Prof. Claudio Peri coordina “Dairytech 2015: dall’amianto alla produzione di energia, c’è un tesoro nel latte”.

Forse siamo veramente ad una svolta, forse  si è veramente capito che ognuno di noi deve e può fare qualcosa per se e per gli altri, per aiutare questo mondo a sopravvivere e migliorare le condizioni di vita.

Ogni giorno scopriamo che è possibile trasformare in energia ciò che è considerato uno scarto, migliorando la ecosostenibilità della vita quotidiana e guardando con ottimismo il nostro futuro e quello dei nostri figli.

E’ il caso ora dell’utilizzo del siero di latte; un brevetto italiano permette di poterlo utilizzare per annullare gli effetti cancerogeni dell’amianto. Tanti sono i morti che ha causato… tanti sono quelli che si prevede che lo saranno a causa della contaminazione con questo killer… e non entriamo in merito alla sentenza di assoluzione dei responsabili… dopo tanti tanti anni.

Il 2 dicembre il Prof. Claudio Peri ci parlerà del siero di latte e delle nuove possibiltà di utilizzo. La lotta allo spreco è in pieno svolgimento, ed in più produciamo energia a costo zero.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

 

Oggetto: Dairytech 2015: c’è un tesoro nel latte
Data: 25 novembre 2014 11:24:27 CET

Dalla decontaminazione da amianto alla produzione di energia: c’è un tesoro nel latte
Il siero di latte si presta a molteplici utilizzi “non convenzionali”. Se ne parlerà il 2 dicembre al convegno “Le nuove frontiere della trasformazione del siero del latte: da costo a valore aggiunto” curato da Dairy Tech

Il latte, si sa, fa bene. Ma forse pochi sanno che il latte – o meglio, il siero derivato dalla produzione di formaggio – può far bene, oltre cha alla salute, anche alla bolletta energetica, all’ambiente e a molto altro. Se ne può ricavare biogas e produrre energia; oppure lo si può utilizzare per rendere inerti le fibre di amianto; produrre bevande contro l’invecchiamento e d’aiuto al sistema immunitario; migliorare le rese dei nostri formaggi DOP.
Le opportunità non mancano: italiano è il brevetto della Chemical Center di Castello d’Argile (BO), che permette di togliere la parte di cemento dalle lastre di Eternit e poi di distruggere le fibre di amianto con un trattamento termico a 180° C, utilizzando siero di latte.

Un altro ambito di applicazione è quello energetico. “Il siero può essere fermentato con adeguati microrganismi per produrre molecole più semplici, quelle di metano ed etanolo – spiega Federico Baruzzi, ricercatore all’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR di Bari – e le tecnologie necessarie sono ampiamente disponibili sul mercato”. Ne segue che un caseificio può generare l’energia termica ed elettrica necessaria a produrre formaggi e a refrigerarli: ad esempio il Caseificio Moro di Motta di Livenza (Treviso) ricava circa il 75% del fabbisogno energetico dai suoi scarti industriali. Il siero alimenta anche un florido commercio mondiale: 6 miliardi di euro nel 2013, in crescita del 30% sul 2011.

L’ulteriore buona notizia è che di siero di latte l’Italia ne produce parecchio: 8 milioni di tonnellate all’anno. Ora, il 60% viene destinato all’alimentazione animale; il 40% all’uso umano (come ingrediente di latti per l’infanzia, cioccolato, confetteria, gelati, salse, salumeria, farmaci e cosmetici… e altro ancora). Ma le nostre aziende, che sanno produrre formaggi eccellenti, non sono altrettanto brave nel creare valore aggiunto con questo derivato, che potrebbe alimentare, al di là degli usi tradizionali, nuove industrie e posti di lavoro.

I possibili utilizzi del siero di latte saranno al centro del convegno “Le nuove frontiere della trasformazione del siero del latte: da costo a valore aggiunto”, in programma il
2 dicembre a Milano al Palazzo delle Stelline (corso Magenta 61). Il convegno, coordinato da Claudio Peri, professore emerito dell’Università degli Studi di Milano e patrocinato da Fedagri, è organizzato da Dairy Tech, la nuova manifestazione fieristica dedicata alle tecnologie di lavorazione e packaging del  comparto lattiero-caseario, che avrà luogo in contemporanea con IPACK-IMA 2015, la mostra internazionale del processo e packaging (Fiera Milano, 19-23 maggio 2015). Al convegno milanese si parlerà di valori nutrizionali delle componenti del siero, di come valorizzarle, di come produrre bevande e alimenti innovativi, ma anche energia.

Per informazioni:

IPACK-IMA Spa : Maria Grazia Facchinetti  – Marketing & Communication Manager
Tel. +39.02.3191091- fax +39.02.341677/33619826
e-mail: ipackima@ipackima.it  – web: www.ipackima.it

Redazione Newsfood.com

 

“Le nuove frontiere della trasformazione del siero del latte: da costo a valore aggiunto”

2 DICEMBRE 2014

Centro Congressi Fondazione Stelline – Sala Bramante Milano

Il settore lattiero – caseario è senza dubbio legato alla tradizione alimentare italiana.

Il suo continuo successo tuttavia dipende dalla capacità di innovare sia il prodotto che i processi: per questo Dairytech, Processing and Packaging for the dairy industry, organizza un evento unico, un momento di confronto per capire quali opportunità può offrire la tra- sformazione del siero di latte.

Si ringrazia il Comitato Scientifico di Ipack-Ima spa di cui è Chairman Claudio Peri, Profes-sore Emerito dell’Università degli Studi di Milano.

Si ringraziano inoltre Vincenzo Bozzetti (Etana srl) e Giorgio Giraffa, Direttore del Consi- glio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero Casearie di Lodi (CRA –FLC Lodi).

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

09.00-09.30 Registrazione e welcome coffee 09.30-09.50
Introduzione ai lavori:
Guido Corbella, Ipack-Ima Spa
Claudio Peri, Presidente Comitato Scientifico Ipack-Ima Spa

09.50-10.20 Caratteristiche compositive e nutrizionali del siero di latte vaccino: cosa c’è di nuovo? 
Luisa Pellegrino – Università di Milano

10.20-10.50 Nuove potenzialità di valorizzazione del siero di latte
         Erika Silletti – NIZO

10.50-11.20 La situazione attuale e le prospettive mondiali della domanda e dell’offerta del siero e dei suoi derivati
Cristophe Lafougère – GIRA

11.20-11.40 Break

11.40-12.00 Innovazioni nelle tecnologie di concentrazione del siero
          Ermanno Davico – Tetra Pak

12.00-12.20 Un’analisi critica della produzione e del potenziale di utilizzazione del siero in Italia
Pier Luigi Vecchia -Tecnologo Alimentare

12.20-12.40 Prospettive di valorizzazione di siero e scotta da produzioni casearie tipiche su piccola scala
Giorgio Giraffa – Direttore CRA-FLC, Lodi

12.40-13.00 Biogas da siero: motore della sostenibilità energetica delle trasformazioni lattiero-casearie
Federico Baruzzi – CNR Ispa Bari

13.00-13.15 Chiusura dei lavori

 

INTRODUZIONE AI LAVORI

Guido Corbella, Ipack-Ima Spa, Amministratore Delegato
Dal 1980 è Amministratore Delegato di CENTREXPO Spa. Dal 1992 al 1998 ha ricoperto il ruolo di Presidente dell’ ISTITUTO ITALIANO IMBALLAGGIO, mentre, da luglio 2000 ha assunto il ruolo di Amministratore Delegato di Ipack-Ima Spa, a seguito dell’acquisi-zione della società da parte di CENTREXPO .

Claudio Peri Università di Milano Chairman
Il professor Peri è stato docente per 40 anni all’Università di Milano dove ha svolto i corsi di Tecnologie Alimentari e di Sistemi di Gestione per la Qualità. E’ autore di oltre 300 lavori scientifici e una ventina di testi su temi riguardanti lo studio delle tecnologie alimentari, la qualità degli alimenti, la certificazione, la sicurezza e la tracciabilità di filiera nel settore alimentare.

Ha svolto un ruolo centrale nella istituzione dei corsi di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e in Scienze e Tecnologie della Ristorazione. E’ stato fondatore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche dell’Università di Milano (DISTAM) e dell’Associazione Italiana di Tecnologia Alimentare (AITA). E’ Presidente del Centro Studi per la Qualità dell’Accademia dei Georgofili di Firenze.

Verso la fine degli anni ’60, come ricercatore presso l’Università di California Davis, il prof. Peri è stato il primo ad applicare i processi per membrana alla concentrazione del siero di latte e a mettere a punto la diafiltrazione per la purificazione delle proteine di latte e di siero.

                          SPEAKERS

Luisa Pellegrino Università di Milano
Caratteristiche compositive e nutrizionali del siero di latte vaccino: cosa c’è di nuovo?

L’intervento offrirà una descrizione completa delle caratteristiche compositive e nutrizionali del siero di latte vac- cino e delle differenze rispetto ai principali sottoprodotti dell’industria lattiero-casearia.
Includerà inoltre una rassegna delle nuove conoscenze riportate dalla letteratura scientifica internazionale relati- ve ai componenti del siero e al loro significato biologico e nutrizionale.

Laureata in Scienze Agrarie e con Post-doctorate presso la Wageningen Agricultural University, Luisa Pellegrino ha svolto l’attività di ricercatore CNR ed è attualmente docente di Chimica e Tecnologia del Latte e Industrie Agrarie. L’attività di ricerca è prevalentemente dedicata allo studio di aspetti tecnologici, biochimici e di qualità di latte e derivati.

E’ membro di Collegi di Dottorato, Commissione Latte UNI, Commissione Scientifica del Consorzio Grana Padano e vicepresidente dell’Associazione Italiana Tecnici del Latte. E’ inoltre Project leader nella International Dairy Federation.

 

Erika Silletti NIZO
Nuove potenzialità di valorizzazione del siero di latte

La presentazione riporterà nozioni delle applicazioni esistenti e delle nuove potenzialità applicative delle proteine del siero. Durante l’intervento verranno trattate le seguenti tematiche: funzionalità delle proteine del siero: meccanismo di aggregazione e gelificazione; idrolizzati delle proteine del siero: bioattività e applicazioni; siero e percezione sensoriale ; prodotti ad alto contenuto proteico; nuove applicazioni del siero: fibre proteiche.

Laureata a Verona in Biotechnologie Agro-Industriali, lavora in Olanda dal 2001. Nel 2008, al termine del dottorato al Dipartimento di Chimica Fisica all’Universita’ di Wageningen, ha iniziato a lavorare presso Sara Lee Int. come R&D Manager e dal 2009 ha iniziato l’attività di ricercatore alla Nizo nel dipartimento Texture and Flavour. Ha collaborato con l’Università di Wageningen e il Food and Nutrition Institute in progetti di ricerca relativi alla nutrizione, alla percezione sensoriale e all’utilizzo di nuove fonti proteiche nel campo alimentare.

 

Cristophe Lafougére GIRA
La situazione attuale e le prospettive mondiali della domanda e dell’offerta del siero e dei suoi derivati

Si stima che nel 2014 la produzione globale di siero di latte sia di 5604 KT WP eq (whey powder equivalent): il 92% della produzione avviene in Europa e negli Stati Uniti che sono i due maggiori produttori di formaggio. Il siero di latte in polvere standard rappresenta attualmente il 48% della produzione: mentre negli Stati Uniti la produzione è focalizzata principalmente sulle polveri altamente concentrate (WPC, WPI), in Europa il primo posto è detenuto dalla polvere di siero demineralizzato.

Si stima che il consumo globale di siero continui a crescere del 2.3% per anno entro il 2018 principalmente grazie alla crescita del comparto del latte in polvere per i bambini (Infant formula) (più della metà dell’aumento della produzione di siero tra il 2013 e il 2018 sarà dedicato a questo settore).
L’Europa e gli Stati Uniti sono i due mercati principali per il consumo di siero; segue l’Asia ed in particolare la Cina che sarà il mercato più promettente da qui al 2018 con una crescita stimata del 6.3% per anno.

Christophe Lafougère è il CEO di GIRA, società che si occupa di Ricerca e consulenza nell’ambito food & drink. E’ speaker a livello internazionale ai più importanti eventi dairy (è intervenuto anche all’ International Whey Conference 2014 a Rotterdam). Ha creato e guida tutt’oggi il GIRA Dairy Club che include un numero considerevole di top managernel settore dairy: le previsioni qualitative e quantitative offerte per produzione, consumo e commercio coprono tutte le tematiche che influenzano la produzione dairy nel breve e medio termine.

 

Ermanno Davico Tetra Pak
Innovazioni nelle tecnologie di concentrazione del siero

Da rifiuto industriale, in Europa l’utilizzo del siero si è ampiamente sviluppato divenendo un importante fonte per la produzione di polveri atte al consumo umano ed in quanto tale è oggetto di numerosi studi e sviluppi tecnologici. L’intervento si prefigge di evidenziare la prospettiva industriale, delineando le scelte tecnologi- che ed impiantistiche attualmente in corso da parte dei principali operatori del settore con particolare riguardo alla situazione Italiana.

Laureato in Scienze Agrarie all’ Università degli Studi di Milano, Ermanno Davico ha svolto la sua carriera professionale in area commerciale presso le principali aziende internazionali fornitrici di apparecchiature, sistemi e tecnologie per l’industria alimentare. In particolare ha operato soprattutto nel settore caseario, nel cui ambito ha partecipato a progetti di soluzioni produttive di rilevanza nazionale.

In questi ultimi anni ha approfondito – in un’ottica di soluzioni industriali – le tematiche dei trattamenti dei sieri e la produzione dei relativi derivati a delle relative tecnologie in uso (filtrazione a membrane, evaporazione, polverizzazione).

 

Pier Luigi Vecchia Tecnologo Alimentare
Un’analisi critica della produzione e del potenziale di utilizzazione del siero in Italia

La relazione passa in rassegna le ragioni storiche, geo-economiche e culturali dell’utilizzo del siero in Italia, per esaminare in profondità l’attuale situazione. Oggi gli operatori lattiero caseari italiani dispongono di una potenzialità stimata in oltre 500.000 ton di materia secca; purtroppo ancor oggi circa un terzo di tali risorse sono svalutate destinandole all’uso zootecnico. Saranno evidenziati anche gli spazi di miglioramento in termini di idoneità degli impianti installati e di applicazione delle nuove tecnologie.

Tecnologo Alimentare e consulente ha lavorato presso Latteria Soresina, Nutral-Melker (trattamento del siero) e Gruppo Lactalis (produzione di lattosio e siero proteine).

E’ stato per 12 anni docente di Trattamento del siero e derivati e trattamento degli effluenti di caseificio presso l’Università Cattolica di Piacenza e successivamente presso il Cpl di Lodi.

 

Giorgio Giraffa CRA—FLC Lodi
Prospettive di valorizzazione di siero e scotta da produzioni casearie tipiche su piccola scala

Fra gli utilizzi tradizionali del siero in caseificio, il suo impiego nella preparazione di colture lattiche (sieroinnesti) è di fondamentale importanza nella produzione di molti formaggi DOP italiani. L’uso dei sieroinnesti nelle produ- zioni casearie nazionali tipiche comporta, fra gli altri vantaggi, il re-impiego e la valorizzazione di importanti volumi di siero di fine lavorazione considerato sottoprodotto o refluo industriale ma che diventa, invece, un’importante risorsa biologica e una fonte insostituibile di germoplasma microbico, in grado di conferire specificità e qualità al variegato panorama delle produzioni casearie di pregio e DOP nazionali. Nella tradizione lattiero-casearia italiana un posto importante è ricoperto inoltre dalla produzione di ricotta. La ricotta non risolve completamente il problema dello smaltimento del siero, in quanto la frazione liquida che residua, la scotta, presenta ancora un elevato carico inquinante. Si stima che circa 1.000.000 t di scotta siano prodotte annualmente in Italia. Al riguardo, saranno presentati i primi risultati di alcune ricerche nazionali finanziate dal MIPAAF volte al recupero e valorizzazione della scotta.

Laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari e Specializzato in Biotecnologie è stato professore di Microbiologia Lattiero-Casearia presso la Facoltà di Veterinaria dell’Università di Pisa. Ripetute esperienze all’estero: l’INRA (Francia), Istituto Pasteur (Parigi, Francia) e NIZO (Paesi Bassi). Dal 2010 è Direttore del Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero-Casearie (CRA-FLC) di Lodi. Principali temi di ricerca: genetica, identificazione e caratterizzazione molecolare e fenotipica di batteri lattici. E’ autore di oltre 200 lavori su riviste internazionali e di numerosi interventi a congressi nazionali ed internazionali.

Federico Baruzzi CNR Bari
Biogas da siero: motore della sostenibilità energetica delle trasforma- zioni lattiero-casearie

La produzione di biocarburanti e biogas da biomasse risulta in linea con quanto previsto dalle politiche co- munitarie ed è inoltre divenuto obbligatorio ai sensi del Dlgs_28_2011.
Sebbene affrontare quest’obbligo per una diversa utilizzazione del siero residuo le lavorazioni lattiero- casearie impegni finanziariamente i produttori, esso si configura anche come un’opportunità di dinamismo e crescita economica.

Gli investimenti in tal senso permettono una nuova forma di introito aziendale: la vendita dell’energia elettrica prodotta al gestore della rete mediante la trasformazione del siero in biogas o bioetanolo è affiancata dal risparmio nell’acquisto di energia (elettrica o da combustibile fossile).
L’intervento presenta uno studio realizzato in Basilicata: si ipotizza la creazione di un unico impianto di dige- stione anaerobia al quale conferisce un network cooperativo per la raccolta, superando così le ridotte dimensioni di ciascuna azienda.

Laureato in Scienze Agrarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, svolge dal 1996 attività di ricerca presso il CNR, Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari, Bari. Nel corso degli anni ha portato avanti numerosi studi di caratterizzazione microbiologica e nutrizionale di prodotti lattiero caseari tipici del Mezzogiorno. Negli ultimi anni ha rivolto la sua attenzione alle innovazioni di prodotto, per la realizzazione di alimenti con caratteristiche funzionali e probiotiche, e di processo, per il miglioramento della qualità igienico-sanitaria dei formaggi freschi. Coordinatore di diversi progetti di ricerca italiani ed esteri, opera da alcuni anni nel recupero a scopi nutrizionali delle siero proteine valutando, nel contempo, le loro possibili applicazioni “non food”.

 

ipackima@ipackima.it

 

Redazione Newsfood.com

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