Pranzo o cenone? Ecco le 10 regole per “gestire” le abbuffate natalizie

Pranzo o cenone? Ecco le 10 regole per “gestire” le abbuffate natalizie

Torroni, panettoni, cotechino e brindisi a volontà. Ognuno festeggia il periodo di Natale a modo suo, ma una cosa è comune: il rischio che il desidero del gusto vada a scapito
della salute, mettendo a particolare rischio il cuore, come sottolinea Maria Letizia Petroni medico nutrizionista clinico dell’Istituto Auxologico Italiano e coordinatore Scientifico
dell`Osservatorio Grana Padano.

Spiega infatti la studiosa: “Gli effetti negativi di una simile dieta sono potenziati anche da una maggiore sedentarietà tipica dei mesi freddi e dall’eccessivo riscaldamento degli
ambienti che ostacolano l’attivazione del grasso bruno, che è quello che permette la dissipazione di energia sotto forma di calore”.

Allora, per evitare che il cattivo mangiare trasformi la festa in dramma, ecco il kit di per gestire le feste.

Si tratta di 10 regole, proposte dall’Osservatorio Grana Padano, per evitare carichi eccessivi all’organismo.

  • Essere misurati. Acquistate solo la quantità di cibo “necessaria” e mangiate nei pasti, evitando di spiluccare gli avanzi nei giorni successivi

  • Sulla tavola natalizia devono sempre essere presenti abbondanti caraffe d’acqua. al contrario, le bevande solo su richiesta

  • Meno grassi più vino. Nel soffritto, sostituire burro e olio con vino bianco.

  • Meno panna, più ricotta. La ricotta deve essere magra e diluita nel latte (poco)

  • Un bagno di vapore. Il vapore (o la piastra) sono più sani dei metodi di cottura tradizionali

  • Largo alle verdure! Scegliere ricette che prevedano l’utilizzo di verdure nella loro preparazione

  • Il gelato al limone (senza grassi) al posto del sorbetto

  • Fuori il sale, dentro le spezie. Limitare il sale, usando per esaltare i sapori della cucina condimenti come spezie ed aromi vegetali

  • Un clima amichevole. Mantenere in casa e negli ambienti di lavoro temperature non superiori ai 18-20 gradi

  • Vestitevi a strati, mantenendo in ogni ambiente il minimo di vestiario necessario per sentirsi confortevoli; spostarsi preferibilmente a piedi, utilizzando calzature antiscivolo, e
    preferire le scale al posto dell’ascensore.

Matteo Clerici

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