Prezzi: troppi squilibri dal “campo alla tavola”

Prezzi: troppi squilibri dal “campo alla tavola”

La Cia esprime apprezzamento per la comunicazione della Commissione europea per interventi concreti tesi a migliorare il funzionamento della catena di approvvigionamento alimentare. Obiettivo
prioritario è quello di garantire prodotti di qualità, sicuri e con listini al dettaglio abbordabili.
 
Davanti al crollo dei prezzi sui campi e di listini al consumo ancora troppo cari, l’iniziativa promossa dalla Commissione Ue appare quanto mai opportuna. Così la Cia-Confederazione
italiana agricoltori commenta la proposta dell’Esecutivo di Bruxelles di promuovere interventi concreti per migliorare il funzionamento della catena di approvvigionamento alimentare in
Europa.

Condividiamo – afferma la Cia – le preoccupazioni espresse dalla Commissione europea. D’altra parte, come più volte evidenziato, al drastico calo dei prezzi delle materie prime agricole si
è sono contrapposti quotazioni elevate dei generi alimentari per i consumatori. Un aspetto questo che solleva nel governo comunitario interrogativi sull’efficienza di questo settore
cruciale dell’economia europea. Da qui l’azione per migliorare le relazioni commerciali tra gli operatori della catena che può rappresentare un passo importante per rendere più
efficiente la catena di approvvigionamento alimentare con benefici per tutti gli operatori della filiera e i consumatori.

La Cia da tempo sottolinea la necessità di una maggiore trasparenza dei prezzi lungo tutta la catena alimentare. Un’esigenza che lo stesso presidente della Commissione Ue Joaquín
Almunia mette nel dovuto risalto evidenziando che “Il nuovo strumento europeo di monitoraggio dei prezzi alimentari è un passo importante in questa direzione”.

In tale contesto, troviamo apprezzabili – sottolinea la Cia – anche le affermazioni del commissario all’Agricoltura Mariann Fischer Boel secondo la quale la Commissione Ue, in stretta
cooperazione con le autorità nazionali, intende raddoppiare il proprio impegno per fare in modo che la catena di approvvigionamento funzioni in modo efficace “dal campo alla tavola”.

La Commissione Ue ricorda che la catena di approvvigionamento alimentare comprende importanti settori – agricoltura, industria della trasformazione alimentare e distribuzione – che rappresentano
da soli il 7 per cento dell’occupazione in Europa e che hanno un impatto diretto su tutti i cittadini, in quanto la spesa alimentare incide in media per il 16 per cento sui bilanci delle
famiglie. Un funzionamento efficiente della catena di approvvigionamento alimentare è, quindi, essenziale per garantire prodotti di qualità, sicuri e a prezzi abbordabili.

La comunicazione dell’Esecutivo comunitario – rileva la Cia – mette in luce significative tensioni nelle relazioni contrattuali tra operatori della catena, dovute alla loro diversità come
pure alle differenze di potere contrattuale. Evidenzia, inoltre, la mancanza di trasparenza dei prezzi lungo la filiera agroalimentare, come pure un’accresciuta volatilità dei prezzi delle
materie prime agricole. Denuncia, infine, che il mercato interno dei prodotti alimentari è tuttora frammentato tra prodotti e Stati membri.

Al fine di risolvere questi problemi e migliorare il funzionamento della catena, la Commissione Ue propone di promuovere relazioni sostenibili e basate sul mercato tra gli operatori della catena
di approvvigionamento alimentare, di migliorare la trasparenza, di favorire l’integrazione del mercato interno dei generi alimentari e la competitività di tutti i settori.

Indicazioni che per la Cia rappresentano una prima importante risposta sia nei confronti dei consumatori che dei produttori agricoli che stanno vivendo una situazione di drammatica emergenza,
soprattutto a causa del crollo dei prezzi. Quindi, un passo avanti significativo per rendere la filiera agroalimentare realmente efficiente e trasparente.

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