Prodi: sul dialogo Veltroni “va proprio bene”
27 Novembre 2007
“Il dialogo sulle riforme sta andando avanti faticosamente, ma sono soddisfatto”, alla domanda ‘Veltroni sta lavorando bene?’, il Premier ha risposto: “Sì, bene. Ci siamo sentiti anche
questa mattina, va proprio bene”; dunque, Prodi non fa mistero di approvare l’operato del leader del Pd, che lunedì ha avviato il dialogo con l’opposizione sul tema delle riforme.
Il primo a ragionare con Veltroni, infatti, è stato Fini ed i risultati sono stati soddisfacenti: “Siamo d’accordo sul fatto che bisogna uscire da questo bipolarismo forzoso, non dal
bipolarismo”, ha annunciato Veltroni durante la conferenza stampa al termine del colloquio, aggiungendo che il risultato “politicamente più importante” è che “si è
registrato un accordo su due punti decisivi: la convergenza sul pacchetto di riforme costituzionali e l’accordo sulle modifiche ai regolamenti parlamentari”.
Il leader del Pd ha sottolineato la disponibilità data da Fini non solo al dialogo per la legge elettorale, ma anche all’insieme delle riforme indispensabili al “Paese per uscire dalla
crisi”: “Per me non esiste – ha ribadito Veltroni – un problema che riguarda esclusivamente la nuova legge elettorale, ma il problema riguarda complessivamente il nuovo assetto istituzionale e
tra le due riforme c’è un legame indissolubile”. “Per questo – ha concluso – non siamo disponibili a dialogare solo sulla legge elettorale”.
A proposito della riforma elettorale, Fini ha scandito il suo no al vassallum (il sistema a metà tra il tedesco e lo spagnolo, proposto da Veltroni): “Noi non contestiamo il
proporzionale – ha spiegato il leader di An – ma contestiamo una legge elettorale che archivi in Parlamento quello che invece è vigente a tutti i livelli istituzionali”, ovvero il
bipolarismo di regioni, province e comuni.
Insomma, per la legge elettorale ancora nulla di fatto, ma Veltroni annuncia di non cercare l’ “ottimo” e di essere contento del “bene” scaturito dall’incontro (che riguarda il sì dato
da Fini alla riduzione dei parlamentari, al rafforzamento dei poteri del premier e al superamento del bicameralismo paritario), ricordando che “riforme costituzionali e la nuova legge
elettorale vanno di pari passo”.
Prima di cantare vittoria, comunque, si attendono i prossimi incontri del leader del Pd: mercoledì Veltroni vedrà Casini, giovedì Bossi e, dulcis in fundo, venerdì
sarà la volta di Berlusconi.




