Previsioni negative per i consumi di bevande

 

CDA (Consorzio Distributori Alimentari) – il più importante gruppo indipendente italiano di distributori di bevande che da solo rappresenta oltre l’11% del mercato italiano
della distribuzione di liquidi alimentari – prende parte a Pianeta Birra 2009 insieme agli altri membri di Italgrob (Federazione Italiana dei Grossisti e dei Distributori di Bevande) in
quella che è definita, ormai da anni, la «casa comune» della distribuzione italiana: un unico grande stand per tutta la categoria.

Pianeta Birra è come sempre la vetrina privilegiata per dare visibilità ad un settore storico dell’economia italiana come quello della distribuzione, ma anche, per
il Consorzio, la prima occasione ufficiale per tracciare un quadro dell’andamento dei consumi di bevande nel fuori casa in questo inizio 2009.

Un quadro purtroppo tutt’altro che positivo, che ha visto chiudersi il 2008 con calo generalizzato dei consumi di bevande del -3,65%, secondo i dati dell’indagine realizzata
proprio da CDA, che attraverso il proprio Data Wharehouse consortile (strumento di gestione della raccolta e normalizzazione dei dati provenienti dalle Aziende Associate) è in
grado di tracciare periodicamente un bilancio preciso e dettagliato dei consumi fuori casa, rilevati su un campione di oltre 22.000 pubblici esercizi.

Se la media nazionale si attesta intorno ad un minaccioso -3,65%, la ripartizione tra le varie aree italiane presenta dati in linea con il calo dei consumi, anche se con cifre
più altalenanti: -2,15% nel Nord Ovest (Area Nielsen 1), -1,65% nel Centro (Area Nielsen 3) e -3,06% al Sud (Area Nielsen 4), ma addirittura -6,30% al Nord Est (Area Nielsen 2).

La crisi sembra colpire in maniera più significativa i locali dedicati al tempo «tempo libero serale», dove il calo dei consumi segna un preoccupante –7,30%,
trascinato dal drastico calo dei consumi di alcolici (-18,36% delle birre, -10,05% dei vini speciali, -4,78% dei superalcolici) dovuto all’inasprimento delle sanzioni per la gudia
in stato di ebrezza e l’ulteriore riduzione del tasso alcolemico consentito. Negativa comunque la situazione anche negli altri canali: per i bar tradizionali, il calo dei consumi
si attesta intorno al -3,12%; leggermente meglio la ristorazione che fa registrare un «solo» un -2,71%.

A risentire in maniera più significativa di questo crollo dei consumi sono le birre, con un crollo che sfiora il 10% con picchi del -18% nei locali serali, e i ready to drink,
ormai in caduta libera, con una media del -20,17% (con un calo di oltre il 23% nel comparto dei bar, del 15,27% nella ristorazione e di quasi il 18% nei locali serali). Ma anche i vini
cosiddetti speciali (-6%) e gli aperitivi monodose (-6,65%) e i succhi di frutta (-4,30%) stanno vivendo una stagione di crisi, in particolare nel canale del tempo libero serale, dove
si registrano invece percentuali positive su acqua ( 1,67%), bibite piatte ( 2,48%) e gasate ( 0,47%) ed energy drink ( 5,04%), in calo invece negli altri settori.

«Questi dati non possono che metterci in allarme, poiché confermano anche per il 2009 il trend di un calo generalizzato dei consumi in tutti i comparti, come già
accaduto nello scorso anno, senza elementi che facciano prevedere un cambio di direzione, almeno nel breve periodo – commenta Lucio Roncoroni, direttore di CDA».

Preoccupante, secondo Roncoroni, anche il dato relativo all’inflazione, che nel settore si attesta intorno ad una media del 3,08%, con picchi del 4,95% per l’acqua, del
4,37% per i vini, e addirittura del 5,60% per i vini speciali. Dati che per il Direttore di CDA saranno purtroppo destinati ad aumentare, peggiorando ulteriormente una situazione di per
sé già critica.

 

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