Prodi al Focsiv su solidarietà e cooperazione

Roma, 17 Ottobre 2007 – Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione dei dati 2007 del “Barometro sulla solidarietà
internazionale degli italiani”, realizzato dalla Doxa per la FOCSIV (Federazione degli organismi cristiani del servizio internazionale volontariato) e presentato oggi a Roma in occasione della
Giornata mondiale Onu contro la povertà.

Fame nel mondo, disoccupazione, pace e terrorismo. Sono le quattro «emergenze mondiali» in cima alle preoccupazioni degli italiani che dimostrano un’attenzione costante verso la
situazione internazionale anche se doniamo meno rispetto al 1999 e siamo meno disponibili di allora.

Dal rapporto emerge che, su una lista di 14 possibili emergenze, i 3.000 italiani intervistati dalla Doxa indicano quattro fondamentali aspetti: la fame nel mondo, indicata dal 47%, la
disoccupazione (40%), la pace (39%) e infine il terrorismo con il 35%. Una schiacciante maggioranza degli italiani, ben 9 su 10 (88%), ritiene necessaria la cancellazione del debito estero
contratto dai paesi più poveri, convinta che la principale causa della povertà e del mancato sviluppo dei paesi poveri è lo sfruttamento da parte dei paesi più
ricchi.

L’Italia si impegnerà a «dare il suo contributo per garantire che il barometro della solidarietà volga sempre al bello», ha detto il Presidente nel suo
intervento.«Gli aiuti alla cooperazione – ha sottolineato – vanno aumentati, ma occorre anche fare delle scelte su come e dove direzionarli: dobbiamo incrementare gli aiuti non solo per
una ragione etica, ma anche perché le disparità sono arrivate a dei punti impressionanti». Bisogna, dunque, «andare avanti». Prodi ha parlato quindi della
necessità di un’organizzazione ed una educazione a questi temi, e ha spiegato che un governo, nel momento in cui decide di destinare dei miliardi ai paesi del terzo mondo, deve essere
sostenuto da un’opinione pubblica che possa capire a condividere queste scelte. Anche perché, ha sostenuto il premier, quando si tratta di risorse da suddividere tra i vari settori, il
campo della cooperazione non ha molti difensori.

Il presidente del Consiglio ha chiuso il suo intervento garantendo il massimo impegno del suo governo a favore dei paesi in via di sviluppo e promettendo più fondi. «Allora – ha
concluso – «la lotta alla fame e alle malattie hanno la priorità. Va però tenuto presente anche lo sviluppo di lungo periodo e dunque gli investimenti sulle scuole, sulle
strutture materiali e produttive. Serve la consapevolezza di dove sono destinate le risorse che stanziamo».

Leggi Anche
Scrivi un commento