Veltroni incontra Fini
26 Novembre 2007
E’ ufficialmente iniziata una settimana densa di eventi ed appuntamenti per il leader del Pd Walter Veltroni, che potrebbe essere scandita da scelte determinanti per il panorama politico
italiano, il primo incontro per il dialogo tra maggioranza ed opposizione è cominciato alle 16 al loft del Pd sul Palatino, dove Fini e Veltroni discutono di riforma elettorale.
Ma, prima dell’incontro, Veltroni ha raccolto i suoi per disegnare la linea di condotta. Secondo quanto dichiarato al termine dell’incontro da Giorgio Tonini, Veltroni ha confermato che
è “inaccettabile” l’idea di andare alle urne subito dopo la riforma della legge elettorale: “Veltroni ha ribadito che per noi l’ipotesi di andare alle elezioni subito dopo la riforma
della legge elettorale è inaccettabile – ha spiegato – Noi siamo per un pacchetto organico che veda assieme legge elettorale, riforme istituzionali e revisione dei regolamenti
parlamentari”. Il leader del Pd, inoltre, ha specificato che “mette in discussione il bipolarismo, ma deve essere vero”: “Quello attuale è un bipolarismo cattivo, mentre va riformato
basandolo su partiti a vocazione maggioritaria – ha affermato Tonini – Credo che la proposta di legge elettorale che abbiamo avanzato favorisca un esito di questo tipo”.
Dal Pd, comunque, tornano a sottolineare che questa proposta è rivolta a tutte le forze politiche e che non esiste nessun “rapporto esclusivo” con Berlusconi, con cui è previsto
un incontro per il 30 novembre.
Nel Pd, intanto, c’è chi consiglia a Veltroni di stare attento a portare avanti il dialogo spingendo sul proporzionale tedesco, come Rosy Bindi, che ha sottolineato che “è una
legge che ci riporta all’antico, alla Prima Repubblica, alla vecchia Dc col proporzionale, ai governi con crisi extra-parlamentare”: “Andando avanti così riuscirà pure ad avere il
via libera di Berlusconi, ma magari io poi la riforma non gliela voterò”, avverte il ministro della famiglia.
Gavino Angius, invece, si è detto contrario al referendum, che considera “un’iniziativa sconsiderata”: “Il referendum è una bomba a orologeria contro il governo, e, qualora si
dovesse svolgere, aprirebbe una lacerazione profonda all’interno del centrosinistra prima ancora che nel centrodestra”, ha spiegato Angius, aggiungendo che non condivide “in radice la proposta
elettorale avanzata da Veltroni”: “Il referendum e il vassallum produrrebbero lo stesso effetto: affidare a due soli partiti la competizione elettorale, e ridurre tutti gli altri ad una
condizione servente”, ha tuonato.
Sul fronte dell’opposizione, invece, Alemanno, in un’intervista a Repubblica, è tornato a ribadire che da parte di An “c’è un’ampia disponibilità a varare le leggi
che confermano il bipolarismo” e che altre problematiche quali il conflitto di interessi “possono far parte di un ragionamento complessivo, se non sono utilizzati per aggredire
Berlusconi”.
Alemanno, comunque, ha confermato: “Noi faremo di tutto per far cadere il governo Prodi, ma nel frattempo non vediamo alcun motivo per bloccare il lavoro sulle riforme”.
“Respingiamo quindi la connessione che ha fatto Berlusconi, secondo la quale non si può lavorare alla riforma della Costituzione altrimenti si prolunga la vita del governa”, ha concluso.




