Progetto: “Modelli viticoli e valore salutistico dell’uva e del vino: verifiche agronomiche e dietetiche VINSALUT”

Progetto: “Modelli viticoli e valore salutistico dell’uva e del vino: verifiche agronomiche e dietetiche VINSALUT”

(Finanziamento del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali; DM 18829/7818 del 05/08/2009)

Responsabile scientifico:

Prof. Antonino De Lorenzo, Professore Ordinario di Nutrizione Umana, Sezione di Nutrizione Clinica e Nutrigenomica, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università degli studi di Roma Tor Vergata; Direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione; Direttore UOSD “Servizio di Nutrizione Clinica, Terapia Parenterale e Anoressia Nervosa” Fondazione PTV Policlino Tor Vergata, RM.

Coordinatore scientifico:

Prof.ssa Laura Di Renzo, Professore Aggregato di Scienze e tecniche dietetiche applicate, Nutrigenomica, Sezione di Nutrizione Clinica e Nutrigenomica, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università degli studi di Roma Tor Vergata.

Lo studio è stato condotto dalla Prof.ssa Laura Di Renzo e dal gruppo di ricerca diretto dal Prof. Antonino De Lorenzo, della Sezione di Nutrizione Clinica e Nutrigenomica dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, ha avuto lo scopo di studiare l’effetto del consumo di vino sul metabolismo ossidativo umano. Nello specifico sono stati presi in esame, prima e dopo il consumo di due bicchieri di vino rosso a bassa solforosa e ad alto contenuto di polifenoli, i livelli di ossidazione delle proteine LDL, fattore chiave nell’insorgenza delle malattie cardiovascolari e dello stress ossidativo endoteliale, e i geni coinvolti nei processi ossidanti e antiinfiammatori. Per verificare le proprietà nutraceutiche del vino, il consumo è stato abbinato a un pasto Mac Donald, (panino di Mac Donald Big Tasty Bacon ® e un pacchetto piccolo di patatine fritte) ed mediterraneo (un piatto di pasta con peperoni, cipolla e capperi, un’insalata di radicchio rosso, rucola e noci, melanzane grigliate e pachino, il tutto condito con olio extravergine di oliva).

Il risultato ha evidenziato la capacità del vino di ridurre in maniera significativa l’ossidazione delle proteine LDL. Se il pasto Mac Donald aumenta di circa il 10% l’ossidazione delle LDL, il consumo di vino abbinato non ne incrementa il valore. L’associazione con un pasto mediterraneo favorisce ancora di più questo valore nutraceutico, che si esprime in un abbassamento del 10,5 % dell’ossidazione delle LDL, rispetto sia al digiuno, ma soprattutto al pasto Mac Donald. L’osservazione dell’analisi biochimica, concorda con l’analisi genomica nella quale si evidenziano livelli di aumentata espressione di quei geni legati alla difesa cellulare del danno ossidativo, con conseguente riduzione dell’infiammazione.

Fermo restando che il consumo di vino non deve diventare un’abitudine senza limiti, poiché l’etanolo ha comunque degli effetti negativi sullo stato di salute, è comunque consigliabile l’assunzione moderata di vino in abbinamento a piatti mediterranei, ricchi di nutrienti e ad alto contenuto di antiossidanti.

Oggi, sempre più, le occasioni del consumo di vino si riscontrano in momenti non legati ai pasti principali della giornata, ma ad appuntamenti conviviali; quindi il consumo di vino ha assunto in maniera sempre maggiore un connotato sociale importante e quindi l’idea di promuovere un “happy hour” salutare è il modo più semplice e diretto per fare di un momento sociale un momento di prevenzione per la salute.

In un’ epoca in cui la vera strategia clinica deve basarsi sulla prevenzione e in un momento in cui il bere vino è diventato un vero e proprio rituale socioculturale, che sempre di più viene ad affermarsi in un’assunzione lontana dai pasti, i risultati di questo studio hanno evidenziato che associare vino e alimenti antiossidanti ha un effetto maggiormente preventivo sulla genesi dello stress ossidativo.

Redazione Newsfood.com

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