Prestiti ai precari, più facili grazie ad un accordo con le banche

Firenze, 14 Dicembre 2007 – All’inizio erano dieci ed oggi ventuno: ventuno banche ed istituti presenti in Toscana che hanno rinnovato l’anno scorso l’accordo storico con la Regione e
che oggi pomeriggio hanno siglato una nuova intesa più ampia e generale, una piattaforma comune su cui inserire, di volta in volta, accordi specifici in cui saranno definiti gli
obiettivi, le procedure e le condizioni che le banche si impegnano ad applicare nella realizzazione di progetti regionali, un esempio: il progetto per l’accesso al credito dei precari e dei
lavoratori atipici, firmato oggi da undici banche, subito dopo l’intesa generale.

«Il sistema bancario si conferma un partner strategico della Regione – sottolinea il presidente della Toscana, Claudio Martini – non solo quando parliamo di politiche a beneficio delle
imprese, che vogliamo sostenere nel processo di innovazione, ma anche quando si mettono in atto interventi a favore di cittadini, associazioni, Onlus ed altre organizzazioni. Sulla base
dell’intesa raggiunta oggi, aperta anche ad altri istituti, sarà più facile e veloce definire successivamente accordi specifici sui singoli progetti»
«Ci sono infatti opportunità di sostegno all’accesso al credito che riguardano anche la società civile – aggiunge l’assessore al bilancio e alle finanze, Giuseppe Bertolucci
– E senza un’opportuna collaborazione del sistema bancario, disposto a fissare condizioni particolari per l’accesso al credito, certe iniziative non potrebbero pienamente raggiungere il loro
scopo». »Oggi – prosegue l’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini – firmiamo un accordo che consentirà a chi non ha un lavoro fisso di disporre di prestiti più
facili. Con l’atto di oggi la possibilità diventa qualcosa di concreto». A breve un’iniziativa analoga riguarderà gli studenti universitari».

I tassi che le banche proporranno a precari ed atipici, grazie al fondo di garanzia messo a disposizione dalla Regione e gestito da Artea (l’agenzia regionale per l’erogazione in agricoltura),
sono particolarmente vantaggiosi.
Per prestiti fino a 15 mila euro e rimborsabili dai 18 ai 60 mesi, finalizzati a far fronte a situazioni temporanee e contingenti di difficoltà economica a cui il lavoratore non
può altrimenti far fronte, lo spread, da sommare al tasso fisso, oscillerà tra il 2 ed il 3,5 per cento. Il che significa, visto che ad oggi il tasso Irs di riferimento è
al 4,6%, che precari ed atipici potranno ottenere prestiti con tassi di interesse che oscilleranno tra il 6,6 e l’8,10 per cento, comprese le spese di istruttoria: un bel risparmio rispetto
all’11% che oggi costituisce la media. E in più nessuna altra garanzia aggiuntiva sarà richiesta dalle banche.

Walter Fortini

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