Prezzi: Coldiretti, da grano a pasta +400, bene Tar su multe Antitrust

Prezzi: Coldiretti, da grano a pasta +400, bene Tar su multe Antitrust

Il grano duro viene pagato oggi 18 centesimi al chilo agli agricoltori mentre la pasta raggiunge in media a 1,4 euro al chilo, con un ricarico di circa il 400 per cento, se si considerano le
rese di trasformazione. E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base del servizio sms consumatori, nel commentare positivamente la conferma da parte del Tar del Lazio delle multe per un totale
di 12 milioni di euro inflitte dall’Antitrust alla fine dello scorso febbraio a ben 22 societa’ alimentari e a due associazioni per aver creato un “cartello” per mantenere alti i prezzi della
pasta. Il comportamento denunciato dall’Antitrust ha avuto – sostiene la Coldiretti – pesanti conseguenze se si considera che la pasta è il piatto preferito dagli italiani che l’anno
scorso ne hanno consumati oltre 1,5 milioni di tonnellate, per un controvalore di 2,8 miliardi di euro.

Il prezzo della pasta – sottolinea la Coldiretti – è rimasto pressoché stabile rispetto allo scorso anno nonostante le quotazioni del grano siano scese su valori inferiori di ben
il 30 per cento mettendo a rischio il futuro delle coltivazioni Made in Italy. Gli agricoltori italiani in queste condizioni economiche sono costretti a ridurre le semine del grano destinato
alla produzione di pasta italiana, che interesseranno quest’anno – precisa la Coldiretti – una superficie di terreno non superiore al milione di ettari, con un calo stimato di circa un terzo.

Una crisi che non è giustificata dal consumo di pasta di semola che in Italia è cresciuto in valore del 2,8 per cento nel primo semestre 2009 rafforzando il primato degli italiani
nel consumo che è fissato – sottolinea la Coldiretti – attorno ai 26 chili a persona, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte
superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese. Peraltro – continua la Coldiretti – circa la metà della produzione italiana
è esportata in Germania (19 per cento), Francia (15 per cento), Regno Unito (14 per cento) Stati Uniti (7 per cento) e Giappone (5 per cento). Un piatto di pasta su quattro
consumato nel mondo e’ fatto in Italia che è leader nella produzione con 3,2 milioni di tonnellate superiore a quella degli Stati Uniti (2 milioni di tonnellate), del Brasile (1 milione
di tonnellate) e della Russia (858 mila tonnellate). Per salvare la pasta di grano italiano la Coldiretti è impegnata nel progetto una “filiera agricola tutta italiana” per tagliare le
intermediazioni e combattere le distorsioni e le speculazione dal campo alla tavola con il coinvolgimento delle imprese agricole, dei mercati degli agricoltori, delle cooperative e dei Consorzi
Agrari che hanno recentemente varato l’holding “Consorzi Agrari d’Italia.

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