Prezzi: Coldiretti, con i rincari calano dello 0,2% i consumi di pasta

 

Nel 2008 i consumi familiari di pasta sono stagnanti con un calo dello 0,2 per cento nelle quantità acquistate anche per effetto dei rincari. E’ quanto emerge da una
analisi della Coldiretti sulla base delle stime Ismea Ac Nielsen per il 2008, dalla quale si evidenzia peraltro che i consumatori spenderanno in pasta ben il 30,5 per cento in
piu’ per portare a casa una quantità di pasta addirittura inferiore.

La pasta – sottolinea la Coldiretti – resta comunque il piatto preferito dagli italiani con consumi medi procapite che in Italia stimabili sui 28 chili a persona, tre volte
superiori a quelli di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiori a quelli di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiori a quelli di un giapponese.

E’ per questo particolarmente grave – sostiene la Coldiretti – che il dimezzamento del prezzo del grano dall’inizio dell’anno oltre ad aver provocato una situazione drammatica
nelle campagne,dove non si riescono piu’ a coprire i costi della coltivazione, non ha portato alcun beneficio ai consumatori di pasta che hanno dovuto contenere i consumi anche per
effetto degli aumenti vertiginosi del 32 per cento ad ottobre secondo l’Istat. Con il grano tenero (per il pane) che è sceso sotto i 16 euro per quintale e quello duro (per la
pasta) sotto i 22 euro per quintale sono a rischio le prossime semine e con esse anche le forniture per la pasta Made in Italy poiché i ricavi non consentono di coprire i costi
di produzione in forte ascesa ( 56 per cento in un anno per i concimi).

I dati di mercato dimostrano – denuncia la Coldiretti – che le quotazioni del grano che sono oggi dimezzate dall’inizio dell’anno mentre la pasta di semola di grano duro è stata
tra gli alimentari quella che addirittura ha subito i maggiori incrementi. Il rapporto Ref per Ancc-Coop stima che, per effetto dei rincari, gli italiani spenderanno solo per l’acquisto
di pane, pasta e derivati dei cereali 3,4 miliardi in piu’ nel 2008, per un valore di circa 140 euro per famiglia.

Serve sui mercati una maggiore stabilità per chiudere le porte alla speculazione e consentire una adeguata programmazione della produzione ed una più equa distribuzione
del valore nella filiera. Per questo la Coldiretti ha avviato un progetto per semplificare e razionalizzare la filiera e recuperare valore aggiunto alle imprese agricole.

 

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