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Profumo di Donna di Cascina Castlet: dal 1970 Mariuccia Borio, una donna in vigna e in cantina

Profumo di Donna di Cascina Castlet: dal 1970 Mariuccia Borio, una donna in vigna e in cantina

By Giuseppe

I vini di Cascina Castlet di Costigliole d’Asti hanno qualcosa di speciale

Dal 1970 in azienda aleggia un “Profumo di Donna” che ha trasformato un progetto, un sogno, in una realtà incantata dalla vigna alla cantina, al design e all’attenzione verso il cliente

Newsfood.com, 12 gennaio 2023

Testo di Michele Pizzillo

Sembra quasi rilassata più della fatica dei “festeggiamenti” della 52^ vendemmia che della stessa raccolta delle uve, Mariuccia Borio che nel 1970 ha dato l’attuale impostazione a Cascina Castlet di Costigliole d’Asti. Infatti, Maria Borio – per tutti Mariuccia – cinquant’anni fa è stata costretta a lasciare Torino, dove era impegnata nella bottiglieria che la famiglia gestiva nel capoluogo, per prendersi cura dell’azienda di famiglia essendo venuto a mancare il padre. E, subito, la giovanissima erede di una famiglia da sempre impegnata nella produzione di vino – che vendeva sfuso perché non imbottigliava – si concentra sul concetto che “un’azienda è prima di tutto un progetto”.

E, quindi, “un progetto è un sogno che pian piano prende forma, prima sulla carta, poi sulla terra, e alla fine, per noi, nel vino” – ha scritto Mariuccia nella presentazione dell’azienda sul sito www.cascinacastlet.com -.
“Il nostro progetto parte da due idee semplici: rispettare la natura ed essere al passo con i tempi nella tecnologia. Ma semplice non vuol dire facile. Abbiamo dovuto essere tenaci in certi momenti, solidi e con i piedi per terra in certi altri; abbiamo dovuto investire in terre, in tecnologia, e soprattutto in ricerca, e abbiamo ottenuto Cascina Castlèt”. Un’azienda che attualmente coltiva 31 ettari di vigna, tutti in agro di Costigliole d’Asti, dove “abbiamo scommesso sulla terra, sulla nostra terra, sui vitigni del luogo come Barbera, Moscato, Uvalino ma anche Cabernet Sauvignon e Chardonnay, quest’ultimo coltivato a Costigliole fin dalla fine Settecento quando il marchese Filippo Asinari di San Marzano lo piantò per la prima volta” ci rammenta Mariuccia compiaciuta anche delle belle sorprese che le riserverà l’ultima vendemmia. 

 

Però nell’azienda di Castigliole non si parla più di belle sorprese, visto che “chi sceglie una bottiglia di Cascina Castlèt ama le cose belle, le cose buone, le cose che fanno sognare – dice Mariuccia -. E’ una questione di etica e di cultura. Per noi etica e cultura significano prima di tutto rispetto dell’ambiente e di chi ci lavora”.

Per arrivare a questi traguardi, la signora Borio, Donna del vino del Piemonte,  ha sicuramente fatto delle scelte coraggiose anche sul marketing con bottiglie ed etichette suggestive, a volte provocatorie, molto individuali. E, in azienda, sottolineano il tocco di estro sui nomi dei vini, Passum, Policalpo, Avié, Litina, Goj, Ataj e Uceline: tutti racchiudono un piccolo segreto, un racconto, una storia, che è interessante conoscere. Con le uve raccolte in vigne tutte indicate con un proprio nome in modo che i visitatori – e a Cascina Castlet ne arrivano a migliaia ogni anno – possano visitare la vigna che genera il loro vino preferito, inserita in un fantastico paesaggio che dal 2014 è protetto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.  

Barbera d’Asti superiore docg Litina 50mo anniversario,

La sua storia di vignaiuola Mariuccia Borio l’ha voluto ricordare con una bottiglia storica della vendemmia 2017, la Barbera d’Asti superiore docg Litina 50mo anniversario, proposta per festeggiare le 50 vendemmie di Cascina Castlèt e, in questo caso con uva selezionata nella vigna che portò in dote zia Litina. Una scelta ben mirata perché la Barbera è il vitigno che meglio esprime il territorio di Castigliole d’Asti ed è anche il primo vino che ha imbottigliato Mariuccia da quando torna al paese d’origine e con una visione nuova della Barbera che ancora nel 1970 era il vino che si vendeva sfuso. E, già la prima bottiglia prodotta fu un successo, tanto che da invogliare la neo-vignaiuola ad impiantare nuovi vigneti, a circondarsi di professionalità in vigna e in cantina, a sceglie il packaging adatto, a dedicarsi alla valorizzazione di altri vitigni autoctoni come, per esempio, Uvalino che oggi Cascina Castlet produce nella versione denominata Uceline che – si legge nella scheda di Cantine d’Italia 2022, la guida pubblicata da GoWine – nome seicentesco che si dava a queste uve a vendemmia tardiva che rimanevano sulla pianta e diventavano oggetto di attenzione da parte degli uccellini nei periodi di magra che precedevano la stagione invernale. 

Attualmente Cascina Castlet produce mediamente 250.000 bottiglie, prevalentemente veicolate nel settore horeca e con il 70% della produzione esportata tra Nord Europa, Gran Bretagna, Svizzera, Germania, Stati Uniti, Canadà, Giappone e Cina. In Italia la Barbera d’Asti Castlet è presente nelle migliori enoteche e nella carta dei ristoranti attenti al servizio del vino.

 

 

Dell’offerta di oltre una dozzina di varietà di vini, abbiamo estrapolato tre eccellenze da non perdere.

Cascina Castle’t – Barbera d’Asti Superiore DOCG “Passum” 2018 0,75 lt

Passum Barbera d’Asti superiore docg 2018

Il nome richiama alcuni celebri vini dell’antichità ottenuti dalla surmaturazione o dal leggero appassimento delle uve. E le uve barbera utilizzate per la sua produzione vengono lasciate appassire in locali condizionati e molto ventilati. Mentre la maturazione del vino avviene parte in barriques di rovere francese e parte in botti tradizionali di media capacità. Dopo circa un anno, il vino passa in bottiglia dove continua il suo affinamento per almeno sei mesi prima della messa in vendita. 

Di colore rosso granato intenso; bouquet ampio, elegante e molto persistente, con sensazioni di confetture di prugne e ribes. In bocca è un vino austero e caldo, con equilibrio e grande armonia esaltati da tannini che volgono al dolce ed assicurano una piacevole sapidità. La persistenza aromatica è molto lunga e intensa, propria dei grandi vini da invecchiamento. 

E’ consigliabile servirlo alla temperatura di 18°C, in grandi bicchieri di cristallo o previa decantazione in caraffa. E’ considerato un vino da meditazione, ma soprattutto si accosta bene ai grandi piatti di carne della cucina classica e di territorio: ottimo con brasati e selvaggina, ideale con piatti a base di tartufi e con formaggi stagionati

Per le sue straordinarie caratteristiche, se collocato in locali a temperatura costante di 13-15°, è un vino che si conserverà per una decina d’anni. 

 

Cascina Castle’t – Barbera d’Asti Superiore DOCG “Litina” 2019 0,75 lt

Litina Barbera d’Asti superiore docg 2019

E’ un omaggio a zia Litina che nel patto di matrimonio aggiunse al corredo ricamato anche una vigna. E, così, sull’etichetta di questa Barbera viene proposto il marchio della casa, cioè, tre C come Cascina, C come Castlèt, C come Costigliole d’Asti. Le uve barbera provengono proprio da Vigna Litina  che si trova in posizione collinare, ben soleggiato e con viti vecchie di oltre trent’anni. Per questo vino, però, le uve sono avviate alla vinificazione appena raccolte. Con il vino che matura in botti di rovere di media capacità per circa otto mesi e, in bottiglia si affina per oltre un anno. E’ avviato alla commercializzazione nel secondo anno dopo la vendemmia. 

Il colore è rosso rubino intenso tendente al granato. Il bouquet è ampio, intenso e molto persistente con gradevoli sentori di vaniglia e frutti di bosco. Sapore asciutto, caldo, di buon corpo, esalta tutta la vinosità caratteristica del vitigno. Notevoli la morbidezza e l’equilibrio; lunga ed intensa la persistenza. 

Si consiglia di servirlo alla temperatura di 18°C in bicchieri piuttosto ampi. A tavola può accompagnare egregiamente primi piatti di pasta come tagliatelle e,ravioli conditi con ragù di carne o selvaggina. Si abbina ai secondi piatti di carne, agli stufati e agli arrosti. Eccellente con formaggi di media stagionatura come tome e pecorini.

Conservato in ambiente a temperatura costante di 15°C. continuerà a sviluppare la sua eleganza ed il suo equilibrio per 4-5 anni. 

 

Cascina Castle’t – Monferrato Rosso DOC Uvalino “Uceline” 2015 0,75 lt

Uceline doc Monferrato rosso  2015

Uvalino è un vitigno di antica tradizione e quasi del tutto scomparso. Introdotto inizialmente nel vigneto sperimentale dell’azienda, è stato sottoposto ad una rigorosa ricerca scientifica e agronomica. L’uva è raccolta a fine ottobre che raggiunge una perfetta maturazione. I grappoli raccolti a mano e scelti scrupolosamente, vengono adagiati in piccole cassette traforate e successivamente collocate in un “fruttaio” ben ventilato e a temperatura controllata per oltre un mese ove subiscono ancora una leggera surmaturazione e appassimento. La fermentazione malolattica e, successivamente le varie fasi di maturazione del vino, avvengono in tonneaux di rovere pregiato da 5 hl. Le bottiglie, poi, riposano almeno un anno prima della messa in commercio. 

Alla degustazione presenta un magnifico colore rosso porpora intenso con belle tonalità granate che variano a seconda delle annate e del periodo di maturazione. Profumo ampio, intenso, di frutta matura e spezie dolci, sensazioni assai gradevoli e molto persistenti. Sapore asciutto, caldo e ben equilibrato. Gradevolmente acido con tannini marcati tendenzialmente dolci con la maturazione. E’ un vino particolare, nobilitato da una lunga persistenza aromatica intensa. E ideale con grandi piatti di carne e selvaggina e perfetto connubio con formaggi di lunga stagionatura. 

Per le particolari attitudini del vitigno, questo vino, se conservato a giusta temperatura può affinarsi per lunghi anni donando ai suoi estimatori sensazioni di straordinaria finezza. 

 

 

 

Cascia Castlet 

Strada Castelletto 6 – tel. 0141.966651

Castigliole d’Asti (AT)

www.cascinacastlet.cominfo@cascinacastlet.com

 

 

Michele Pizzillo
Redazione Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE

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