel mondo c’è il boom delle bollicine: è un
bere moderno, giovane e misurato. Le etichette “parlanti” favoriscono i consumi. La mission del Forum è deabbinare e destagionalizzare i consumi: le bollicine sono
vini”.
Primi dati certi dai vari mercati e dalle spedizioni delle case spumantistiche nazionali: conferma dei consumi di fine anno come nel 2007 e un aumento delle spedizioni nel 2008. Si
presume di stappare 110-112 milioni di bottiglie nazionali in soli 25 giorni di feste.
Cresce la regalistica con le bottiglie di spumanti: meno cesti ( -10%), ma più monoconfezione di bottiglie made in Italy( 5%) direttamente alla distribuzione.
In crescita anche i tappi di Champagne e di Cava, come consumo diretto e acquisto per regali ( 8%). Per il Forum emerge che c’è un margine di crescita dei consumi
nazionali per una carenza ancora di conoscenza e di cultura verso il prodotto. La concentrazione del consumo “e la non rinuncia” alle feste di fine anno è la prova
della “attesa” della festa inteso come momento di gioia irrinunciabile. Si rinuncia al ristorante, al cinema … ma non si dice di no alla tavola e alla festa in
famiglia, sacra perché si auspica un anno diverso. La attesa fa crescere l’acquisto anche in momento di contrasti e di difficoltà. I dati generali parlano per
“tutti i consumi” di un calo degli acquisti solo del 3%, quindi marginale.
Per gli spumanti incrementa sempre più il consumo domestico, cala il consumo al ristorante e in enoteca.
Fra i giovani le bollicine come aperitivo hanno soppiantato i cocktails; al bar la mescita tocca tutti i prodotti dagli extrabrut agli extradry. Nelle esportazioni si registra un
11% di volumi e 29% in valore nei primi 11 mesi del 2008. I mercati mondiali – gli emergenti Russia e Brasile, ma anche Georgia, Lettonia, Estonia,Israele,
ecc..– chiedono bottiglie di vini spumanti italiani, c’è mancanza di prodotto presso gli importatori e i distributori esteri. Il prodotto italiano piace perché
è fresco, moderno, non eccessivamente alcolico,fruttato e con un prezzo giusto.
Dall’analisi svolta il consumo è sempre meno imposto dalle guide che segnano un fortissimo calo di interesse. Mentre c’è bisogno di informazione diretto sul
prodotto per incrementare i brindisi concentrati alle feste: bisogna sfatare il principio che lo spumante non è solo per l’aperitivo e per il dessert. Destagionalizzare
è il traino dei consumi. Cresce di più il fatturato rispetto ai volumi.
“Una bottiglia di spumanti da fiducia, evidentemente – dice Giampietro Comolli, direttore del Forum Spumanti&Bollicine – a un brindisi emozionale al nuovo anno
non si rinuncia. Dal 2005 un panel di consumatori rappresentativo di più settori nazionali ed esteri risponde a domande con continuità, grazie al sostegno del Ministero
delle Politiche Agricole – dipartimento politiche agricole-tutela del consumatore. Il segnale più importante – ribadisce Comolli – è l’aumento del valore
sul mercato indipendentemente se i volumi crescono o scendono. Il caso francese è emblematico: esportiamo un 10% in meno di bollicine, ma abbiamo aumentato il fatturato del
15%”.
Segno importante che il mercato mondiale riconosce agli spumanti italiani un valore più alto del passato, si acquisiscono mercati nuovi pronti a spendere di più, si
diventa competitor di prodotti anche più blasonati perché oggi il mercato mondiale sta comprimendo i prezzi verso il basso. La qualità riconosciuta dei nostri
vini e la competitività del prezzo soddisfano la domanda attuale. Questo interesse internazionale deve essere colto da imprese e consorzi per creare un forte unitario messaggio
nazionale verso i mercati nuovi ed emergenti ”.
FONTI DELL’INDAGINE : Telemarket svolta dall’Ones-Osservatorio Nazionale Economico dal 1 novembre al 10 dicembre fra 150 case
spumantistiche; 80 punti vendita in grandi città; 60 centri grande distribuzione; 30 ristoranti delle guide; 25 winebar e alberghi.





